L’AQUILA – Slitta a martedì prossimo, 6 agosto, quando ci sarà anche il sindaco Massimo Cialente a dare battaglia contro il suo ormai nemico personale Gianni Chiodi, l’assemblea decisiva per il futuro dell’Accademia dell’Immagine, a serio rischio liquidazione dopo lo sprint del socio Regione Abruzzo verso questa direzione.

Nato nel 1993, l’ente culturale avrebbe potuto chiudere i battenti già ieri, ma il pressing e la mobilitazione di protesta mediatica cominciata nei giorni scorsi sono riusciti a raddrizzare la situazione.

Una svolta arrivata solo in parte, però, perché la messa in liquidazione della società, gravata da debiti milionari, resta l’ipotesi più probabile.

Ed è tutto da vedere quali ripercussioni avrà, a livello didattico, con i corsi demandati alla propaggine aquilana del Centro sperimentale di cinema, azzoppato però dal Tar, e occupazionale, con 10 lavoratori in cassa integrazione.

Oggi sul tema caldo anche in ottica elezioni regionali hanno fatto a testate proprio Chiodi e Cialente, con toni incandescenti.

“La situazione è disastrosa per una gestione pessima e clientelare che ha determinato una situazione debitoria ingiustificata che qualcuno vorrebbe scaricare sulle spalle degli abruzzesi – ha tuonato il governatore in un’intervista ad AbruzzoWeb – I posti di lavoro sono solo una scusa, ma come sono stati generati, con quali procedure, con quale uguali opportunità?”.

Non si è fatta attendere la replica di Cialente, ancora in villeggiatura ma sempre sulla notizia con il suo smartphone.

“Essendo rimasto sempre e solo il sindaco di Teramo, e non essendosi mai sentito il presidente della Regione”, ha accusato, “Chiodi si è accanito con fastidio e con disprezzo” sull’Aquila, “assecondando le più turpi manovre di sciacallaggio” e in tal senso “il 5 maggio 2009 controfirmò l’ordinanza che prevedeva il trasferimento di tutti gli uffici”.

In attesa che ci sia lo scontro finale nella prossima convocazione dell’assemblea, moderatamente soddisfatto sembra l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, presente in rappresentanza del Comune.

“Non si parla di scioglimento, ma di liquidazione per riaccertare la situazione contabile – ha detto – Do atto a De Fanis (Luigi, assessore regionale alla Cultura, ndr) di un’ammirevole apertura, ha ascoltato le mie parole sul ruolo che l’Accademia ha giocato in questo città. Bisogna salvare la storia, ma censuro gli strali di Chiodi”.

DI STEFANO: “SALVEREMO IL PROGETTO E IL BRAND CON 6 MILIONI CIPE”

“Ho partecipato, su delega del sindaco, all’assemblea dei soci per lo scioglimento dell’Accademia dell’Immagine. Ho però ottenuto di aggiornare al giorno 6 agosto 2013 ogni decisione in merito e, pertanto, la discussione si aggiorna alla presenza del sindaco – ha scritto sulla rete sociale di Facebook – Al momento dunque ogni decisione è congelata, ma è acquisito il fatto di mantenere il progetto e brand dell’Accademia Internazionale delle arti e scienza dell’Immagine”.

Di Stefano ha aggiunto di voler “dare atto all’assessore De Fanis di apertura e disponibilità nella discussione alle risoluzioni possibili. Ora bisogna fare dei passaggi che mirino a salvare l’Accademia, la sua storia e, chiaramente, le sue professionalità , costituite dai dipendenti che hanno avuto un ruolo preponderante nel dare vita alla scuola, ma anche nel mantenerla in funzione nei difficili anni del post-terremoto”.

“Un ringraziamento mio personale va quindi al fondatore, Gabriele Lucci, che dopo il sisma ha creato intorno all’Accademia una forte e qualificata rete di solidarietà. Ribadisco che la delibera Cipe del 2012 prevede 6 milioni di euro per la ricostruzione della sede dell’Accademia, in esecuzione alla previsione contenuta nel decreto 39/2009 – ha concluso – Questi fondi ci rafforzano nella convinzione che l’Accademia deve avere un futuro”.