ROMA – “Il governo ritiene opportuno operare per far sì che l’ attuale blocco delle tariffe delle tratte autostradali” A24 e A25 “previsto fino al 30 giugno 2022, venga prorogato al 31 dicembre 2022”.

Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, in una informativa urgente alla Camera circa l’aumento dei pedaggi sulle due autostrade, che collegano Lazio e Abruzzo, gestite da Strada dei Parchi, società della holding dell’abruzzese Carlo Toto.

“Il Commissario straordinario ha predisposto un piano di adeguamento dell’autostrada con un impegno complessivo pari a 6,5 miliardi di euro, distinto in due fasi, la prima per una spesa di 5,2 miliardi da completarsi entro il 2025, una seconda per una spesa di 1,3 miliardi di euro da realizzare dopo il 2025. Questo per consentire lavori di riqualificazione autostradale e prevenzione del rischio sismico. Per questo sono state stanziate risorse pubbliche in 3,1 miliardi di euro”, ha aggiunto.

“Le tratte considerate a maggiore criticità – ha evidenziato –  sono concentrate nel ramo Roma-Turano della A24 sul quale pesano il maggior traffico e il maggior grado di ammaloramento delle strutture, quasi tutte realizzate alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, e del ramo Turano-Pescara della A25, dove la criticità sismica, oltre a quella geometrica del tracciato, è preponderante”.

Giovannini ha poi sottolineato: “Si segnala che nell’esercizio delle funzioni di concedente e in esito alle attività di vigilanza previste dalla convenzione, intensificate nel 2018, il ministero ha rilevato molteplici profili di criticità nella gestione del rapporto concessorio. Si segnala che la condotta della società con riferimento alla manutenzione delle infrastrutture è oggetto anche di indagini giudiziarie”.

Le parole di Giovannini non fanno altro che confermare l’atteso provvedimento del governo, l’ennesimo, per bloccare il maxi aumento dei pedaggi.

La proroga del blocco delle tariffe è stata accolta positivamente dagli esponenti politici e dai rappresentanti delle istituzioni abruzzesi ma si tratta, evidenziano in molti, di una soluzione come sempre temporanea che non risolve l’annoso problema della concessione, con la società che lamenta di non poter più andare avanti senza l’approvazione del Pef con i 6,3 miliardi di lavori di messa in sicurezza sismica di una infrastruttura dichiarata strategica, oltre che a rischio, mentre il governo  lavora alla rescissione della concessione, operazione che però avrà costi molto elevati in termini di risarcimenti per le casse dello Stato.

E questa mattina, una ventina di sindaci ed amministratori sono arrivati a Roma per essere ricevuti alla Camera dei deputati, da Fratelli d’Italia e, nel pomeriggio, dai gruppi Pd,  Itala Viva, M5S,  Art. 1 – Leu,  Lega  e Forza Italia.

La scorsa settimana oltre 100 sindaci hanno presidiato i caselli per impedire i salasso che si sarebbe tradotto, ad esempio, in  7 euro in più per andare da Pescara a Teramo, +6,20 tra Teramo e Roma, +2,10 tra Carsoli e Roma, 2 euro tra Teramo e L’Aquila Ovest, +1,90 tra Sulmona e Pescara, +1,70 tra L’Aquila Ovest e Avezzano. In media, a famiglia, i rincari avrebbero toccato gli 800 euro in più all’anno.

Per Mauro Fabris, vice presidente del Consiglio di amministrazione della concessionaria Strada dei Parchi: “L’intervento del ministro reso davanti al Parlamento e al Governo, ha posto un punto fermo sulla delicata vicenda da cui emergono ragioni precise che non sono addebitabili alla responsabilità della concessionaria, in particolare riguardo il decennale ritardo nell’approvazione del nuovo piano economico finanziario che avrebbe consentito una diversa rimodulazione delle tariffe e soprattutto l’avvio del progetto di messa in sicurezza”.

