L’AQUILA – È stata rinviata al prossimo 31 gennaio l’udienza preliminare sull’inchiesta relativa a presunte tangenti per la ricostruzione dell’Aquila, che portò all’interdizione dai pubblici uffici e alle conseguenti dimissioni di Daniela Stati, ex assessore regionale della Giunta Chiodi, e a quattro misure cautelari.

Da quanto si è appreso, il rinvio si è reso necessario per consentire la trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche, disposta dal giudice per l’udienza preliminare.

Oltre al consigliere regionale attualmente nel gruppo di Futuro e libertà, gli indagati sono Ezio Stati, padre di Daniela, già tesoriere della Democrazia cristiana ed ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale; l’imprenditore Vincenzo Angeloni, ex parlamentare di Alleanza nazionale e Forza Italia nonché ex presidente dell’Avezzano Calcio e della Valle del Giovenco; l’altro imprenditore Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management, società del gruppo Finmeccanica; infine Marco Buzzelli, marito della Stati.

L’accusa è quella di aver “agevolato” la società oggi in liquidazione Abruzzo Engineering (controllata al 60 per cento dalla Regione Abruzzo, al 30 per cento dalla Selex e al 10 per cento dalla Provincia dell’Aquila) attraverso un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri modificata, secondo l’accusa, dopo l’intervento dell’ex assessore Daniela Stati, così da portare all’acquisizione di lavori per 1,5 milioni di euro.

Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero esercitato “pressioni” attraverso costose regalie: un televisore per Ezio Stati, un anello con diamante per Daniela, una consulenza e una macchina di grossa cilindrata, un’Audi A4, per Buzzelli.