L’AQUILA – Serve “un manager, non un medico” alla guida dell’Azienda sanitaria locale numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, perché sono “mestieri diversi” mentre la battaglia sull’aquilanità del futuro direttore generale “è una cosa stupida”.
Ai microfoni di AbruzzoWeb è tranchant la valutazione del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, sul dibattito movimentato che si sta sviluppando in vista dell’ormai prossima nomina che, secondo quanto si è appreso, potrebbe avvenire la settimana prossima, più difficilmente nelle prossime ore.
Posizioni di Cialente che sembrano collimare particolarmente con quelle del presidente della Regione e commissario per la sanità, Luciano D’Alfonso, che sarebbe pronto a nominare un manager esterno di sua piena fiducia. E secondo i rumors la scelta potrebbe cadere su Enrico Del Baglivo, 65enne romano in passato consulente della Asl di Avezzano. Ma si fa il nome anche di Antonello Maraldo, direttore provinciale Inail Teramo-L’Aquila.
Una prospettiva contestata duramente e bipartisan da molti pezzi della città tra politica, sanità e sindacati. In primis il consigliere regionale ed ex capo di gabinetto di Cialente, Pierpaolo Pietrucci, che invoca una “personalità interna al territorio, per professionalità e provenienza”.
Il capogruppo di Forza Italia, Guido Liris, ha invitato Cialente a dimettersi se davvero per lui “il profilo del nuovo manager escluda la professionalità del medico”.
Per l’ex vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, “Cialente è rimasto solo, isolato persino dagli altri sindaci del comprensorio. Pietrucci ha per la prima volta alzato la testa, vediamo se ha il coraggio di mantenere la posizione”.
Intanto 35 sindaci dell’Aquilano tutti insieme hanno chiesto che la soluzione venga dal territorio.
In maggioranza anche l’Italia dei valori con il capogruppo Giuliano Di Nicola, urologo, chiede “una scelta che ricada nell’ambito della città o al massimo della Provincia, tenendo nella giusta considerazione anche le professionalità mediche”.
Nei giorni scorsi anche il democrat Antonello Bernardi ha chiesto “al di là di qualsiasi campanile, di proporre, per la direzione generale, la figura di un medico”.
Tra i papabili “aquilani” restano il primario del reparto di Cardiologia del San Salvatore, Sabrina Cicogna, la direttrice del dipartimento di Medicina legale Patrizia Masciovecchio e il primario di Malattie infettive, Alessandro Grimaldi, questi ultimi tra i “preferiti” di Pietrucci. Sembra si sia sfilata, invece, Silvia Cavalli, ex direttore amministrativo dell’azienda ma oggi con un incarico nella Asl di Roma.
La scelta, stando a quanto affermato dall’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, avverrà comunque la prossima settimana.
“Non vedo nessuna guerra, ci sono idee diverse e diverse visioni – assicura invece Cialente – Dalla mia esperienza di medico, amministratore e legislatore, credo che, in un’organizzazione ideale, le Asl vadano gestite da un manager vero e proprio, affiancato da un direttore sanitario e da altre figure direzionali”.
“Il manager non credo debba essere un medico perché conosce di sanità, ma deve avere lo sguardo soprattutto sugli aspetti di efficacia ed efficienza – insiste il primo cittadino – Deve guardare alle necessità di bilancio che devono quadrare, però, con le necessità di lavorare bene”.
Cialente fa poi una metafora. “Sergio Marchionne (amministratore delegato di Fiat Chrysler, ndr) secondo me non sa neanche cos’è lo spinterogeno, e se riuscisse a entrare in un’auto da corsa non saprebbe neanche come si accende: eppure sta portando avanti la Ferrari e la Fiat. Sono mestieri diversi”.
Il primo cittadino non vuol sentir parlare della provenienza del nuovo dg e utilizza un’altra metafora sportiva rispondendo ad alcune critiche che gli stanno giungendo per le sue posizioni ‘progressiste’ in tal senso, come quella del capogruppo di Forza Italia, Guido Liris.
“Questa cosa dell’aquilanità è stupida – sbotta – Liris dovrebbe leggere testi come ‘Lo sviluppo locale’, quando li leggevo io lui leggeva Topolino. Nelle città destinate a grande sviluppo conta la tolleranza, la capacità di accogliere tutti: lì dove c’è tolleranza si accolgono persone che hanno talento e, quindi, si cresce”.
“Mi chiedo perché L’Aquila Calcio o L’Aquila Rugby non facciano giocare tutti atleti dell’Aquila. L’Inter del triplete non aveva neanche un calciatore italiano – prosegue in conclusione – Se ho una professionalità brava di questa città è chiaro che lo valorizzo, se invece mi serve una professionalità particolare, e voglio competere nell’eccellenza, me la deve prendere fuori”.
