L’AQUILA – Le autostrade A24 e A25 sono sicure, e ora lo dice anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per voce dello stesso dirigente Placido Migliorino che con un documento a sua firma e poi con un’intervista alla trasmissione le Iene aveva solo pochi giorni parlato di dubbi sulla stabilità, non solo in caso di terremoto, in una zona ad elevato rischio sismico, ma anche per il passaggio di carichi particolarmente pesanti.

Affermazioni bollate come allarmistiche e rigettate al mittente dalla società concessionaria Strada dei Parchi, del gruppo Toto.  

Ad ogni buon conto già da questa mattina Strada dei Parchi, ha posto in essere le limitazioni al traffico pesante per alleggerire l’impatto sui viadotti.

Il dato che attenua il duro scontro tra Ministero e Strada dei Parchi è emerso oggi nell’atteso incontro in Prefettura dell’Aquila, convocato dal prefetto Giuseppe Linardi, a cui hanno preso parte gli altri prefetti abruzzesi, di Rieti, il capo di gabinetto della prefettura di Roma, Vigili del fuoco, Viabilità Italia, Protezione civile, Regioni Abruzzo e Lazio, Province abruzzesi, lo stesso Ministero, Anas,  Autostrade per l’Italia.

Si sono ritrovati intorno al tavolo, soprattutto, il dirigente Migliorino, da una parte, e l’ad di Strada dei parchi Cesare Ramadori e il vice presidente Mauro Fabris, dall’altra, che all’incontro si sono presentati con una corposa documentazione che attesta la non pericolosità dei viadotti.

In serata si è fatto sentire con un tweet il ministro Danilo Toninelli: “Strada dei Parchi non faccia finta di niente, l’autostrada a24 e a25 sono più sicure perché abbiamo preteso le limitazioni del traffico. Lo stato e tornato a fare lo stato prestissimo partiranno i progetti per la messa in sicurezza dimenticata da troppi anni”, ha cinguettato il Ministro.

A tal proposito va ricordato che Strada dei Parchi è ai ferri corti con il ministero che da una parte, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova lancia allarmi come detto sulla sicurezza della A24 e A25, ma nello stesso tempo non vara i decreti attuativi perché le banche possano anticipare i 192 milioni di euro necessari per far scattare i lavori di messa in sicurezza dei viadotti più a rischio. E per questa ragione, dopobuna diffida, Strada dei Parchi medita di andare per le vie legali. Decisiva in tal senso una riunione prevista la prossima settimana al Dipartimento della programmazione economica.

All’uscita dal vertice comunque l’impressione è che Migliorino abbia aggiustato il tiro, in merito alla pericolosità dell’infrastruttura.

“Con l’adozione di queste misure – ha detto il dirigente -, mi sento di dire che le autostrade A24-A25 è più sicura, i cittadini possono essere molto più tranquilli rispetto a prima”.

Migliorino, in un documento a sua firma, aveva lanciato l’allarme sullo staticità di 87 viadotti ispezionati dal Mit, sottolineando che controlli e verifiche della concessionaria Strada Parchi erano stati effettuati con metodi vetusti e non previsti dalla legge. Presa di posizione smentita da Sdp.

“Ci siamo preoccupati tutti sullo stato delle infrastrutture – continua l’alto dirigente -, il ministro Toninelli mi ha dato mandato di verificare il livello di sicurezza della A24 a A25, e a valle di queste verifiche sono stati individuati gli interventi di mitigazione ben precisi, lo stesso ministro aveva indicato di metterle in atto, e dunque non potrà che essere soddisfatto dell’esito di questo vertice”.

Migliorino si riferisce alle limitazioni di traffico a mezzi pesanti che consistono nel divieto di sorpasso e sosta nei viadotti indicati nella relazione e all’obbligo di mantenere una distanza di 50 metri l’uno dall’altro.

I rappresentanti di Strada dei Parchi però non hanno mancato di sottolineare la “virata” del dirigente Migliorino.

“Oggi ha prevalso la verità – ha dichiarato ai cronisti Fabris –  e la verità è quella che abbiamo sempre detto noi, ovvero che le autostrade sono sicure. Oggi abbiamo spiegato anche ai prefetti  quali sono stati i criteri di valutazione, e i prefetti hanno preso atto. Anche l’ingegner Migliorino, in rappresentanza del Mit, non ha potuto che prendere atto e riconoscere la positività delle nostre valutazioni, e soprattutto durante la riunione ha dichiarato che le autostrade sono più sicure. Dunque prima erano sicure, ora sono ancora più sicure, avendo adottato quelle misure di limitazione del traffico pesante”.

