PESCARA – Domani in Abruzzo si aprirà ufficialmente la caccia, ma “in realtà si spara da tre settimane, grazie all’autorizzazione regionale alla pre-apertura, con danno gravissimo alla fauna selvatica, nel periodo delicatissimo di riproduzione, cura dei piccoli e preparazione per i lunghi voli” verso i luoghi di sosta invernale.

Lo ricorda il Wwf in una nota, sottolineando “le gravi violazioni della normativa nazionale e comunitaria che il calendario venatorio abruzzese presenta e l’anomalia di un’approvazione, attraverso legge regionale, e non con delibera di Giunta, come prevede la legge regionale del 2004”.

Approvando il calendario per legge, prosegue la nota del Wwf, “la Regione ha pensato di sottrarsi al giudizio della magistratura, poiché le leggi regionali, a differenza delle delibere di Giunta, non sono, di regola, impugnabili”. L’approvazione per legge di un calendario venatorio, sottolinea il Wwf, “é ancora più grave in una regione come l’Abruzzo dove non è presente neppure l’altro strumento indicato dalla legge per la gestione della caccia, il Piano faunistico-venatorio, scaduto nel 2005”.

Il calendario, rende noto il Wwf, è stato approvato senza essere sottoposto ai pareri obbligatori dell’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, e del Comitato regionale per la Valutazione di impatto ambientale e per la valutazione di incidenza. E’ stata anche “violata la legge nazionale sulla caccia laddove prevede che l’avifauna venga protetta sia durante il ritorno al luogo di nidificazione sia durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza”.

Martedì prossimo, 21 settembre, fa sapere il Wwf, “dopo un passaggio anomalo in commissione straordinaria, andrà in approvazione un ulteriore peggioramento della normativa che estenderà il comparto unico a tutto il periodo di caccia, ristabilendo il cosiddetto ‘nomadismo venatorio’, abrogato da quasi vent’anni a livello nazionale. In pratica i cacciatori non saranno più legati a una zona specifica (ambiti territoriali di caccia), ma potranno cacciare su tutto il territorio nazionale, causando la perdita di quel collegamento ‘cacciatore-territorio’ che anche i meno oltranzisti hanno individuato quale elemento fondamentale dell’attività venatoria”.

Il Wwf, conclude la nota, “auspica che i consiglieri regionali, almeno questa volta, si ricordino di essere stati eletti da tutti i cittadini e non solo da una parte (tra l’altro minoritaria) di essi”.