L’AQUILA – Dopo le recenti polemiche su un possibile “nuovo scippo” di uffici pubblici ai danni dell’Aquila da parte di Pescara, quello sul nuovo sportello del ministero dello Sviluppo economico, per non dire della sede regionale della nuova Agenzia unica del lavoro e ancora dell’ipotesi, solo ventilata, dello spostamento della Corte d’Appello, stavolta a scoppiare è una possibile creazione di un’Accademia di Belle Arti a Montesilvano (Pescara).

A essere particolarmente arrabbiato in questa circostanza è Roberto Marotta, aquilano, presidente dell’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila, nel giorno delle firme (ieri, ndr) di Francesco Maragno, sindaco di Montesilvano, e di Tiziana D’Acchille, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, su  “una dichiarazione di intenti, ben accolta dalla Regione Abruzzo guidata dal pescarese Luciano D’Alfonso, chiamata ‘Manifesto per la Colonia Marina Stella Maris’, con l’obiettivo di riqualificare l’ex colonia situata sul lungomare della città adriatica, di proprietà della Provincia e abbandonata da anni”.

In base al documento, si legge in una nota, la struttura a forma di aeroplano potrebbe ospitare uno o più corsi artistici dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, a numero chiuso, con docenti e alunni di provenienza anche extranazionale, per il conseguimento di diplomi di primo, secondo e terzo livello, oltre a dottorati e master per promuovere a livello internazionale la ricerca nelle arti visive.

“Si creerà una forma di consorzio interregionale con l’Accademia dell’Aquila”, hanno spiegato Maragno e D’Acchille.

“Peccato che io non ne sapessi nulla, visto che sono stato avvisato da altri a cose ormai fatte”, commenta Marotta ad AbruzzoWeb.

“La nostra Accademia non è stata informata, evidentemente si è preferito coinvolgere quella di Roma – rincara la dose Marotta – ma è una cosa che non mi fa piacere. Ora vogliamo capire come fa la Regione Abruzzo ad appoggiare un’iniziativa del genere”.

“Nulla in contrario a un progetto di questa natura, ma voglio vederci chiaro. Mi aspetto delle spiegazioni, non si capisce perché coinvolgere Roma quando c’è già un’importantissima Accademia come la nostra”, conclude il presidente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, città d’arte terremotata impegnata in una difficile ma ambiziosa ricostruzione.