Si palesa un duro braccio di ferro, al limite dello scontro, tra il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, sulla nomina del nuovo direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, una contrapposizione che sta spaccando anche il Pd aquilano e provinciale: il primo, che insieme alla senatrice Stefania Pezzopane e al vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, è da decenni protagonista delle scelte più importanti fatte nell’Aquilano, propende per un manager esterno, il secondo, giovane emergente che capeggia le istanze del rinnovamento, punta decisamente ad un dg del territorio.
Ufficialmente la decisione spetta alla Giunta regionale che entro fine febbraio deve scegliere chi indicare alla guida dell’azienda dopo le dimissioni a fine dicembre di Giancarlo Silveri, i cui poteri dal primo gennaio sono esercitati ad interim dal direttore sanitario Maria Teresa Colizza.
Ma i due big aquilani del partito devono fare i conti con il resto del territorio provinciale, in primis i sindaci di Avezzano,Giovanni Di Pangrazio, Sulmona, Giuseppe Ranalli, e poi il consigliere regionale marsicano del Pd Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale e fratello di Giovanni, e il consigliere regionale del territorio peligno Andrea Gerosolimo, esponente di Abruzzo civico che ad ottobre è entrato nell’esecutivo guidato dal presidente, Luciano D’Alfonso.
Tutti i personaggi citati, alla presenza del governatore, l’altro ieri si sono incontrati per affrontare la problematica in una riunione informale del comitato ristretto dei sindaci.
Dalla riunione è emerso che anche Avezzano e Sulmona vogliono partecipare alla scelta. Così come vuole contare soprattutto D’Alfonso che potrebbe alla fine mettere d’accordo tutti i guerreggianti.
Ma le grandi manovre non finiscono qui: mentre impazza il toto nomina, per questa poltrona sgomitano in molti, alcuni dei quali cercando la sponsorizzazione politica in modo evidentemente tanto spudorato da aver costretto Giovanni Lolli ad intervenire pubblicamente. Il vice presidente della Regione nei giorni scorsi ad AbruzzoWeb si è smarcato dicendo di non avere ruoli nella scelta: secondo i rumors, alla ‘protezione’ di Lolli sarebbe stato accostato il primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Sabrina Cicogna, uno dei professionisti che fa parte dell’albo di idonei a cui deve attingere la Regione.
Riguardo i nomi, il sindaco dell’Aquila ha “suggerito al presidente e commissario per la sanità D’Alfonso il nome dell’ex direttore amministrativo della Asl provinciale Silvia Cavalli, impegnata nella sanità pubblica romana; Pietrucci, che spinge perché si attinga tra i medici aquilani presenti nell’elenco dei 127 aspiranti, non fa mistero di preferire la direttrice del dipartimento di Medicina legale Patrizia Masciovecchio e il primario del reparto di Malattie infettive del San Salvatore, Alessandro Grimaldi, sul quale sta cercando anche la confluenza dei vertici dell’università dell’Aquila, tra cui il vice rettore Carlo Masciocchi, direttore dell’Unità operativa di Radiologia.
Anche se, secondo i rumors, sulla soluzione esterna Cialente avrebbe trovato l’intesa con D’Alfonso, Pietrucci non si arrende: sollecita infatti il presidente a convocare i consiglieri regionali eletti in provincia dell’Aquila con i quali condividere la scelta. “Il mio orientamento è su criteri oggettivi – dice – non ho preferenze sui nomi, ma pretendo che le aree interne non prendano ulteriori schiaffi in faccia. Non è possibile nominare chi viene da fuori, laddove altrove si è nominato un interno”.
Ricordando i casi di Chieti, Teramo e Pescara, per le cui Asl la scelta dei nuovi manager è ricaduta tra professionisti interni ai rispettivi ospedali, Pietrucci spiega che si tratta di una nomina che “dura al massimo un anno, perché in attuazione del decreto Lorenzin bisogna procedere con la razionalizzazione del sistema sanitario che porterà alla Asl unica, quindi un direttore generale ‘nuovo’ impiegherebbe mesi solo per orientarsi”.
E Cialente, il più grande critico insieme alla Pezzopane di Silveri? Nei giorni scorsi, dicendo di farsi portavoce anche degli altri sindaci, aveva sottolineato che “siamo per un manager puro, che non risponda più alle logiche delle lobby dei medici o alle pressioni politiche, al quale dare obiettivi chiaramente ragionevoli ma misurabili e il cui mancato raggiungimento possa essere motivo di cessazione dell’incarico”. L’unica certezza è che la nomina deve farsi entro fine febbraio perché la legge prevede che sia al massimo di 60 giorni la vacatio. (red)





