PESCARA – Sono pronti alla mobilitazione, davanti al Ministero dell’Economia, oltre 700 dipendenti della società Strada dei Parchi.

Per difendere i loro posti di lavoro, a rischio perché la società della holding dell’abruzzese Carlo Toto, si appresta a chiudere i cantieri di messa in sicurezza sull’A24 e A25, di cui è concessionaria.

La minaccia si è fatta molto concreta a seguito della riunione di mercoledi a Roma del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), dove non si è avuta fumata bianca per lo sblocco dei fondi necessari a proseguire l’opera.

In essa c’è stata la presa d’atto del nuovo schema del piano economico-finanziario della concessione che prevede uno stanziamento di circa due miliardi di euro per la messa in sicurezza delle due arterie che collegano Abruzzo e Lazio, dichiarate strategiche in caso di evento sismico per le operazioni di Protezione civile.

E anche per calmierare le tariffe autostradali il cui aumento di circa il 13 per cento scattato dal primo gennaio scorso, ha provocato polemiche nei territori delle due regioni.

Dall’altra però, questo il nodo del contendere, rimane in sospeso il rifinanziamento dei cantieri in corso, e degli altri progetti già approvati che fanno parte dei lavori di messa in sicurezza urgente dei viadotti lungo la A24 e A25.

E così, da quanto si apprende, la società concessionaria è pronta a bloccare i cantieri, e mandare a casa tutte le maestranze.

Attualmente sono in corso lavori per un importo pari a 58 milioni di euro, stanziati con la legge 123 del 2017, per l’ “antiscalinamento” delle corsie autostradali lungo i viadotti, opera di provvisoria e non sufficiente per la definitiva messa in sicurezza.

Per completare l’intervento mancano, fermi al palo, ulteriori 192 milioni che però saranno erogati solo a partire dal 2022.

Il niet allo stanziamento immediato, arriva dagli uffici del Ministero, mentre la Cassa depositi e prestiti si è detta disposta ad anticipare le somme per terminare questa fase dei lavori.

Previa autorizzazione ministeriale, che però non arriva.

Un contenzioso che già ha provocato un duro scontro tra Strada dei Parchi e governo.

Del resto anche i 2 miliardi del piano economico-finanziario sono a ben vedere sulla carta, perché il nuovo Piano economico finanziario dovrà essere approvato dal nuovo governo.

E già questo non è molto rassicurante visto lo stato di stallo post voto, e poi anche dalla Commissione europea.

Alla riunione de Cipe di  mercoledi, convocata dal premier, Paolo Gentiloni, ha partecipato per l’Abruzzo il neo deputato Camillo D’Alessandro, delegato dal senatore-governatore, Luciano D’Alfonso.