“Per questo confermiamo la nostra totale disponibilità a trovare una soluzione nel rispetto del contatto esistente purché vengano avviati subito, come peraltro sembra aver lasciato intendere il ministro, i lavori urgenti riguardantesi la sicurezza antisismica e il contenimento delle invasioni della fauna selvatica. Criticità che sono che sono costanti fonti di pericolo – ha chiarito ancora Fabris –  Detto questo sottolineiamo il fatto che abbiamo ascoltato con attenzione l’intervento del ministro ma non entriamo troppo nel merito perché vi sono alcuni aspetti che andrebbero ricostruiti con più puntualità, in particolare quanto accaduto in questi anni, a partire dal Pef inviato alla Commissione europea, mai stato bocciato dalla stessa che ha chiuso la procedura per mancanza di chiarimenti da parte del governo italiano”, ha spiegato ancora Fabris.

In riferimento al congelamento della tariffa fino al prossimo 31 dicembre annunciata dal ministro, Fabris ha rimarcato: “Bene il blocco della tariffa fino a fine anno, ma ci sarebbe piaciuto si fosse ricordato che il blocco in vigore dal primo gennaio dal 30 giugno prossimo, è stato voluto e coperto finanziariamente unicamente dalla concessionaria”.

Per quanto riguarda l’ipotesi di Pef all’esame del Cipes nella seduta di domani e fonte delle polemiche di sindaci a causa del maxi aumento della tariffa del 370 per cento entro il 2030”, il vice presidente di Sdp ha ribadito “come hanno ben compreso i molti parlamentari che sono intervenuti in Aula, che non è mai stata scritto o voluto dalla concessionaria ma conseguenza di quanto imposto dal concedente”.

PEZZOPANE: “BENE BLOCCO AUMENTI MA NON BASTA, SERVONO CERTEZZE PER IL FUTURO”

“Le nostre proposte sulle autostrade A24 e A25 sono chiare e ineludibili: bloccare gli aumenti delle tariffe; semplificare la messa in sicurezza; convocare un tavolo al ministero delle Infrastrutture per trovare una soluzione definitiva. Occorre avere uno sguardo particolare per L’Aquila che ha con Roma un rapporto speciale. Da questo punto di vista, siamo soddisfatti degli impegni assunti dal ministro Giovannini sul blocco degli aumenti delle tariffe fino al 31 dicembre di quest’anno e sui lavori di messa in sicurezza dei tratti autostradali”, ha commentato la deputata Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

“Seguo ormai da anni questa vicenda – ha aggiunto – e a Giovannini chiediamo un ulteriore cambio di passo che dia certezze per il futuro. Ancora questa mattina con i sindaci di Abruzzo e Lazio abbiamo incontrato numerosi colleghi della maggioranza, la presidente del Gruppo Pd alla Camera, Serracchiani, e i deputati dem, Morassut e Casu”.

“La madre di tutte le battaglie è far uscire L’Aquila, l’Abruzzo e le aree interne da un tragico isolamento. Siamo preoccupati perché da 9 anni non si approva il Pef e nemmeno il commissario nominato dal Consiglio di Stato, Fiorentino, è stato in grado di farlo. Se fosse vero che la bozza da lui predisposta con i 5 miliardi di intervento pubblico produrrebbe un aumento del 35% l’anno delle tariffe, diciamo subito che quella proposta è irricevibile. E il Cipess di domani è un passaggio importante”.

“Le tariffe vanno bloccate, come avvenuto nei decreti Sisma e Infrastrutture, e con i ministri Lupi, Delrio e De Micheli; ma non basta – ha osservato Pezzopane – ora va fatto per un tempo utile ad affrontare le decisioni di fondo. L’azione di ipotetica rescissione del contratto con il gestore che scenari apre? Chi si farà carico di corrispondere l’eventuale penale di oltre 2 miliardi? È questa la strada? Certo è che va deciso il meglio per la nostra comunità e i costi così onerosi non possono ricadere sui cittadini. La messa in sicurezza è urgente, ma se un’infrastruttura è ritenuta importante, vanno adottati tutti i poteri per accelerare davvero. La situazione ha oggi dell’incredibile, ci sono tratti che si percorrono a 30 all’ora”.

