L’AQUILA – Ha abusato per anni della figlia  minore della convivente. Per questo motivo un uomo originario di Pescasseroli (L’Aquila) è stato condannato in Cassazione a cinque anni di reclusione.

L’uomo di chiama Giovanni Petrella, originario di Pescasseroli ma residente in Castel di Sangro. Dal 1997 al 1998 avrebbe abusato sessualmente di una bimba, allora dodicenne, figlia della sua compagna, toccandole le parti intime e inducendo la stessa a fare altrettanto nei suoi confronti, spingendola anche ad avere dei rapporti orali.

Nel 2002, l’uomo avrebbe costretto la ragazza, sedicenne, ad avere rapporti sessuali completi, approfittando di una particolare condizione emotiva in cui la stessa si trovava in quel periodo. L’uomo si sarebbe appartato in macchina, in un’ora tarda, in un luogo isolato e distante dalla strada statale.

Appena compiuti i 18 anni la ragazza ha finalmente sporto denuncia.

Al termine del processo di primo grado, nel 2007, Petrella è stato condannato a sei anni di reclusione, pena ridotta a 5 anni e 5 mesi che nel processo d’appello.

Infine, nel 2011, la Suprema Corte di Cassazione, a cui l’uomo aveva fatto ricorso, ha inviato gli atti alla Corte d’Appello di Perugia per la rideterminazione della pena che, con sentenza del 2012, è stata inflitta per 5 anni.

L’uomo è attualmente detenuto nel carcere di Sulmona.