ROMA – È morto Gianluca Vialli. L’ex giocatore, fra le tante, di Sampdoria e Juventus si è spento dopo una lunga malattia, un tumore al pancreas. Aveva 58 anni ed era ricoverato a Londra dove si stava curando.

Comunicano i familiari: “Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori”.

Dopo la morte di Sinisa Mihajlovic un altro lutto ha colpito il mondo del calcio nostrano, che subito si è stretto attorno alla famiglia e agli amici di Gianluca Vialli piangendone la sua scomparsa.

Vialli durante la sua carriera da calciatore era stato uno dei più forti attaccanti italiani a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, tanto da aver realizzato quasi 300 gol in partite ufficiali; dopo gli inizi con la Cremonese, era esploso con la maglia della Sampdoria dove era stato uno dei protagonisti dello storico Scudetto dei blucerchiati.

Con i doriani aveva vinto anche una Coppa delle Coppe, poi bissata durante l’esperienza al Chelsea, mentre i maggiori successi erano arrivati durante la sua esperienza con la Juventus visto il successo nell’ultima Champions League vinta dai bianconeri.

Come allenatore era stato l’iniziatore del nuovo corso del Chelsea, mettendo in bacheca in totale cinque trofei tra cui anche la Coppa delle Coppe, mentre l’ultimo suo capolavoro era stata la trionfale esperienza con la Nazionale agli ultimi europei.

“Lo sport italiano e il calcio in particolare oggi hanno perso un campione ma soprattutto un uomo tutto di un pezzo”. E’ l’omaggio a Gianluca Vialli del presidente del Coni Giovanni Malagò, che ricorda una tra le tante immagini legate al campione scomparsa. “Quella del 26 febbraio 2006, quando Vialli, assieme ad altri illustri campioni, portò la bandiera olimpica nel corso della cerimonia di chiusura dei Giochi Invernali di Torino 2006, unico calciatore ad aver avuto questo onore” dice Malagò.

“Quello che ha fatto per la maglia azzurra non sarà mai dimenticato”. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina ricorda così Gianluca Vialli, scomparso oggi dopo aver combattuto a lungo con la malattia. “Sono profondamente addolorato – aggiunge Gravina – ho sperato fino all’ultimo che riuscisse a compiere un altro miracolo, eppure mi conforta la certezza che quello che ha fatto per il calcio italiano e la maglia azzurra non sarà mai dimenticato. Senza giri di parole: Gianluca era una splendida persona e lascia un vuoto incolmabile, in Nazionale e in tutti coloro che ne hanno apprezzato le straordinarie qualità umane”.

La sua Cremona si è risvegliata con la morte nel cuore, ferita da una notizia in fondo attesa ma con quella stessa attesa sempre accompagnata dalla speranza di un miracolo. Ha perso il suo campione, il capoluogo lombardo. E nei bar come in piazza del Comune, li dove anche il sindaco Gianluca Galimberti ha appreso della scomparsa di Stradivialli “con estremo dolore”, non si parla che dell’addio al lord del gol. “Il sindaco deve proclamare una giornata di lutto cittadino” si spinge a chiedere qualcuno. Per il resto, racconti e ricordi. Luca a Cristo Re, poi presto alla Cremonese. “Frutti e Vialli, che coppia, servirebbe adesso” si lascia andare qualche tifoso sospeso tra passato e presente. Più d’uno avanza certezze: “adesso ritroverà Luzzara e Mondonico, il suo presidente e il suo allenatore”.

Ti ricorderemo ragazzo e centravanti implacabile, perché gli eroi son tutti giovani e belli e tu, da quell’estate 1984, sei stato il nostro eroe”: la Sampdoria ricorda così Gianluca Vialli.

“Non dimenticheremo i tuoi 141 goal, le tue rovesciate, le tue maglie in cashmire, il tuo orecchino, i tuoi capelli biondo platino. Ci hai dato tanto, ti abbiamo dato tanto: sì, è stato amore, reciproco, infinito. Un amore che non morirà, oggi, con te. E perché, nonostante tutto, la nostra bella stagione è destinata a non finire mai. Continuerà a brillare in quel cielo cerchiato di blu su cui tu, Luca, hai firmato per sempre. ‘Per chi?’. ‘Per noi!'”, scrivono i tifosi.