L’AQUILA – L’Abruzzo torna in zona rozza per un giorno: “Sussiste un preciso interesse giuridicamente tutelato delle Amministrazioni statali ricorrenti alla sospensione di un provvedimento che lede direttamente una prerogativa esclusivamente spettanti alle Amministrazioni statali in base a inequivocabili norme di legge”.
Con queste motivazioni il Tar dell’Aquila ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dal Governo dell’ordinanza del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Dopo l’udienza telematica avvenuta ieri nel corso della quale Regione Abruzzo e Avvocatura dello Stato hanno confermato quanto contenuto nel ricorso dell’uno e la memoria difensiva dell’altro, il presidente Umberto Realfonzo ha emesso ieri sera il decreto monocratico sulla sospensione. Intanto, ha fatto sapere Marsilio, “pochi minuti dopo la pubblicazione della sentenza del Tar, ho ricevuto la telefonata del ministro Roberto Speranza che mi trasmette il testo dell’ordinanza, alla sua firma questa sera (ieri), che riconosce l’Abruzzo in zona arancione. A partire da domenica. Si consuma così uno di quei capolavori di burocrazia amministrativa che rende le istituzioni incomprensibili ai cittadini”.
Una decisione anticipata di qualche ora e arrivata al termine di una giornata caotica, che ha gettato nel caos l’Abruzzo e tutte quelle attività produttive che avevano appena riaperto i battenti e con la cabina di regia posticipata di due ore.
Tra gli elementi a cui l’Avvocatura regionale avrebbe puntato nella memoria difensiva ci sarebbe il fatto che l’Ordinanza del presidente Marco Marsilio del 6 dicembre scorso, con cui l’Abruzzo è tornato zona arancione, è stata adottata al termine dei 21 giorni di zona rossa e questo sulla scorta dei dati in netto miglioramento registrati nei fine settimana antecedenti, come certificato dal Comitato Tecnico Scientifico Abruzzese. A tale proposito sono diminuiti i ricoveri, sia in terapia intensiva che in area medica, sono aumentati i posti letto e l’indicatore Rt, sotto l’ 1 per cento , si è praticamente allineato alle medie nazionali con un rischio complessivo classificato come moderato. Un miglioramento confermato anche dai successivi report della cabina di regia nazionale. Inoltre, nella memoria si è evidenziato l’intento principale dell’Ordinanza di Marsilio, ossia la volontà di salvaguardare la salute pubblica e la vita umana con quella di garantire la tenuta sociale ed economica. Tra le altre cose si sono contestati gli assunti sulla mancata collaborazione tra Regione e Governo.
Nel documento si è poi fatta menzione anche alla necessità di trovare supporti giurisprudenziali e sul principio di leale collaborazione Stato-Regioni.
La cabina di regia nazionale che ha analizzato gli indicatori del contagio ha ufficialmente posizionato l’Abruzzo in arancione, per i dati epidemiologici dal 27 novembre scorso, incoraggianti e in graduale calo.
Confermato quello che il governo ha scritto nel ricorso e cioè che l’Abruzzo dal 27 novembre ha presentato dati sui contagi più positivi e quindi dopo 14 giorni (scadenza 11 dicembre) sarebbe tornata arancione, il via libera ci sarà, con la operatività che sarà sancita dal ministro Roberto Speranza per domenica 13.
La pubblicazione del decreto dei giudici amministrativi dovrebbe avvenire a breve. L’Abruzzo con l’ordinanza era di fatto passato da un regime di zona rossa ad arancione.
“La pervicace azione del governo produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni, ormai persino tendenti al giallo. Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un ‘pericolo’ così grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni.
E con queste parole il governatore Marsilio ha commentato la decisione del Tar: “Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo. Mi sento con la coscienza a posto: ho tutelato la salute dei cittadini adottando senza indugio le misure restrittive necessarie, e ho agito di conseguenza quando i dati mostrano un numero di guariti doppio o triplo dei nuovi contagiati da una settimana, tenendo conto della tenuta economica del territorio. A un atteggiamento pragmatico e aderente alla realtà dei fatti, il governo preferisce una rigida e tetragona applicazione burocratica delle norme”, ha detto.