“Sono autostrade strategiche per il Sistema di Protezione civile e va data una svolta in tutti i sensi. Sicurezza dell’infrastruttura e minori costi”, ha concluso Pezzopane.

MARSILIO: “PER REGIONE ABRUZZO PEF IRRICEVIBILE”

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, è intervenuto oggi alla seduta preparatoria del Cipess (che si riunirà domani), convocata con all’ordine del giorno solo un punto relativo alla proposta di Pef delle autostrade A24-A25.

Dopo aver registrato i pareri contrari di tutti gli uffici competenti, il presidente Marsilio ha messo a verbale il parere contrario della Regione su un Pef irricevibile e insostenibile, che non difende nemmeno la concessionaria (‘costretta’ a presentarlo seguendo le indicazioni perentorie del Commissario ad acta e del Mims).

“Se la sacrosanta bocciatura di questo Pef irricevibile sgombra il campo da un incubo che aveva già sollevato fortissime proteste nel territorio, resta fortissima la preoccupazione per quello che si annuncia un micidiale conflitto giudiziario e amministrativo tra lo Stato e la concessionaria. Un conflitto che può provocare danni gravissimi all’Abruzzo, mettendo in grave difficoltà sia il commissario Corsini per la messa in sicurezza sismica sia il commissario Gisonni per la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso”.

“Fino ad oggi, infatti, i Commissari di governo hanno potuto contare sulla fattiva collaborazione della concessionaria nella predisposizione dei progetti e nella messa in disponibilità degli spazi e dei beni necessari a svolgere rilievi, sondaggi, prestazioni. Temiamo quindi forti ritardi, per non parlare della concreta possibilità che questo contenzioso finisca con un esborso molto pesante da parte dello Stato verso le casse della concessionaria. Ricordiamo che nemmeno la concessionaria responsabile del crollo del ponte Morandi a Genova è stata liquidata a zero euro. Facile prevedere che la pretesa di Strada dei Parchi di essere liquidata onerosamente (ad oggi quantificata in 2,5 miliardi) possa – alla fine – trovare almeno parziale accoglimento. Francamente, piuttosto che dare 1 o 2 miliardi in contanti alla concessionaria privata, preferirei che simili cifre venissero spese per completare la messa in sicurezza dell’autostrada o per finanziare un lotto ulteriore della ferrovia Roma-Pescara”.

“In conclusione, va bene respingere un Pef che contiene rincari mostruosi, ma il Governo garantisca la sicurezza e la sostenibilità delle autostrade abruzzesi”, ha concluso Marsilio.

MARTINO (FI): “SERVONO RISPOSTE URGENTI SU CONCESSIONE”

“È indispensabile capire se la concessione deve essere tolta al gestore, in quali tempi, con quali rischi di contenzioso. Così come sul fronte del piano degli investimenti sono poco fiducioso sulla riunione Cipe di domani, e sono altrettanto preoccupato perché solo qualche settimana fa nel tratto autostradale in questione una frana per miracolo non ha causato delle vittime”.

Lo ha detto il deputato di Forza Italia, Antonio Martino, intervenendo nell’Aula di Montecitorio a seguito dell’informativa urgente del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, sull’aumento dei pedaggi e sulla messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25.

“Il governo – ha aggiunto – vuole prorogare lo sconto sulle tariffe? Bene. Ma il prezzo è sempre molto alto, anche perché il combinato disposto dell’aumento dei costi per il carburante, della manutenzione dei mezzi e delle tariffe fa diventare impossibile qualsivoglia pianificazione personale e aziendale”.

