L’AQUILA – Il Consiglio regionale ha rinviato per l’ennesima volta la nomina del Garante dei detenuti da mesi sul tappeto sulla quale ci sono state due votazioni improduttive visto che non è stata raggiunta la maggioranza qualificata di 21 sì.

Ma al termine della seduta si è sviluppata una discussione che pare faccia intravedere una schiarita sulla soluzione del problema che vede il centrosinistra al palo sulla indicazione della radicale Rita Bernardini sulla quale non convergono almeno tre esponenti dell’opposizione visto che la maggioranza è di 18 consiglieri.

I grillini dicono no perché l’esponente radicale ha una condanna penale in primo grado, a seguito di un atto di disobbedienza civile a favore della depenalizzazione delle droghe leggere.

Il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha proposto il metodo “del bastoncino” cioè la indicazione da parte di ciascun consigliere del candidato in una urna con l’intesa tra le forze politiche che il più votato sarà nominato.

Il consigliere di Forza Italia Paolo Gatti, vice presidente del Consglio regionale, si è detto favorevole a discutetere sulla proposta “per risolvere una questione che ha stancato e che il centrosinistra ha dovuto rinviare numerose volte”.

“Prendomoci qualche giorno per riflettere – ha continuato Gatti – ma non scartiamo l’ipotesi di cambiare candidato visto che per la legge Severino la Bernardini, pur con una condanna penale poco significativa, rischia di essere estromessa da un semplice ricorso”.

Il consigliere regionale del Gruppo misto Leandro Bracco, ex M5S, ha sottolineato che sulla nomina del Garante dei detenuti “la Regione abruzzo è diventata lo zimbello d’Italia”.

LA GIORNATA FUORI L’EMICICLO

Presidio a L’Aquila, stamattina, dinanzi Palazzo dell’Emiciclo, a sostegno della nomina da parte del Consiglio regionale del Garante dei detenuti abruzzesi e, in particolare, della candidata radicale Rita Bernardini, saltata ancora una volta a fine giornata.

Una cinquantina di persone, esponenti di Rifondazione Comunista, con l’ex consigliere regionale Maurizio Acerbo in prima fila, Amnistia Giustizia Libertà, Sinistra ecologia e Libertà con il sottosegretario di Giunta Mario Mazzocca, e le rappresentanze di numerose associazioni, da Teramo nostra, Centro d’iniziativa comunista Sandro Santacroce di Teramo, Pescara Puntozero, Possibile L’Aquila, ad Arci Teramo, 3e32/ CaseMatte L’Aquila, Camera Penale dell’Aquila, hanno presidiato l’Emiciclo in concomitanza con la seduta dell’assemblea.

Una nomina che slitta oramai da mesi, in quanto serve la maggioranza qualificata dei tre quarti dei consiglieri, e di votare la Bernardini non ne vuole sapere il Movimento 5 stelle, avendo l’esponente radicale una condanna per disobbedienza civile a favore della depenalizzazione delle droghe leggere. E anche l’opposizione di centrodestra non intende convergere sul nome della Bernardini, imposta a loro dire dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, senza concertazione.

L’ex consigliere Acerbo lancia strali contro M5S.

“Per anni c’è stato disinteresse – dichiara ad Abruzzoweb – poi nel 2011 è stata votata la mia legge in Consiglio, ma ora è accaduto che i consiglieri non riescono a mettersi d’accordo, cosa grave perché in campo ci sono candidature autorevolissime compresa quella di Bernardini, lanciata da Marco Pannella, forse la massima esperta di condizione carceraria in Italia, con decenni di impegno all’attivo. Pensavamo che davanti a tale autorevoli candidature si sarebbe trovato un accordo, anche come omaggio a Marco Pannella, e invece niente”.

“Quella del Movimento 5 stelle – incalza dunque Acerbo – è una posizione infondata e ottusa, se Rita Bernardini fosse stata condannata per corruzione, allora sarebbe stato giusto porre il veto, ma Bernardini è stata condannata per un atto di consapevole disobbedienza civile, contro il proibizionismo, che è una delle principali cause della drammatica condizione carceraria in Italia. Voglio ricordare al Movimento 5 stelle che la principale legge antimafia in Italia porta la firma dell’onorevole del Pci Pio La Torre, poi ucciso dalla mafia, scritta insieme a Giovanni Falcone e  Paolo Borsellino, e La Torre era stato condannato ed è andato in galera per aver occupato le terre assieme ai contadini negli anni 50. Con questi ottusi criteri del M5S abruzzese La Torre non avrebbe mai potuto fare il parlamentare, e far approvare quella legge. Li invito a riflettere, e rivedere la loro posizione”.

