L’AQUILA – “Non entreremo nell’agone politico delle primarie per la scelta del candidato sindaco dell’Aquila di centrosinistra, non ci sarà un’alleanza come quella del 2012 e la coalizione per noi è finita”.

L’annuncio netto ai microfoni di AbruzzoWeb lo dà Giustino Masciocco, consigliere comunale aquilano di Sinistra ecologia libertà, che a febbraio diventerà Sinistra italiana, e che lancia ufficialmente la nascita della “cosa rossa” per il voto amministrativo del 2017, parlando a quanto pare anche per conto di Rifondazione comunista e di altre forze.

Sarà infatti, come spiega, una coalizione di sinistra pura, fatta con chi vorrà starci e destinata a presentarsi alle elezioni di maggio in alternativa al Pd, con un proprio candidato sindaco e con la prospettiva di un’alleanza solo per il ballottaggio. Con conseguenze politiche ancora da valutare.

“Un civismo di sinistra pensiamo possa esistere ed è anche ben radicato, negli ultimi tempi si è annacquato nel Pd oppure molti non hanno più votato – è la premessa di Masciocco – Se si potesse realizzare una componente di sinistra e quei componenti individuassero una persona che si candidasse a sindaco, si potrebbe fare. La vedo difficile, ma tentar non nuoce, un’offerta politica in più agli aquilani potrebbe essere utile”.

A questo punto comincia la “campagna acquisti”, per esempio tra i civici di Appello per L’Aquila che vogliamo, i consiglieri Ettore Di Cesare e Vincenzo Vittorini, o il transfuga dell’Italia dei valori Angelo Mancini, che sono stati all’opposizione in questo mandato.

“Sono persone che si sono impegnate e hanno quantità e qualità di voti da rappresentare, magari volessero correre o contribuire a costruire la coalizione e il civismo di sinistra!”, l’auspicio di Masciocco. Quanto al resto dell’Idv, “non so con chi stanno, non sono preparato a rispondere”, taglia corto, vista la spaccatura tra cialentiani e non in quel partito.

E ancora fuori dalle primarie dem c’è l’attuale vice sindaco Nicola Trifuoggi. “Con lui ci sono rapporti cordiali, se si sente di dare una mano alla città, da persona esperta qual è e con un nome da spendere, se decide di scendere in campo lascerà l’incarico che ha”, si limita a dire il consigliere Sel.

A domanda sui civatiani di Possibile, che debbono ancora pesarsi a livello elettorale, “occupano un posto a sinistra, le porte sono aperte perché anche noi dobbiamo trovare una casa”.

“Non è che dobbiamo invitare qualcuno, noi di Sinistra italiana, Rifondazione e anche altri partiti e movimenti dovremo trovare una casa a sinistra – precisa Masciocco – Se ci riusciamo ben venga, altrimenti dovremo costruire coalizioni e accordi programmatici per stare nell’attività amministrativa nell’interesse della città”.

A questo punto le primarie del Pd, che pure, ammette Masciocco “è quello più a sinistra d’Italia”, diventano solo “un problema del Pd, perché noi non vogliamo essere strumentalizzati in nessun modo. Hanno persone piuttosto capaci, donne e uomini che possano ricoprire la carica di sindaco – rimarca – mi auguro che riescano a scegliere al più presto e poi ci confronteremo sui programmi”.

La chiacchierata “lista Cialente” con il possibile ingresso all’interno addirittura del nemico storico di centrodestra Giorgio De Matteis è come il fumo negli occhi per quelli della “cosa rossa”.

“Se li conosci li eviti sul piano politico, sia Giorgio che Massimo – scherza Masciocco, ma non troppo – Hanno avuto il potere di gestire la cosa pubblica in modo forte, hanno l’esperienza e la conoscenza per dare una mano, ma anche Varenne a un certo punto è stato costretto a ritirarsi dalle corse. Mi auguro che possano diventare bravi allenatori. Quando i figli crescono a un certo punto bisogna dare loro le chiavi di casa, devono fare i bravi genitori”, conclude.