L’esponente azzurro ha sottolineato come le risposte alle domande che ha rivolto al governo dovrebbero “arrivare in un tempo breve, perché la programmazione socio-economica di un territorio passa anche dalle sue infrastrutture e da come vengono gestite”.

“Come Forza Italia monitoreremo quanto accadrà e staremo sempre dalla parte dei cittadini. Questa è una battaglia che non deve finire in tribunale ma col prevalere della ragionevolezza”, ha concluso.

LEGA ABRUZZO: “BENE BLOCCO TARIFFE, ORA ACCELERARE CANTIERI E INVESTIMENTI”

“Come parlamentari della Lega eletti in Abruzzo, chiediamo che ci sia la massima attenzione, che si lavori per accelerare gli investimenti affinché queste infrastrutture strategiche possano essere in linea con i normali standard europei e che si faccia il possibile, in prospettiva, per arrivare anche a una diminuzione delle tariffe autostradali”.

Così, in una nota, i deputati abruzzesi della Lega Giuseppe Bellachioma, Luigi D’Eramo, Antonio Zennaro e il senatore Alberto Bagnai.

Questo pomeriggio in aula, alla Camera, è intervenuto il deputato Zennaro: “Siamo soddisfatti che oggi il ministro abbia detto che ci sarà il blocco delle tariffe fino alla fine del 2022. Con l’inflazione che cresce, l’aumento dei carburanti, del costo delle materie prime e delle bollette energetiche, un ulteriore incremento dei pedaggi sarebbe stato insostenibile. I continui cantieri e le restrizioni delle carreggiate fanno lievitare i tempi di percorrenza andando a incidere sulla competitività delle nostre aziende, oltre che sulla vita e sulle finanze dei pendolari che ogni giorno utilizzano l’A24-25 per lavorare,  che ricordiamo essere l’autostrada più cara d’Italia”.

“La presenza del ministro alla Camera certifica l’importanza e la complessità della tematica, che parte da lontano e che si ripropone di anno in anno e di mese in mese, ed è stata trattata più volte in questa legislatura, mettendo una fortissima attenzione sul territorio abruzzese. Parliamo di un’infrastruttura fondamentale che si è rivelata strategica anche nella gestione delle attività di intervento e soccorso durante i due terremoti che hanno colpito tragicamente l’Abruzzo”.

GRIPPA (M5S): “GOVERNO DICA CHE PIANI HA PER STRADA DEI PARCHI”

“La sicurezza e il diritto alla mobilità vengono prima di ogni altra cosa e i cittadini devono poter percorrere in tutta serenità quella che è una delle più importanti arterie autostradali del Paese”, si legge in una nota della deputata del MoVimento 5 Stelle Carmela Grippa, capogruppo in Commissione Trasporti.

“Il blocco delle tariffe per la A24 e la A25 fino al 31 dicembre 2022 – ha aggiunto -, annunciato in aula dal Ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini, è un’ottima notizia anche in considerazione del valore strategico dell’infrastruttura, come sottolineato anche dalla Protezione civile. Da lì passa tutta l’economia del turismo della Regione già messa a dura prova dal sisma prima, e successivamente dagli effetti negativi della pandemia. Interventi mirati sul blocco delle tariffe, che tutelano soprattutto i tanti pendolari abruzzesi e romani, devono, però, essere accompagnati da decisioni coraggiose su quale futuro il Governo intende dare a questa importante direttrice. Intende forse nazionalizzarla? E a che punto è, ad esempio, l’istituzione della società in house del Mef istituita con il decreto infrastrutture?”.

“Da parte mia continuerò a lavorare senza sosta, come fatto già in tutti questi anni, perché si arrivi a una soluzione che tenga insieme la tutela del diritto alla mobilità, la manutenzione costante e di conseguenza la sicurezza dei cittadini. Serve coraggio e una visione se vogliamo accompagnare il cambiamento allo sviluppo di un territorio per troppo tempo dimenticato”, ha concluso.

