L’AQUILA – C’è un pezzo d’Abruzzo nella Cappella Sistina. E che pezzo! Nel tesoro artistico di Città del Vaticano, sotto gli occhi dei 4 milioni di turisti che la visitano ogni anno, sono ospitate tre opere del maestro avezzanese Alberto Cicerone.
Il Fonte battesimale, il Candelabro per il cero pasquale e l’Ambone. Sono i tre soli oggetti che “arredano”, alla presenza di Papa Francesco, lo scrigno quattrocentesco conosciuto in tutto il mondo per i conclavi e per gli affreschi di Michelangelo Buonarroti.
La “presenza” abruzzese è completata dal fatto che la preziosa operazione in Vaticano è stata sostenuta in via eccezionale, visti i progetti già approvati dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, da tre importanti realtà regionali.
Le due fondazioni bancarie, quella della Carispaq e PescarAbruzzo, e la società di costruzioni Mancini, hanno sostenuto rispettivamente il Fonte battesimale, l’Ambone e il Candelabro.
Al centro della scena il maestro Cicerone: 49 anni, laureato in architettura all’Università “D’Annunzio” di Pescara, Cicerone è anche pittore, decoratore e affrescatore. Ad Avezzano il suo studio è divenuto ormai internazionale: in questo periodo sta progettando una galleria commerciale ad Hannover in Germania e si occupa di progettazione, restauro, decorazione e affreschi.
Ha conseguito il master di II Livello in architettura, arti sacre e liturgia al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum dell’Università europea di Roma nel 2008. Quattro anni dopo, in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario, il Vaticano ha scelto il suo progetto per la realizzazione del Fonte battesimale.
La Cappella, storicamente, nasce senza questo elemento e per far posto a quello progettato dal maestro Cicerone, il primo su commissione, dalla Sistina è stato tolto addirittura il Fonte battesimale che fu donato a Giovanni Paolo II all’inizio degli anni Duemila e che il suo successore, Benedetto XVI, aveva già in mente di sostituire, avendo dato incarico per progettarne uno nuovo.
Come gli altri tre elementi, il fonte battesimale ideato dall’architetto aquilano è stato realizzato con l’ausilio di maestranze romane e abruzzesi, con la consulenza teologica del reverendo professor Salvatore Vitiello.
“Il disegno prende spunto dai giochi di luce prodotti dal sole dell’alba intravisto tra i rami dell’albero di ulivo”, racconta Cicerone, illustrando l’opera composta da una sfera in oro, un albero in bronzo e una pietra in argento.
Nel 2012 poi, all’architetto è stata affidata la progettazione per la realizzazione del Candelabro per il cero pasquale.
È un “inno gioioso alla resurrezione”, come lo definisce il maestro, una “composizione floreale da cui si eleva una colonna di fuoco realizzata in oro sovrastata da una composizione floreale in argento”.
Il 2015 è stato, infine l’anno dell’Ambone, in questo caso il primo all’interno della Cappella, realizzato come le altre due opere secondo proporzioni auree, alabastro, bronzo, argento e oro bianco.





