L’AQUILA – Si apre uno spiraglio per i lavoratori e le lavoratrici della società in house  Abruzzo Engineering. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, proposto dal capogruppo Pdl, Gianfranco Giuliante, e dal vice presidente vicario del Consiglio Giovanni D’Amico (Pd) con il quale si impegna la Giunta regionale ed il presidente, Gianni Chiodi, titolare del pacchetto di maggioranza relativa della società, ad scongiurare ogni ipotesi di liquidazione. Il documento era sottoscritto anche dai consiglieri Giuseppe Di Pangrazio (Pd) e Luca Ricciuti (Pdl).

Oggi, infatti, l’assemblea dei soci dovrà esprimersi sul futuro dell’azienda sulla quale pesa il mostruoso buco da circa 19 milioni di euro; debiti, tra l’altro, contratti con il socio di minoranza Selex che detiene il 30% delle quote, mentre il restante 10% è di proprietà della Provincia dell’Aquila.

Ha sortito effetti, dunque, la manifestazione dei lavoratori di Ae, che ieri hanno protestato davanti la sede dell’Emiciclo proprio in occasione della seduta del Consiglio regionale.

GUARDA LE FOTO DELLA PROTESTA

Ad imprimere un’accelerazione verso la possibile svolta positiva della vertenza hanno contribuito due elementi su tutti, ovvero la disponibilità di Selex negoziare a rivedere la propria posizione in Abruzzo Engineering e la delibera della Giunta della provincia dell’Aquila con la quale si chiede alla Regione la concessione delle reti a fibre ottiche già realizzate nel proprio territorio, per definire un programma pluriennale di sviluppo con ipotesi di affidamento ad Abruzzo Engineering.

 IL TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO (pdf 41 Kb)

“Ora che si è aperto uno spiraglio – ha dichiarato Emilio Speca, della Filcams Cgil – speriamo che non accada nulla perché questo venga richiuso domani durante l’assemblea dei soci. L’ipotesi della messa in liquidazione è da scongiurare a tutti i cosi: Abruzzo Engineering conta di 200 dipendenti dalle altissime professionalità, 120 di questi sono impegnati presso Provincia e Comune dell’Aquila nell’opera di ricostruzione post terremoto. La società si è rivelata importantissima per questa regione che da essa può trarre nuovo slancio per il superamento del digital divide e per la diffusione delle infrastrutture ad alta tecnologia”.

Bisogna risolvere definitivamente la situazione che va avanti senza soluzione da troppo tempo. – spiega il dirigente provinciale di Ugl Commercio, Cristian Villani – Il fatto essenziale è dare una prospettiva certa ai lavoratori, tutti i problemi annessi e connessi non ci interessano. Si salvaguardino i posti di lavoro”.

“Probabilmente le colpe di questa situazione nono solamente del presidente, Gianni Chiodi, ma è arrivato il momento di una sferzata per la soluzione di questa vertenza – ha aggiunto Villani – Il presidente deve sapere che Abruzzo Engineering è composta da duecento persone perbene, proprio come lui, che la mattina si alzano, prendono la borsa e vanno a lavoro”.

“Sappiamo che il rischio della liquidazione è ormai dietro l’angolo – conclude l’esponente Ugl – chiediamo a Chiodi un atto di coraggio nei confronti dei lavoratori affinchè si possa continuare a credergli”.

L’ordine del giorno segue, pressoché nella totalità, le richieste emerse al termine dell’assemblea con lavoratori, sindacati e rappresentanti del mondo politico regionale nel corso della quale era emersa la necessità di operare in ogni modo possibile per evitare l’ipotesi di liquidazione. (g.a.)