COLLETTI (ALTERNATIVA): “AUTOSTRADE TORNINO ALLO STATO”

“Dovremmo forse rifinanziare Toto per un’autostrada che era dello Stato, che non si ripagherà mai? Forse sarebbe ora che torni ad essere parte dello Stato, che sia onere dello Stato manutenerla, che sia un bene finalmente pubblico e non più un bene privatizzato. Noi di Alternativa vogliamo che tutti i monopoli naturali, che tutte le autostrade siano un bene pubblico perché devono appartenere ai cittadini e non a pochi privilegiati della politica”.

Così in aula il deputato abruzzese Andrea Colletti (Alternativa): “A due anni dall’ultimo, arriva sul tavolo questo Piano economico finanziario (Pef), in cui qualche folle vorrebbe aumentare addirittura del 375%, entro il 2030, le tariffe autostradali. Oggi abbiamo sentito dire da tutti come questo Pef sia irricevibile – aggiunge il parlamentare – Stiamo andando avanti ogni sei mesi, procrastinando il problema, parlando sempre dello stesso problema senza trovare una soluzione. Noi di Alternativa siamo contro la privatizzazione dei monopoli naturali. Non possiamo fare il bis di una vicenda vergognosa, cioè quella del rifinanziamento dei Benetton con oltre 8 miliardi di euro dopo quello che è successo a Genova”.

“Oggi  abbiamo sentito le parole di un burocrate e non di un ministro. Per capire le problematiche di oggi dovremmo conoscere quello che è successo nel passato. Parliamo di un’autostrada che, come le altre autostrade, era dello Stato e che per far guadagnare i privati è stata privatizzata e data in gestione agli amici della politica del tempo, nel periodo d’oro delle privatizzazioni”, ha concluso.

D’ALESSANDRO (IV): “SU AUTOSTRADE LUNGA STORIA DI PREPOTENZA”

“Siamo riusciti ad evitare l’aumento delle tariffe, ma non si risolve il problema. L’Abruzzo non è terra di Fontamara dove pensare di praticare ogni prepotenza”.

Così, in una nota, il deputato abruzzese di Italia Viva, Camillo D’Alessandro.

“È una prepotenza che dopo 9 anni dalla scadenza del Piano Economico e Finanziario, per colpevole inerzia del MIMS, parlo della struttura tecnica, non ci sia un nuovo Pef, nonostante un commissario ad acta nominato due anni fa, che risolva la distorsione all’origine della convenzione: il meccanismo infernale che scarica sull’aumento automatico della tariffa la copertura degli insostenibili oneri di manutenzione, concepito dal Governo Berlusconi quando Marsilio e Fratelli d’Italia, con altre sigle, stavano al Governo. Dopo 20 anni se ne sono accorti”.

“Il rinvio dell’aumento a tariffa – ha aggiunto – non è la soluzione del problema, ma l’ultima occasione per utilizzare questo tempo per varare fino in fondo un nuovo Pef. Ci sono 4 miliardi di euro disponibili, 800 milioni dovrebbero essere già appaltati per viadotti, galleria, sicurezza, ma nulla si muove.  L’ultimo Pef, imposto dal commissario e dalla struttura tecnica del Ministero, alla società concessionaria è irricevibile perché ripete il meccanismo di automatico aumento della tariffa, arrivando ad oltre il 300% al 2030 rispetto alla situazione attuale”.

“Il ministro ha evocato la revoca della concessione, noi non ci occupiamo di chi sia o sarà il concessionario, ma certo se il modus operandi sarà lo stesso seguito con Aspi la situazione ci preoccupa, anche molto. Più che revoca è stato un gigantesco regalo ad Aspi, 21,3 miliardi esonerando Aspi da ogni responsabilità nonostante quanto accaduto a Genova… Ci avremmo fatto una autostrada nuova in Abruzzo”, ha concluso.