L’AQUILA – La revoca della concessione dell’autostrada a24 a25 a Strada dei Parchi, da parte del governo, sospesa dal Tar del Lazio diventa sempre più occasione di duro scontro politico.
Oggi al question time alla Camera il ministro dei rapporti del Parlamento Federico D’Incà, incalzato dall’interrogazione dei deputati di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti e Lucia Albano, ha di fatto assicurato che la revoca è stata una scelta meditata, forte del parere della commissione di verifica costituita nel febbraio 2021, sugli inadempimenti della concessionaria, facente parte della holding dell’imprenditore pescarese Carlo Toto, e del parere dell’Avvocatura dell0 Stato,
Gli esponenti di Fdi si sono però detti del tutto insoddisfatti della laconica risposta, confermando che è stato “scellerato e imprudente, pensare che nessuno impugnasse l’atto di revoca, cosa difatti avvenuta pochi giorni dopo e che ci porta in una situazione peggiore a quella di partenza”, arrivando a parlare “un colpo di sole” da parte del governo che non si è reso conto “delle conseguenze delle azioni messe in campo”.
Hanno lamentato l’assenza del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, che oggi ha disertato anche un incontro proprio a L’Aquila per la messa insicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.
D’Inca, nella sua risposta, dopo aver ricostruito brevemente la vicenda ha sottolineato che è stata costituita nel febbraio 2021 una commissione di verifica con il mandato di una ricostruzione organica e di una valutazione tecnica e giuridico-amministrativa dell’attività svolta dalla concessionaria autostradale”, e la commissione ha confermato nella relazione conclusiva “la sussistenza dei presupposti di inadempimento e omessi interventi di manutenzione”.
Ha poi aggiunto: “in considerazione dei rilevanti interessi pubblici, si è provveduto a una valutazione congiunta inter-ministeriale”, e il ministero delle Infrastrutture “ha effettuato una ricognizione sugli effetti collaterali delle ipotesi percorribili. La strada più coerente è stata individuata nella risoluzione del rapporto concessorio per grave inadempimento, per il quale è stato acquisito anche il parere dell’avvocatura generale dello Stato”. Parere poi nuovamente richiesto dopo la sospensiva del Tar. Il ministro ha confermato infine le tariffe dei pedaggi rimarranno inalterate”.
Dura la replica degli esponenti di Fdi: “mentre il ministro Giovannini da tempo è latitante in questa Aula, la risposta del ministro D’Incà è insufficiente e scredita l’Istituzione che rappresenta. Con la revoca della concessione delle tratte autostradali A24-A25, avvenuta con decreti del ministero delle Infrastrutture e la successiva sospensione da parte del TAR del Lazio, è urgente un rapporto dettagliato del Parlamento”.
“E’ stato scellerato e imprudente – dicono i deputati – pensare che nessuno impugnasse l’atto di revoca, cosa difatti avvenuta pochi giorni dopo e che ci porta in una situazione peggiore a quella di partenza. Il Governo dimostra di aver preso un colpo di sole e di non rendersi conto delle conseguenze delle azioni che mette in campo. Fratelli d’Italia da anni chiede che il Piano Economico Finanziario, fondamentale per l’adeguamento del tratto stradale in questione, venga aggiornato dopo più di 10 anni di attesa. Abbiamo chiesto inutilmente l’esenzione del pedaggio sulla tratta per gli abitanti di Lazio e Abruzzo che sono lavoratori, studenti o che viaggiano per motivi di salute. Serve urgentemente un tavolo istituzionale perché non è più possibile che il governo non si raffronti con i sindaci e gli amministratori locali così come invece ha fatto Fratelli d’Italia anche oggi alla Camera”, concludono Foti e Albano.
Nel decreto cautelare monocratico il Tar del Lazio ha sospeso l’esecuzione della risoluzione della Concessione per la gestione delle Autostrade A24 e A25 (Roma-L’Aquila-Traforo del Gran Sasso-Teramo-con diramazione Torano-Pescara), nonché per la progettazione e costruzione della seconda carreggiata nel tratto Villa Vomano-Teramo e dell’adeguamento a tre corsie del tratto della A24 tra la barriera di Lunghezza (Roma Est) e Via Palmiro Togliatti, fino alla camera di consiglio per la trattazione collegiale del ricorso.
Il presidente della quarta sezione del Tribunale, osservato come a sostegno della richiesta di provvedimento cautelare monocratico la società Strada dei Parchi abbia allegato “un pericolo di ‘default di Strada dei Parchi’, la prospettiva di licenziamento del “personale non richiesto da ANAS”, un “pericolo di default finanziario dell’intero gruppo”, nonché un pregiudizio per “l’interesse pubblico alla sicurezza della circolazione stradale”, ha rilevato come gli atti impugnati “nel disporre l’immediata cessazione dell’operatività del rapporto concessorio in essere, nulla prevedano in tema di disciplina intertemporale dei relativi effetti”. Ecco perché, nelle more della trattazione in sede collegiale dell’istanza cautelare, “il mantenimento della res controversa ad hoc integra riveli piena idoneità: non soltanto alla preservazione del complesso di posizioni giuridicamente rilevanti facenti capo alla ricorrente; ma anche al mantenimento degli attuali livelli occupazionali, suscettibile di essere altrimenti compromesso”.