“Rifiutandosi, come ha fatto sin dal 2 dicembre scorso, di applicare un potere di deroga che è previsto dalle norme stesse, senza dare nessuna spiegazione di questo rifiuto”, ha aggiunto il governatore che, in un secondo comunicato stampa, ha precisato: “Pochi minuti dopo la pubblicazione della sentenza del Tar, ho ricevuto la telefonata del ministro Roberto Speranza che mi trasmette il testo dell’ordinanza, alla sua firma questa sera, che riconosce l’Abruzzo in zona arancione. A partire da domenica. Si consuma così uno di quei capolavori di burocrazia amministrativa che rende le istituzioni incomprensibili ai cittadini”.
BOCCIA, “RIPRISTINATO PRINCIPIO TUTELA SALUTE”
“Con la sentenza del Tar Abruzzo che ha sospeso l’ordinanza del presidente Marco Marsilio, che aveva autonomamente portato la Regione da zona rossa ad arancione, è stato rispristinato il principio della tutela prioritaria della salute”.
È il commento del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia: “È necessario sempre lavorare insieme, soprattutto quando si devono prendere decisioni che impattano sulla tutela della salute dei cittadini; È necessario sempre rispettare le regole comuni che insieme ci siamo dati, praticando il principio costituzionale di leale collaborazione tra livelli istituzionali. Il governo è sempre stato, e continuerà ad essere, al fianco dei cittadini abruzzesi per rafforzare le reti sanitarie e ristorare tutti i comparti economici costretti a fare duri, ma necessari, sacrifici per proteggere la vita difendendo la salute di tutti. Non è tempo di polemiche ma di riprendere con il presidente Marco Marsilio un lavoro comune”.
PEZZOPANE: “MARSILIO CHIEDA SCUSA”
Da domenica l’Abruzzo sarà zona arancione con ordinanza del Governo. Purtroppo Marsilio ha preso in giro gli abruzzesi con un’ordinanza illegittima che il Tar ha duramente contestato”.
Lo scrive in una nota la deputata Pd Stefania Pezzopane che aggiunge: “Marsilio chieda scusa per quello che ha combinato. Nessuno dei 14 presidenti di regione appartenenti alla destra ha mai fatto una cosa del genere. Un atto di grave arroganza che danneggia l’Abruzzo, crea confusione, ha gettato nell’incertezza cittadini ed attività economiche e commerciali. Questa sera il ministro Speranza ha firmato la vera ordinanza per collocare l’Abruzzo in zona arancione. Sono rammaricata per quanto accaduto, mi dispiace per le tutte le attività che per responsabilità di Marsilio domani saranno chiuse e per i bambini che non potranno andare a scuola. Ma purtroppo il presidente della regione usa gli abruzzesi come manganelli per colpire il governo. Non sa lavorare in squadra, si scontra con tutti e litiga con tutti. In emergenza non si apre uno scontro contro il governo per far contenta la Meloni. Una figuraccia orrenda”.
M5S: “PASTICCIO A DANNO DEGLI ABRUZZESI”
“Il Tar dell’Aquila ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dal Governo dell’ordinanza del presidente della Regione Abruzzo Marsilio. L’Abruzzo torna in zona Rossa. Un pasticcio a danno di tutti gli abruzzesi che ancora una volta sono in balia di scelte irragionevoli basate probabilmente più sulle logiche di consenso che sulle reali esigenze degli abruzzesi. Ora che il Tar si è espresso è ancora più evidente che il presidente Marsilio ha commesso un grave errore: le norme vanno rispettate altrimenti si creano danni enormi a tutto il territorio. Ci auguriamo che dopo questa ennesima bastonata il centrodestra abruzzese inizi davvero a smetterla con l’opposizione a tutti i costi alle scelte del governo e inizi a dimostrare quella collaborazione istituzionale che fino a ora da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia abbiamo visto solo a parole”. Così i consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi, Francesco Taglieri , Barbara Stella e Giorgio Fedele.
D’ALESSANDRO: “DECISIONE MARSILIO ERA FUORI LEGGE”
“Se uno passa con il rosso al semaforo non è che può giustificarsi dicendo che avevi fretta. La decisione di Marsilio era fuori legge, un giudice lo ha certificato, più che altro ha certificato l’incapacità del presidente Marsilio. Le Istituzioni sono una cosa seria, la caciara da osteria romana è altra cosa”.
