L’AQUILA – “Ho vissuto il confronto, anche in prima persona, con ben cinque governi che si sono succeduti in questi anni, e non si è riusciti a trovare la soluzione per mettere in sicurezza l’autostrada. Del resto per la prima volta, che io ricordi, un Ministero è stato commissariato dal Consiglio di Stato, per l’inadempienza nell’approvare il Pef. A proposito di chi è il vero inadempiente”.
Così Mauro Fabris, vice presidente di Sdp, concessionaria delle autostrade laziali e abruzzesi, esprimendo dure critiche allo Stato, proprietaria delle due arterie, nel corso della audizione nella commissione Ambiente della Camera dei deputati.
“Le 18 proposte di Pef che abbiamo presentato, sono state scritte in base a quanto il Governo e gli uffici dello stesso dottor Morisco ci hanno prescritto, e negli ultimi tempi siamo costretti a scrivere anche Pef che non condividevamo affatto, eppure anche questi sono stati in ogni caso bocciati – attacca ancora l’ex parlamentare ed ex sottosegretario – Gli incrementi tariffari previsti ora dalla bozza di Pef di Fiorentino, contro cui giustamente i sindaci si oppongono, e che anche noi riteniamo inconcepibili, nascono, non a caso, da una impostazione errata”.
E sull’ipotesi della rescissione della concessione in scadenza nel 2030, Fabris spiega che “come è noto a gennaio scorso abbiamo iniziato a condividere con il Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibile un percorso per la restituzione condivisa dell’infrastruttura. Ebbene, anche su questo aspetto, ancora è tutto fermo. il Ministero non ci fa sapere nulla”.
Una revoca che avrebbe però costi enormi per lo Stato, visto che Sdp si dovrebbe vedere riconosciuti 2,5 miliardi di euro di risarcimento per la revoca, e la stessa Sdp non dovrà più contribuire per 2 miliardi al finanziamento del Pef, nella quota prevista per il concessionario.






