ACCIANO – “Tasse comunali… Chi le paga? Forse siamo sempre i soliti a pagare e di per sé non fa notizia, ma quando è il sindaco di Acciano, Fabio Camilli, a porre in essere comportamenti ostativi alla trasparenza, anche su questo argomento, la cosa merita attenzione”.

L’accusa è del consigliere comunale di opposizione di Acciano (L’Aquila) Cesare Di Giandomenico, da tempo fortemente critico su una serie di comportamenti del primo cittadino.

“Ho chiesto da molti mesi tabulati contenenti le tasse pagate per verificare politicamente chi non le paga e se così dovesse essere adire gli uffici comunali competenti e le autorità preposte alla verifica – spiega in una nota – La mia ricerca è in ordine ad alcuni aggregati edilizi laddove prima del sisma non erano censiti in modo da evitare di pagare le tasse comunali, e dopo il sisma vi è stata la trasformazione sulla destinazione d’uso”.

Di Giandomenico ricorda come sia “noto a tutti che, per prendere più finanziamenti per la ristrutturazione degli edifici danneggiati dal sisma, si deve dichiarare la Su (superficie utile, ndr) e la Snr (superficie non residenziale, ndr). Basta gonfiare la Su al posto della Snr e il gioco è fatto”.

“Per dare conferme o smentire alle mie supposizioni, il sindaco non concede al sottoscritto atti di mia competenza – prosegue ancora – In aggiunta, non può essere sottaciuto il contributo elargito a favore di aggregati vincolati e donati dopo il sisma ai propri figli, i quali prima non pagavano tasse in quanto ‘ruderi’ e alla fine dei lavori finanziati con danaro pubblico, si ritroveranno immobili con valore inestimabile senza costi aggiuntivi alla donazione tra ‘vivi’”.

Secondo il consigliere, “forse le esternazioni e minacce di ’querela per abuso d’ufficio’ di un cittadino di Acciano rivolte al sindaco amico lo hanno convinto a tal punto di non concedere il dovuto al sottoscritto. Forse il sindaco dipende politicamente dal ‘cittadino’ che si sente osservato in quanto imprenditore che vive con appalti aggiudicati nel Comune di Acciano – accusa ancora – forse perché l’imprenditore ex amministratore di spicco della Vallata Subequana, non accetta l’ingerenza di un umile consigliere comunale che cerca di dar voce e forza agli elettori che lo hanno designato”.

“Sono convinto che la voce del popolo non verrà soffocata né dal Sindaco né, tantomeno, dal ‘cittadino imprenditore’, il quale non può credere di effettuare un’ispezione popolare sulle attività consiliari ed esercitare il potere direttivo e di controllo insito nella sua veste di datore di lavoro – scrive ancora – In Italia c’era un politico che usava la sua figura imprenditoriale per gestire la politica, ad Acciano non sarà così”.

“Credo che sua eccellenza il prefetto dell’Aquila, al quale auguro una meritata pensione, provvederà a impartire norme nei confronti del sindaco di Acciano finalizzate al rispetto dei diritti dei consiglieri di opposizione che vogliono e pretendono trasparenza – conclude Di Giandomenico – Se tutti pagano le tasse comunali, tutti ne paghiamo di meno”.