L’AQUILA – L’Aquila chiama, ma Terna, la società che in Italia gestisce la rete elettrica, continua non rispondere e snobba da quasi un anno la richiesta d’incontro da parte del sindaco, Massimo Cialente, per valutare la fattibilità della delocalizzazione, lontano dai centri abitanti, dell’elettrodotto a doppia linea ad alta tensione da 150 e 220 chilovolt che attraversa la città, tagliando in due i quartieri di Pettino, San Francesco e Torrione. Premessa per un grande intervento di riqualificazione.
Il problema da superare e tutti ne sono consapevoli, è il costo del’intervento: proibitivi quelli del’interramento, nell’ordine delle decine di milioni di euro lo spostamento della linea a monte.
Ora però il direttore Enel Italia, Carlo Tamburi, ha annunciato investimenti sulla rete elettrica abruzzese per oltre 220 milioni di euro nel periodo 2015 -2019, e lo scenario potrebbe cambiare.
“Terna ancora non risponde alla mia richiesta di incontro – conferma il sindaco – e quando potrò interloquire con loro cercherò di spiegare che se fosse possibile attingere ai 240 milioni per finanziare l’intervento, si aprirebbe l’occasione di una grande riqualificazione urbana della periferia nord”.
Operazione opportuna anche per un principio di precauzione, tenuto conto dei rischi inquinamento elettromagnetico che corrono le abitazioni che si trovano a pochi metri dai cavi ad alta tensioni anche se, precisa il sindaco, non ci sono studi che diano certezze in tal senso”.
La città diventerebbe più bella e funzionale, ribadisce il sindaco, visto che ”si liberebbero ettari di terreno su cui ora non si può intervenire in nessun modo, e dico subito che non ci sarà nessuna possibilità per la cementificazione e la costruzione di nuovi edifici. Penso invece ad un lungo corridoio verde, che attraversa l’area nord della città riqualificandola, ed anche perché no ad un nuovo asse viario, o una pista ciclabile, anche se queste idee non sono tra loro incompatibili”.




