L’AQUILA – “Non solo qui a L’Aquila, ma ovunque i 1.300 migranti ospitati nei centro di accoglienza in Abruzzo, non hanno creato problemi, anzi, sono quasi sempre ben voluti dalla popolazione locale, chi lancia messaggi allarmistici non è informato”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb il vice prefetto vicario dell’Aquila Giuseppe Guetta che insieme ad Emilio Iampieri, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione immigrazione, ha oggi guidato una delegazione in visita al Centro servizi del volontariato e al Centro celestiniano di piazza d’Armi, gestito dall’Associazione Fraterna Tau, che ospitano rispettivamente 12 e 38 immigrati. 

Il vice prefetto ha fornito anche alla commissione i dati aggiornati degli immigrati ospitati nelle quattro province abruzzesi: L’Aquila ha 179 ospiti, Pescara 228, Teramo 400 e Chieti 437. Nel capoluogo L’Aquila gli ospiti sono solo 50, un numero relativamente ridotto, perché il governo ha tenuto conto finora dell’emergenza post-terremoto. 

Hanno fatto parte della delegazione i consiglieri regionali Leandro Bracco, gruppo misto, Maurizio Di Nicola, Centro democratico, Alberto Balducci, Partito democratico, a cui si sono aggiunti i consiglieri del Comune dell’Aquila Guido Liris e Bouchaib Gamal. Ad accogliere la delegazione alla Fraternita tau di piazza d’Armi, dove è operativa dal post terremoto anche la mensa dei poveri frequentata da oltre 100 indigenti al giorno, è stato Pierino Giorgi, responsabile del movimento celestiniano dell’Aquila.

“Nei due centri di accoglienza che abbiamo vistato oggi a L’Aquila – commenta al termine della visita Iampieri – riportiamo un impressione molto positiva. Tutto è molto ben organizzato e funzionale, non ci sono problemi di compatibilità con la comunità locale. Il problema che va risolto, sono tempi per esaminare le domande di asilo, per dare questi migranti risposte certe in tempi accettabili”.  E ribadisce che “il numero di 1.300 ospiti per l’Abruzo è una quota ragionevole che non dovrebbe essere superata nemmeno in futuro, proprio per garantire un’accoglienza sostenibile e che non crei conflitti sociali”.

Gli ospiti frequentano corsi di italiano, ma anche attività sportiva, sono seguit da assistenti sociali e psicologi. Non si sono registrate nell’ultimo periodo fughe. La maggior parte proviene dalla Nigeria, devastata dalla guerra civile, e dal Bangladesh.

“Per quanto ci riguarda – spiega ancora Iampieri – solleciteremo il governo regionale, con l’auspicio che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso faccia altrettanto con quello nazionale, affinché i tempi per esaminare le domande di asilo vengano sensibilmente ridotti per dare a questi ragazze risposte certe, visto che sono qui da settembre e ancora non hanno ricevuto risposta. Per coloro che non avessero diritto all’asilo – i cosiddetti migranti economici – l’unica strada rimane il rimpatrio assistito, perché il nostro paese non può continuare ad affrontare un costo che può diventare insostenibile”. 

Per iampieri, “coniugare solidarietà e rispetto delle regole, diritti dei profughi in fuga da guerre e persecuzioni e sicurezza dei cittadini, è possibile solo svolgendo una costante azione di monitoraggio e soprattutto di controllo, affinché il numero degli allontanamenti volontari, in particolar modo di chi sa di non avere i requisiti necessari, non finisca per alimentare un giustificato allarme sociale”.

“E un fenomeno al suo inizio – spiega Di Nicola – anche l’Abruzzo dovrà attrezzarsi per garantire un’accoglienza ottimale fuori da ogni logica dell’emergenza, senza gravare sulle popolazioni locali. Ad esempio nei piccoli centri delle aree interne va evitata una presenza eccessiva, rispetto la popolazione locale”. 

“La nostra città ha adottato un meccanismo di accoglienza diffusa intelligente – commenta infine Bouchaib – che può fare scuola anche altrove. Il monitoraggio della Regione poi compie uno sforzo importante: quello di provare a ragionare in termini di sistema e di riflessione sulle potenzialità di accoglienza del territorio regionale, nel quadro di una prospettiva che sottintende il dialogo, il rispetto della dignità umana ed il confronto con le altre istituzioni impegnate nell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo”.

Nelle prossime settimane la commissione immigrazione visitera’ strutture in provincia di Teramo e Chieti.