L’AQUILA – Abruzzo civico è in mano ora alla componente di Scelta civica, ma gli ex di Abruzzo civico, che hanno litigato con Scelta civica, hanno fondato Movimento civico abruzzese (Mca), ma in Consiglio regionale si chiamano ancora Abruzzo civico.
Il civismo oltre i partiti sarà pure il futuro della politica abruzzese, anche se ha come protagonisti non certo dei novizi. Ma dal punto di vista terminologico rischia di far venire l’emicrania ai cittadini.
Basta osservare la singolar tenzone che si è scatenata intorno a nome e simbolo di Abruzzo civico, che indica oggi il gruppo consiliare in Regione composto dall’assessore Andrea Gerosolimo e dal consigliere Mario Olivieri, e nello stesso tempo il nome e simbolo del movimento che ha come presidente l’onorevole Giulio Sottanelli di Scelta civica, e che ha come coordinatore Michele Cassone, dopo che si è misurato lo strappo violento tra le due componenti.
Olivieri, Gerosolimo e il regista Giulio Borrelli, ex direttore del Tg1 ed ex coordinatore di Abruzzo civico, hanno ad inizio aprile fondato il Movimento civico abruzzese, tenendosi però nome e simbolo di Abruzzo civico per il gruppo consiliare.
Sottanelli ha già diffidato Gerosolimo e Olivieri di scegliersi immediatamente un altro nome, ed è pronto per andare per le vie legali.
A determinare la rabbia di Sottanelli anche la confusione che si può generare alle prossime anmmistrative, dove Abruzzo civico vuole presentarsi anche con un suo simbolo, collegato con altre liste civiche sotto il denominatore comune di Cittadini per l’Italia, ennesimo laboratorio dei moderati e ci mancherebbe, rigorosamente “civico”, lanciato a metà marzo dal vice ministro all’Economia Enrico Zanetti, segretario nazionale di Scelta civica.
“Ho già diffidato dall’utilizzo di nome e simbolo Abruzzo civico. Possono ed anzi devono farlo – tuona Sottanelli – noi ci saremmo aspettati una volta lanciato un altro movimento, un atto di coerenza”.
E affondando la lama, Sottanelli aggiunge che “il motivo è che non vogliono cambiare il nome fondare un nuovo gruppo perché temono di perdere i contributi”.
Olivieri ad AbruzzoWeb ha però spiegato che “il nome con cui i cittadini hanno votato ed eletto me e Gerosolimo è quello di Abruzzo civico, e per correttezza quello va mantenuto fino a fine legislatura”.
Anche perché “c’è lo statuto regionale che ci impedisce di cambiare nome”.
L’impedimento a cui Olivieri fa riferimento è che servono da Statuto almeno tre consiglieri per fondare un nuovo gruppo in legislatura in corso. E l’unico che ad ora che potrebbe dargli man forte, avendo aderito al progetto di Movimento civico abruzzese, è Maurizio Di Nicola, che però ha più volte ribadito che non lascerà il suo mono gruppo di Centro democratico, e la sua sarà solo un’alleanza inter-gruppo, almeno si presume fino al termine di questa legislatura.
L’alternativa per Olivieri e Gerosolimo sarebbe quella di sciogliere Abruzzo civico e confluire nel gruppo misto in compagnia dell’ex grillino Leandro Bracco. “Ipotesi che non abbiamo neanche preso in considerazione”, ha tagliato corto Olivieri.
Non è chiaro però il riferimento di Sottanelli ai vantaggi economici che determinano la sopravvivenza di Abruzzo civico in consiglio.
I contributi pubblici non sono infatti legati ai gruppi, ma ai singoli consiglieri. E sono 50 mila euro a testa per pagare il personale politico, e 5 mila euro per spese di funzionamento. Budget che non si ridurrebbe nell’eventualità di scioglimento di Abruzzo civico, e nell’ingresso di Olivieri e Gerosolimo tra i “misti”.