A scriverlo in una nota il deputato abruzzese di Italia Viva Camillo D’Alessandro che aggiunge: “Se non si fosse mosso fuori le regole ed i corretti rapporti istituzionali ora i nostri commercianti, sabato e domenica, avrebbero potuto lavorare. Questo succede quando a governare siede sciatteria ed improvvisazione”.
“Ora Speranza faccia subito il provvedimento nazionale riportando l’Abruzzo nella legalità in zona arancione, mettendo fine alle marsiliate”, conclude.
FINA: “MARSILIO TORNI A FARE PRESIDENTE DEGLI ABRUZZESI”
“Il presidente Marsilio raccolga l’invito del Ministro Boccia e torni ad uno spirito di leale collaborazione con il Governo. Il Tar si è pronunciato e gli ha dimostrato di avere torto. Ora finiamola qua. Marsilio torni a fare il presidente degli abruzzesi e non della Meloni. Torni a vivere, se non fisicamente, almeno con la testa ed il cuore in Abruzzo. Lo faccia per la durata dell’emergenza sanitaria, di fronte a cittadini che hanno il sacrosanto diritto ad istituzioni che collaborano ogni minuto e che non facciano tra loro polemiche sterili. Quando l’emergenza sarà finita potrà tornare allo sport dello scaricabarile con effetti meno nefasti per i nostri concittadini”. Lo dichiara il segretario del Pd Abruzzo Michele Fina.
PAOLUCCI: “MARSILIO SMETTA DI FARE BRACCIO DI FERRO”
“Al posto di continuare ad alimentare lo scontro istituzionale, Marsilio riparta dall’accordo che ha poi violato, affinché l’Abruzzo esca prima di Natale dalle restrizioni, facendo scattare i 14 giorni previsti della zona arancione da mercoledì 9 dicembre”, commenta il capogruppo Pd Silvio Paolucci.
“Quando Marsilio ha interloquito con il Governo, sapeva bene che l’Abruzzo sarebbe potuto uscire mercoledì dalla zona rossa, perché doveva fare i 21 giorni previsti, come avevano fatto tutte le altre regioni, anche le 14 di centrodestra – aggiunge Paolucci – Quando ha scelto di infilare l’Abruzzo in zona rossa sapeva benissimo che come per tutte le altre regioni italiane il periodo di restrizioni collegato sarebbe stato di 21 giorni e non 19. Tanto è vero che il governo aveva riconosciuto i 4 giorni di anticipo dell’ordinanza di Marsilio rispetto a quelle del Ministro della Salute, proprio perché si arriva il giorno 9 dicembre ai 21 giorni stabiliti. Così come oggi siamo tutti a conoscenza che ne occorrono altri 14 di zona arancione per tornare alla zona gialla”.
“La sua ordinanza, che di fatto accorciava la zona rossa da 21 giorni a 19 era chiaramente illegittima, anche perché in nessuna regione d’Italia si è verificato, né si poteva verificare, un trattamento diverso. Di questo passo sta imprigionando l’Abruzzo nelle restrizioni fino al 27 dicembre, giorno in cui dovrebbe finire la permanenza in area arancione che, a seguito dell’ordinanza cassata dal Tar, scatterebbe da domenica”.
“Per questo è importante che Marsilio torni all’interlocuzione con il Governo e la smetta di trasformare l’Abruzzo in una comunità da strumentalizzare politicamente. Se lo farà, sono certo che troverà una possibilità, ma deve percorrerla per non relegare l’Abruzzo in un confino che non merita”.
“È il minimo, visto che le leggi che promulga vengono impugnate perché illegittime e dannose per il territorio, così l’ultima in ordine di tempo la n. 29/2020. Le ordinanze che firma per anticipare provvedimenti governativi vengono bocciate dal Tar. L’Abruzzo che lui governa aspetta ancora i fondi per le zone rosse del primo lockdown, i ristori per imprese e partite iva, i vaccini contro l’influenza e grazie alle bravate di Marsilio oggi torna l’unica regione in zona rossa d’Italia. A due settimane da Natale. Lasci perdere la propaganda e faccia l’amministratore”.