Fabris poi si scaglia contro l’allarmismo messo in atto questi giorni, anche da Migliorino, definendo “sciacalli”, gli inviati della trasmissioni di intrattenimento Le Iene.

“C’è allarmismo quando si crea un allarme non suffragato dai fatti. Lo stesso ministro a giugno aveva detto che non c’erano più interventi emergenziali da fare,  poi dopo Genova lo stesso ministero, dopo Genova, di fatto ha cominciato a fare allarmismo. Perché i dati sulla sicurezza, sono gli stessi, prima e dopo Genova, e sono i dati portati a questo tavolo, massima espressione che ha responsabilità sulla sicurezza. E il tavolo ha preso atto che con questi numeri le autostrade sono sicure. La domanda resta, perché si è fatto tutto questo allarmismo? Ci sono le trasmissioni televisive che si sono occupate più dell’autostrada dei Parchi che della tragedia di Genova, mi riferisco agli sciacalli… volevo dire alle Iene“.

Particolarmente esplicito anche Ramadori.

“Noi sosteniamo, e oggi lo abbiamo ribadito, che le autostrade sono già sicure come sono. Comunque per rispetto delle istituzioni già abbiamo messo in atto le prescrizioni relative alla regolamentazione del traffico pesante. Siamo stati accusati di aver fatto le nostre verifiche in modo superficiale. Ebbene, oggi abbiamo fornito a tutti gli interventi file e documenti sulle prove che abbiamo fatto sui materiali, sui viadotti, sulle pile, sugli impalcati e le solette, studi già da tempo consegnati, e che di cui forse l’ingegner Migliorino ha preso cognizione solo oggi”, specifica l’ad con una frecciata.

“Io percorro personalmente l’autostrada due volte a settimana e sono estremamente tranquillo – prosegue Ramadori – tutte le prove e relazioni statiche che il ministero ci ha fatto fare lo confermano. Qui si fa molta confusione su un coefficiente che qualcuno chiama coefficiente di sicurezza, mentre in realtà è un confronto tra due entità diverse. La legge dice che se questo rapporto è superiore a uno le strade sono sicure e noi abbiamo tutti i viadotti con il coefficiente di confronto superiore a uno, ed è falso dire che se il coefficiente è inferiore a uno il ponte crolla”.

Per quanto riguarda poi il nodo delle risorse economiche per completare il lavoro di messa in sicurezza Ramadori fa notare che “sui giornali il ministro continua a dire che i soldi sono già disponibili. Il direttore generale delle concessioni autostradali, ci ha però detto che i soldi non ci sono per cui lui non firma i progetti definitivi che ci consentirebbero di fare le opere, anche se questi soldi li ha ricevuti dal Provveditorato opere pubbliche, che fa la prima istruttoria, già diversi mesi fa. Con queste risorse  potremmo effettuare la messa in sicurezza sui viadotti più a rischio sismico,  in soli sei sette mesi”.

LE MISURE DI SICUREZZA

Con l’installazione di circa 500 cartelli informativi, sono in atto da stamani le limitazioni al traffico dei mezzi pesanti oltre 35 quintali in 87 viadotti delle autostrade laziali e abruzzesi A24 e A25 ispezionati dal Ministero per le Infrastrutture e Trasporti. 

Lo ha reso noto Strada dei Parchi Spa, concessionaria della autostrade laziali e abruzzesi A24 e A25 al termine del summit sulla sicurezza sismica dei viadotti che, convocato dal prefetto dell’Aquila.

I vertici di Sdp hanno sottolineato che la misura dell’estensione delle limitazioni da 8 viadotti “più vecchi” adottate lo scorso anno, agli 87 ispezionati dal Mit, sono state attuate a tempo di record. 

Le limitazioni di traffico ai mezzi pesanti consistono nel divieto di sorpasso e sosta nei viadotti indicati nella relazione e all’obbligo di mantenere una distanza di 50 metri l’uno dall’altro. Il dirigente del Ministero per le Infrastrutture e Trasporti Placido Migliorino, al termine della riunione all’Aquila, ha sottolineato che “le misure già applicate questa mattina riguardano esclusivamente i mezzi pesanti, che dovranno rispettare limiti di velocità, non potranno fare sorpassi sui viadotti, dovranno mantenere una distanza di sicurezza di 50 metri, in modo tale da non gravare con il loro peso sulla campata, avranno il divieto di sosta sui viadotti in corsia di emergenza”.