L’AQUILA – Le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm chiedono un tavolo di verifica con la Regione, il Comune dell’Aquila, Invitalia e la ex Finmek perché a loro dire sull’insediamento dell’azienda Accord Phoenix nel Polo elettronico ci sono “più ombre che luci. Le assunzioni non stanno tenendo conto delle priorità che la Politica e la stessa azienda avevano garantito”.
“Mentre molte decine di lavoratori dell’ex Polo Elettronico sono ormai senza sostegno al reddito – scrivono in una nota – nell’azienda circolano una miriade di consulenti, vengono elargiti stipendi da ‘favola’ ai non operativi e vengono assunti lavoratori che già avevano un lavoro a tempo indeterminato con professionalità che possono essere individuate all’interno del bacino dell’ex Polo Elettronico”.
“Nell’ultima riunione è stata paradossale la comunicazione della necessità di assumere esperti ‘ragnisti’ fuori dal bacino individuato. Questa comunicazione ci lascia perplessi visto che l’azienda potrebbe programmare corsi di formazione”, rimarcano.
“In questa confusione, arrivano pochi camion con monitor ‘antidiluviani’ misti a ‘mondezza’ che rendono sempre più difficoltoso il lavoro dei 9 unici lavoratori – continuano i sindacati – Sarebbe opportuno che l’azienda in modo trasparente comunichi la provenienza di questi materiali”.
“Abbiamo l’impressione che si stia prestando più attenzione a spendere i soldi che a fare impresa”, concludono.



