L’AQUILA – Dentro o fuori. Mercoledì prossimo, 13 novembre, l’Accademia dell’Immagine dell’Aquila conoscerà finalmente il suo futuro: liquidazione e fine di un ente con 20 anni di storia, tanto prestigio e altrettanti debiti, oppure miracoloso salvataggio e nomina di un nuovo vertice chiamato a guidare il rilancio.

L’avvocato aquilano Luca Bruno, nominato commissario liquidatore nell’ultima assemblea dello scorso 6 agosto, ha infatti concluso il suo lavoro, completando e inviando ai soci una relazione di 40 pagine che prende in esame lo stato dell’arte dei conti e della situazione patrimoniale dell’Accademia.

“Ho realizzato una fotografia che spero sia più nitida possibile – spiega Bruno ad AbruzzoWeb – Ora sta a Comune, Provincia, Regione e Istituto ‘La Lanterna magica’ decidere il da farsi”.

L’esito dell’assemblea a oggi appare imprevedibile perché, a fronte di alcune posizioni già schierate, ce ne sono altre che dovranno essere definite.

Si sa, per esempio, che il Comune dell’Aquila vuole a ogni costo la salvezza dell’Accademia, e il sindaco, Massimo Cialente, denuncia una situazione che a suo dire era stata gestibile fino al 5 aprile 2009 ed è divenuta disastrosa solo dopo il sisma, nell’abbandono generale degli ultimi 4 anni e mezzo.

“L’Accademia non deve diventare la 310ª vittima del sisma”, ha detto Cialente a questo giornale, attirandosi peraltro con questa metafora tosta l’indignazione dei familiari delle vittime vere del sisma che lo hanno definito “indecente”.

Di tenore opposto la posizione della Regione Abruzzo: più volte il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha definito l’Accademia un “carrozzone” bollandola come “clientelare e dissipatrice” e ormai condannata alla fine da una “gestione pessima”.

A questa visione dovrebbe affiancarsi, votando sì alla liquidazione così come ha già votato sì alla nomina di Bruno, la Provincia dell’Aquila, anche per ‘vicinanza politica’ con la Regione, visto che entrambe le amministrazioni sono di centrodestra.

Ecco perciò che, se queste indicazioni di voto verranno rispettate, a fungere da ago della bilancia sarà, proprio come successo ad agosto, l’Istituto “La Lanterna magica”: in quell’occasione, dato alla vigilia come vicino alla posizione cialentiana, che avrebbe portato a un 2-2 e all’impasse, il presidente Carlo Di Stanislao ha votato a sorpresa per il commissario liquidatore, tra gli improperi dello stesso primo cittadino.

Dal destino della riunione di mercoledì dipendono numerosi aspetti, tra cui la sede nel complesso di Collemaggio, 5 mila metri quadrati che, una volta conclusa la ricostruzione, varranno 6 milioni di euro, su  cui si allungano le mani dei creditori famelici.

E tra chi aspetta c’è anche la filiazione aquilana del Centro sperimentale di cinema (Csc) di Roma, che ha aperto dopo il sisma un corso di Reportage che ha in parte rilevato l’attività didattica dell’Accademia.

È chiaro che, con un ente liquidato, erediterebbe in pieno il fardello culturale di proseguire la tradizione cinematografica aquilana. Se invece ci sarà il salvataggio in extremis, dovrà condividere spazi, progetti e finanziamenti con un’entità con la quale ha già dimostrato di andare poco d’accordo. Alberto Orsini