L’AQUILA – “Piena solidarietà a Franco Marinangeli“: a esprimerla oggi, dopo una lunga giornata di silenzio istituzionale, è Fratelli d’Italia, o almeno un pezzo importante del partito all’Aquila.

Dopo il caso esploso a seguito di quella definita una lezione “pro Israele all’università dell’Aquila”, a difendere il professore, docente di Anestesiologia e Rianimazione, ci pensano il senatore aquilano Guido Liris, anche lui medico e capogruppo di FdI in Comissione Bilancio, e l’intero gruppo al Consiglio comunale dell’Aquila, con due diversi comunicati stampa.

Dopo le denunce di Sinistra Italiana e Ugs (Unione giovani di sinistra), invece, per timore preferiscono non rilasciare dichiarazioni ufficiali gli studenti coinvolti, nonostante le numerose testimonianze riportate sui social.

“La scienza e la medicina non possono diventare terreno di scontro ideologico. L’università deve rimanere un luogo di confronto, ricerca e libertà di insegnamento, non uno spazio in cui la politica pretende di condizionare la formazione. Esprimo piena solidarietà al professor Franco Marinangeli, professionista di riconosciuta competenza e autorevolezza scientifica, vittima di una strumentalizzazione che considero grave e inaccettabile”, scrive Liris nella nota.

“Durante una lezione dedicata alla gestione delle emergenze sanitarie – aggiunge -, il professor Marinangeli ha illustrato un protocollo d’intesa sottoscritto nel 2013 dall’allora presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, con l’allora primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Un accordo nato nel percorso di approfondimento delle maxi-emergenze dopo il terremoto del 2009, quando L’Aquila ricevette la solidarietà dell’Italia e del mondo. Israele rappresenta un riferimento internazionale in questo settore per le esperienze maturate sul campo. Richiamare quell’accordo significa raccontare un’esperienza scientifica e sanitaria, non esprimere un orientamento politico”.

“Eppure – prosegue Liris – la semplice proiezione di una fotografia relativa a quell’intesa ha provocato una levata di scudi da parte di alcune sigle della sinistra e del mondo studentesco, con contestazioni amplificate anche sui social e sulle piattaforme filopalestinesi, fino alla presentazione di esposti all’Ordine dei medici e ai vertici universitari. La stessa Università dell’Aquila ha respinto le contestazioni, “ricostruzioni parziali e infondate”. Un passaggio significativo, che restituisce centralità alla verità dei fatti e alla libertà accademica. L’articolo 33 della Costituzione sancisce che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. Le critiche a Netanyahu e all’operato dell’attuale Governo israeliano sono legittime, ma non possono essere confuse con il riconoscimento delle competenze scientifiche sviluppate in quel Paese. Non possiamo scegliere quali conoscenze trasmettere agli studenti in base alla provenienza geografica o alle convinzioni politiche. Fare tesoro dei progressi della scienza, ovunque si realizzino, è un preciso dovere formativo”.

“Ringrazio Azione Universitaria per la solidarietà espressa al professor Marinangeli e auspico che anche dal centrosinistra arrivino prese di posizione altrettanto chiare. Al professore rinnovo la mia vicinanza personale, come collega e come amico, conoscendone la preparazione, la professionalità e il valore scientifico. Difendere Marinangeli significa difendere l’autonomia dell’università e la libertà della ricerca. La politica non può stabilire quali esperienze scientifiche siano degne di essere insegnate e quali debbano essere censurate. La formazione deve rispondere esclusivamente al rigore scientifico, mai agli equilibri ideologici del momento», conclude Liris.

E ancora, in un’altra nota, Leonardo Scimia, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale dell’Aquila, a nome dell’intero gruppo consiliare, scrive: “Esprimiamo piena e convinta solidarietà al professor Franco Marinangeli, professionista di riconosciuto valore e docente dell’Università degli Studi dell’Aquila, finito al centro di una polemica politica tanto ingiusta quanto grave. È inaccettabile che un docente venga pubblicamente delegittimato per aver illustrato agli studenti un modello di gestione delle maxi-emergenze, mettendo a disposizione della formazione universitaria le proprie competenze e l’esperienza maturata sul campo”.

“Le dichiarazioni rilasciate dal professor Marinangeli all’Ansa e i chiarimenti ufficiali dell’Università dell’Aquila rendono ancora più evidente la gravità di quanto accaduto. La lezione riguardava un’esperienza di cooperazione sanitaria tra la Regione Abruzzo e lo Stato di Israele, avviata nel 2013, e non aveva alcuna finalità di propaganda politica. Colpisce soprattutto che sia stato preso di mira un medico che, come egli stesso ha ricordato, è impegnato anche nel coordinamento del trasferimento in Abruzzo di pazienti provenienti da Gaza e Kiev, affinché possano ricevere cure nei nostri ospedali. Un impegno umanitario concreto, che racconta molto più di qualsiasi strumentalizzazione ideologica”.

“È paradossale che chi dovrebbe difendere il confronto, il pluralismo e la libertà di espressione finisca per alimentare polemiche contro un docente sulla base di ricostruzioni che lo stesso Ateneo ha definito parziali e fuorvianti. Desideriamo ringraziare Azione Universitaria L’Aquila e la sua presidente Irene Di Pardo per la presa di posizione netta, coraggiosa e tempestiva a difesa del professor Marinangeli e della libertà di insegnamento. Una posizione che dovrebbe essere condivisa da tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Difendere un professore del valore di Marinangeli e il prestigio del nostro Ateneo non dovrebbe essere una battaglia di parte, ma un dovere comune di tutte le istituzioni, delle forze politiche e della comunità accademica”.

“L’Università dell’Aquila è uno dei patrimoni più preziosi della nostra città e non possiamo permettere che le sue eccellenze scientifiche e professionali vengano trascinate in polemiche ideologiche che rischiano di comprometterne l’immagine e la serenità dell’attività didattica. La tragedia umanitaria in Medio Oriente merita il massimo rispetto, ma non può diventare il pretesto per colpire la reputazione di un professionista. Il confronto politico è legittimo, la critica è sacrosanta, ma la delegittimazione personale non può trovare cittadinanza nel dibattito pubblico. Chi ha formulato accuse così pesanti ha oggi il dovere di prendere atto dei chiarimenti e di chiedere scusa al professor Marinangeli. Sarebbe un gesto di responsabilità, correttezza e rispetto”.

“Come gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ribadiamo la nostra piena vicinanza al professore e il nostro impegno istituzionale a difendere il prestigio dell’Università dell’Aquila e di quanti contribuiscono quotidianamente alla crescita scientifica, sanitaria e culturale della nostra comunità. L’Aquila deve essere unita nel difendere le proprie eccellenze, non divisa nel metterle sotto accusa. La scienza non ha colore politico, la libertà di insegnamento non è negoziabile e la dignità delle persone viene prima di qualsiasi contrapposizione ideologica. Su questi principi non siamo disposti ad arretrare”, conclude la nota.