BERARDINI: “IL PRESIDENTE MARSILIO LO SARA’ MAGARI DI VERGOGNA”
“L’accoglimento da parte del Tar dell’Aquila della richiesta avanzata dal Governo di sospensiva dell’ordinanza del presidente della Regione Abruzzo era prevedibile. D’altra parte, non poteva andare diversamente visto che la Regione avrebbe potuto adottare un’ordinanza più restrittiva ma non andare in deroga a quanto stabilito dal ministero della Salute e dal Governo. A tutti gli effetti è stata fatta una forzatura di cui pagheranno le conseguenze i cittadini abruzzesi”.
Lo scrive in una nota il deputato Fabio Berardini.
“E poco convince la versione del presidente Marsilio che anziché scusarsi, persiste nel difendere la sua posizione, adducendo scuse legate alla burocrazia amministrativa. Sono molto dispiaciuto e la cosa che più mi preoccupa è pensare di avere a capo della Regione purtroppo chi o per incompetenza o per opportunismo politico, usa gli abruzzesi”, dice.
“L’Abruzzo non merita questo. Credo che chiunque possa capire che in questo particolare momento abbiamo bisogno di dialogo col Governo e non di scontro al solo fine di mero consenso. Si danneggia e si ridicolizza l’intera Regione così” continua il parlamentare teramano. Oggi sarà un sabato rosso; per Marsilio magari anche di vergogna”, conclude Fabio Berardini.
FEBBO, “UN CAPRICCIO ISTITUZIONALE, DALLE OPPOSIZIONI SOLO FUMO”
Se non ci fosse stata per la coraggiosa, ragionata e sicura, perché certificata dal Cts, decisione adottata dalla Regione Abruzzo di anticipare la riapertura di alcune tipologie di attività commerciali e artigianali, saremmo rimasti inspiegabilmente relegati in zona rossa fino ad oggi”.
Questo il commento del capogruppo regionale di Forza Italia Mauro Febbo, che aggiunge quanto segue: “L’ordinanza emanata dalla Regione Abruzzo di tornare in zona arancione scaturisce solo dopo aver verificato la diminuzione dei ricoveri, la discesa dell’indice di contagio e, soprattutto, nasce dall’esigenza di alcune specifiche attività economiche di riaprire con l’avvicinarsi delle feste natalizie”.
“D’altronde al contrario abbiamo chiesto un sacrificio anticipando l’entrata nella zona rossa e con altrettanto senso di responsabilità abbiamo invece adottato decisioni che hanno permesso in sicurezza un respiro economico a quelle attività penalizzate. Infatti questo Governo regionale non è rimasto indifferente di fronte al grido di allarme di oltre 36.000 attività tra aziende commerciali e artigianali che occupano circa 110.000 lavoratori al fine di salvaguardare risorse economiche che rappresentano tra il 18 e il 25% del volume d’affari annuale già fortemente compromesso dagli effetti del Covid”.
“Aziende di somministrazione, commercio al minuto di vario genere, servizi alla persona, laboratori artigiani ecc… che nella loro totalità rappresentano quasi 40 % delle imprese attive, ed occupano circa il 25 % della totalità della forza lavoro, dovevano essere “tutelate e garantite” come lo sono tutti i lavoratori pubblici e delle grandi e medie aziende. Questi i motivi che hanno supportato la decisione di riaprire sempre all’insegna della massima attenzione alla sicurezza e con la garanzia rappresentata dai tecnici della sanità e della prevenzione del contagio”, prosegue Febbo.
“Non voglio entrare – conclude Febbo – nel merito della ‘scontata’ decisione del Tar Abruzzo ma reputo grottesco questo accanimento portato avanti da ‘nani’ della politica. Pertanto noi continueremo a lavorare per il bene dell’economia abruzzese che deve essere salvaguardata e sostenuta a differenza di chi pensa solo a salvare la propria poltrona senza alzare un solo dito a difesa dell’Abruzzo”.
M5S: “ORDINANZA CONTRO LEGGE, MARSILIO DOVEVA DIMETTERSI”
“Era tutto assolutamente prevedibile se non scontato: il Tar ha rimesso l’Abruzzo in zona rossa annullando gli effetti dell’ordinanza che Marsilio ha adottato contro la legge, solo per nascondere le sue responsabilità, e fare propaganda politica al suo “bellissimo” partito sulla pelle dei cittadini abruzzesi. Il disastro della gestione abruzzese dell’emergenza sanitaria lo avevamo denunciato in ogni modo, chiedendo per tempo di porre rimedio, ma siamo sempre stati ignorati, e ogni offerta di collaborazione è stata snobbata”.