Per Mazzocca il problema è il sistema di voto, da cambiare. 

“La maggioranza non ha problemi, è compatta nel votare la Bernardini. Le divergenze riguardano l’opposizione sia del Movimento 5 stelle che del centrodestra. E soprattutto nell’iter concepito per eleggere in Abruzzo una figura di garanzia: una votazione che prevede la maggioranza qualificata sine die in Italia ha pochi riscontri. Dopo tot votazioni si dovrebbe passare a maggioranza semplice, del resto lo si fa addirittura per eleggere il presidente della Repubblica”. 

Chiede con forza la nomina del garante anche l’avvocato Fabiana Gubitoso, referente osservatorio carcere per Camera penale dell’Aquila 

“Sono 5 anni che lottiamo per questa nomina – spiega ad Abruzzoweb – forse non si riesce ad eleggere perché non c’è convergenza sul nome di Rita Bernardini. Ma a noi non interessa chi sia, anche se sarebbe opportuno e bello che sia lei, una persona sempre vicina alla realtà carceraria. Invito i consiglieri a mettersi d’accordo, il garante è il punto di riferimento per tutte le persone ristrette, e in Abruzzo ci si sono ben otto istituti, di tutte le tipologie compreso il 41 bis, anche per le donne”. 

Afferma poi in una nota 3e32/CaseMatte-L’Aquila: “La Regione Abruzzo è l’unica in Italia rimasta, ad oggi, senza garante dei detenuti. Una delle tante mancanze di un governo regionale cui stanno a cuore più le infrastrutture e i tagli, anziché la salute e i diritti dei propri cittadini”.

“Saremo a L’Aquila – afferma l’Arci provinciale di Teramo – Lo facciamo perché la riscoperta nella nostra comunità della figura di Marco Pannella non sia stata una ennesima sterile passerella”.

“Non posso fisicamente partecipare al presidio ma sarò lì con il cuore insieme a tantissimi detenuti nelle carceri abruzzesi” è scritto nel messaggio di adesione inviato dal carcere di Castrogno a Rifondazione Comunista – che lo ha reso noto – dal teramano Davide Rosci che sta finendo di scontare la condanna definitiva a sei anni per aver partecipato agli scontri di Roma nell’ottobre 2011 che culminarono con l’assalto e l’incendio del blindato dei carabinieri nella zona di Piazza San Giovanni.

“Ribadisco la mia adesione al presidio previsto per l’elezione del Garante dei detenuti dell’Abruzzo e il mio sostegno incondizionato alla candidatura impareggiabile di Rita Bernardini – afferma in una nota l’ex consigliere regionale di Forza Italia Ricardo Chiavaroli – Nel ricordare che la legge sul Garante, promossa alll’epoca dal collega Maurizio Acerbo e dal sottoscritto e quindi votata allora da tutti gli schieramenti, resta però inapplicata da anni, rivolgo a tutti gli attuali consiglieri regionali, a qualsiasi partito o movimento appartengano, il più accorato appello affinché finalmente decidano, scelgano, votino per fornire uno strumento e una persona di garanzia non solo per i detenuti, ma in sostanza per tutti i cittadini”.

“A coloro che domani (oggi per chi legge, ndr) avranno l’onere e l’onore di tale scelta, torno a ricordare quanto dissi a poche ore dalla scomparsa di Marco Pannella: cari consiglieri regionali d’Abruzzo, volete davvero onorare Marco? Eleggete il Garante dei Detenuti. Non (solo) per Pannella, ma per il senso di Giustizia e Umanità che Marco ha insegnato a tutti noi”.

Il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha convocato per le 11.00, la seduta del Consiglio regionale, poi rimandata alle 14. 

All’ordine del giorno una serie di interpellanze su chiusura dei reparti dell’ospedale di Popoli; gestione del Consorzio di Bonifica Sud-Vasto, Bacino Moro, Sangro, Sinello, Trigno; applicazione dei ticket per le prestazioni sanitarie delle forze dell’ordine in servizio attivo; nomina del direttore dell’Arap (Agenzia Regionale Attività Produttive).

Quindi, interrogazioni sulla crisi aziendale della sede produttiva “Brioni Roman Style” di Penne e la gestione del servizio obitoriale presso i presidi ospedalieri di Teramo, Giulianova, Sant’Omero ed Atri. All’odg anche le nomine dei componenti del Collegio regionale per le Garanzie Statutarie e del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

Esaminato inoltre il progetto di legge sul riordino territoriale dei Comuni e delle Comunità montane. Esame anche del provvedimento amministrativo sullo scioglimento e messa in liquidazione del Consorzio Centro Fieristico del mobile.