L’AQUILA – Finisce in tribunale ad Avezzano (L’Aquila) la guerra tra la Regione Abruzzo e l’imprenditore Camillo Colella, patron della società Santa Croce che per anni ha estratto e commercializzato l’acqua della sorgente Sponga di Canistro (L’Aquila), ora affidata dopo un bando al gruppo Norda.

Dopo una serie di esposti presentati da Colella, che aveva annunciato battaglia giudiziaria senza quartiere, sono indagate almeno tre persone in altrettanti filoni distinti.

Il vice presidente della Giunta regionale con delega alle Attività produttive e Crisi industriali, Giovanni Lolli, è indagato per diffamazione perché avrebbe imputato a Colella di aver violato i sigilli apposti allo stabilimento che è di proprietà dell’imprenditore molisano.

L’operaio Maurizio Bisegna, che è anche sindacalista, ex Santa Croce, è indagato per minacce e violenza privata, reati che sarebbero avvenuti durante gli scontri: sulla base delle denunce, avrebbe insultato Colella e minacciato chi entrava a lavoro rifiutandosi di scioperare. In questo filone ci sarebbero anche altri operai i cui nomi non sono noti.

Infine, la dirigente del servizio Risorse del territorio e attività estrattive del dipartimento Opere pubbliche della Regione, Iris Flacco, è indagata per abuso d’ufficio, nell’ambito del discusso sequestro degli 8 milioni di litri d’acqua cui sono stati posti i sigilli perché, secondo l’amministrazione, imbottigliati dopo la revoca della concessione.

“Ieri sono stato in tribunale ad Avezzano, essendo inquisito, insieme ai lavoratori della Santa Croce e alla Rsu – ha confermato Lolli ai microfoni di AbruzzoWeb – Il mio reato è quello di diffamazione, il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione, gli avvocati dell’azienda hanno ritenuto di opporsi. Naturalmente mi rimetto fiducioso a quello che deciderà il giudice”.

E poi uno spunto polemico verso Colella, “non mi sono sentito in cattiva compagnia assieme ai lavoratori, che non vengono pagati da moltissimo tempo, a cui non si corrisponde né l’alifond, che è il salario differito, né il tfr. Quindi mi sento in compagnia di persone che stimo molto e a cui voglio molto bene”, ha concluso. (alb.or. – b.s.)