E’ quanto si legge in una nota a firma degli esponenti abruzzesi del Movimento 5 Stelle, tra rappresentanti in Parlamento e nei consigli comunali abruzzesi.
“Dovevano fare da soli per portarci ad essere l’unica Regione rossa (cioè con alto rischio sanitario) in Italia, nonostante la nostra sia una piccola regione a bassa densità abitativa, quindi con una possibilità di contagio obiettivamente bassa. Basti pensare che nel confinante Lazio, che ha una metropoli come Roma, ma ben gestita, il sistema sanitario ha retto perfettamente e la Regione è stata sempre gialla. Certamente la sanità in Abruzzo già versava in pessime condizioni da anni, ma con l’amministrazione Marsilio si è toccato il fondo. Vorremmo davvero sapere cosa ne hanno fatto delle enormi risorse che lo Stato ha trasferito loro in questi mesi, e poi, come se non bastasse, con la inedita quanto palese violazione delle leggi costituzionali che regolano il rapporto tra Stato e regioni ci hanno reso lo zimbello d’Italia”, dicono.
“È dovuta intervenire la magistratura, e non perché lui sia perseguitato da “sceriffi rossi” o altre amenità, come ha sostenuto Marsilio in alcune deliranti dichiarazioni, ma perché se fosse passato il principio che ogni Regione fa ciò che vuole, senza rispetto delle regole a tutela della salute pubblica nel bel mezzo di una pandemia, saremmo andati verso il caos più assoluto. Se ogni Regione fosse stata gestita come l’Abruzzo oggi in Italia ci sarebbe l’apocalisse. Da domani l’Abruzzo tornerà arancione con ordinanza del Ministro Speranza, cioè in piena legalità. Chiediamo noi scusa agli abruzzesi per ciò che hanno dovuto subire, per tutta la confusione creata da Marsilio a commercianti e famiglie, che si è aggiunta allo stress di un momento così complesso, per non parlare dei ristori economici regionali che non sono mai arrivati, e di tutto il resto”, aggiungono i pentastellati.
“In un Paese normale Marsilio si sarebbe dovuto dimettere seduta stante. Purtroppo sappiamo che questo non succederà, sappiamo che continuerà ad usare la nostra Regione, sappiamo che ne dovremo vedere tante altre. Ma noi ce la faremo, nonostante loro e nonostante tutto”, concludono.
ARTICOLO UNO ABRUZZO: “RESPONSABILITA’ SONO SOLO DI MARSILIO”
“Il Tar ha dato ragione al Governo perché l’ordinanza di Marsilio era palesemente illegittima. A pagare per la prepotenza e per lo scontro istituzionale continuo con il Governo portato avanti dalla Regione sono, purtroppo, ancora una volta gli abruzzesi. Malgrado il Governo avesse concesso che se la zona arancione fosse scattata da mercoledì e non da lunedì non avrebbe impugnato l’ordinanza, la scelta di procedere comunque da parte di Regione Abruzzo, con una evidente forzatura e senza attendere i 21 giorni previsti dalla norma nazionale, lo ha costretto ad impugnare di fronte al Tar l’ordinanza regionale”.
E’ quanto si legge in una nota di Articolo Uno Abruzzo.
“In questo Paese esiste una Costituzione e non poteva, giustamente, passare il principio che ogni Regione si determina in totale autonomia, persino arrivando a contestare e a non applicare misure restrittive che, nel pieno di una pandemia con ancora 800 morti al giorno, sono decise dal Governo centrale. Purtroppo la conseguenza è che oggi formalmente l’Abruzzo sarà di nuovo zona rossa (anzi a leggere la sentenza del TAR non ne siamo mai usciti) e da domenica, con provvedimento del Ministro Speranza, zona arancione”, si legge nella nota.
“È evidente lo sconcerto che possono provare i cittadini abruzzesi e soprattutto i commercianti. Ma se si forzano le norme per motivi politici, in un momento così delicato, si finisce poi per scaricare le conseguenze sulle persone che in questa Regione vivono e lavorano. In ogni caso un finale già scritto. E’ una brutta pagina per l’Abruzzo. Che non fa esultare nessuno, per essere chiari fino in fondo, ma che porta responsabilità precise che sono esclusivamente in capo alla giunta regionale e al presidente Marsilio”, conclude la nota.






