L’AQUILA – “Oggi 75 famiglie vivono degli stipendi degli addetti della Accord Phoenix (oggi AURA), tanti ad oggi sono i dipendenti della società, anzi si cominciava a sentir parlare di nuove assunzioni; comunque ci sono 75 persone per le quali non si adombravano particolari dubbi sulla stabilità dell’impiego e che su questa ipotesi avevano programmato la loro vita e quella delle loro famiglie”.
Lo afferma la sindacalista della Uil Clara Ciuca, a seguito della sentenza della Corte dei Conti dell’Aquila del 18 marzo, che ha condannato a restituire 4,8 milioni di euro erogati da Invitalia, Accord Phoenix, ora Aura spa, società operante dopo un avvio molto tormentato dal gennaio 2018, nel settore del trattamento e smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici (Raee), nel Tecnopolo d’Abruzzo.
La società, aveva ottenuto 10,8 milioni di euro, a valere sui fondi post sisma del “4 per cento”, per risollevare il tessuto economico del cratere sismico, di cui solo in parte erogati, a fronte di 45 milioni di investimento.
Ad indagare sulla sussistenza dei requisiti per l’accesso ai finanziamenti pubblici per il sostegno delle attività produttive e di ricerca era stato già il sostituto Procuratore della Repubblica dell’Aquila, David Mancini.
La nuova società, Aura, va precisato, non ha nulla a che vedere con la gestione passata e con le inchieste che si sono susseguite in questi anni.
A maggio 2019, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza dell’Aquila avevano già dato esecuzione al sequestro preventivo dei 4,8 milioni già ottenuti, disposto dalla Procura, nei confronti della società e di Ravi Shankar, Francesco Baldarelli e Luigi Ademo Pezzoni, accusati del reato di indebita percezione di contributi statali.
LA NOTA COMPLETA
Il giornale dei “cafoni” nel suo romanzo di Ignazio Silone Fontamara si chiamava “Che fare?”.
Come organizzazione sindacale non possiamo che ripetere l’interrogativo alla Politica Locale.
Non voglio apparire una falsa ingenua, so benissimo che è già in corso la campagna elettorale per le elezioni comunali e la polemica è la modalità più semplice per “ricompattare” i militanti di tutti gli schieramenti e anche utile ad indirizzare le scelte degli elettori.
Io, come UIL, vorrei però evidenziare un fatto concreto importante per la città e in relazione a questo fare una proposta.
Il fatto è che oggi 75 famiglie vivono degli stipendi degli addetti della Accord Phoenix (oggi AURA), tanti ad oggi sono i dipendenti della società, anzi si cominciava a sentir parlare di nuove assunzioni; comunque ci sono 75 persone per le quali non si adombravano particolari dubbi sulla stabilità dell’impiego e che su questa ipotesi avevano programmato la loro vita e quella delle loro famiglie.
La proposta che sottopongo all’attenzione consiste solo nel metodo di lavoro che chiedo di adottare alle Forze Politiche, il metodo che già i “cafoni” siloniani adombravano con il loro “Che fare?”: quali sono le proposte politiche per salvaguardare l’occupazione e la permanenza in vita della fabbrica? Quali le soluzioni praticabili?
Mi rendo conto che in campagna elettorale su questo tema, come su tutti gli altri che oggi sono al centro del dibattito, sia più semplice ragionare guardando “allo specchietto retrovisore” e ragionando, perciò, su colpe, responsabilità errori del passato.
I sindacati sono sempre stati per la legalità e il garantismo.
Cioè sono sempre stati convinti che gli errori si debbano pagare e se ci sono responsabilità collettive e/o personali siano definite e punite dalle Autorità preposte ad esprimere tale giudizio, nel caso in questione appare che tale attività è, in parte, già in essere.
Però credo che la Politica abbia la pienezza del suo ruolo più importante nel disegnare il futuro, non nel dare i voti al passato.
Pertanto alle Forze Politiche chiedo di esercitare a pieno il loro ruolo disegnando un futuro per la città e, anche, per i destini di 75 lavoratori e delle loro famiglie che rischiano di restare senza lavoro pur lavorando in una fabbrica che ha un percorso industriale possibile e credibile.
Sona certa che l’acutezza e l’intelligenza delle persone a cui rivolgo l’invito sia in grado di permettere loro di prefigurare scenari per assicurare soluzioni perciò li invito a dar maniera ai cittadini di apprezzare la loro virtuosa competizione in questa direzione.





