L’AQUILA – “Finalmente mettiamo in rete le associazioni, possiamo cominciare a parlare sul serio di welfare di comunità. L’istituzione, insieme alla rete, va incontro al cittadino e non il contrario, per un migliore accesso ai servizi sociali”.
È soddisfatta Emanuela Di Giovambattista, assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, dopo la presentazione due giorni fa di un progetto tra i più attesi nel suo settore, quello della Rete locale dei Servizi di prossimità, “un programma sperimentale in 12 mesi su cui il Comune dell’Aquila ha investito circa 200 mila euro (148 mila euro per funzionamento dei servizi, il resto per chi ha problemi di reddito da distribuire con interventi ‘indiretti’), fondi disponibili dai Piani di Zona, programma che servirà a realizzare un network ‘pubblico-privato sociale associativo’, con il coordinamento funzionale del Comune, in supporto al cosiddetto welfare municipale, con dei vantaggi concreti su servizi e interventi aggiuntivi rispetto ai Livelli essenziali di Assistenza sociale'”.
“Si punta a garantire servizi nuovi rispetto al solito, che rispondono ai nuovi bisogni di questo territorio, spesso legati alla frammentazione sociale dovuta al post-terremoto”, le parole della Di Giovambattista in una intervista video ai microfoni di AbruzzoWeb.
“Si chiamano servizi di prossimità proprio perché c’è vicinanza al cittadino – spiega l’assessore a questo giornale – per migliorare la comunicazione, l’interfaccia con i servizi sociali, per migliorare le informazioni e andare alla ricerca di bisogni latenti per poter formare dei nuovi servizi. C’è un primo anno di sperimentazione, poi vedremo se confermare questa tipologia di servizio, oppure mettere in atto dei servizi nuovi con le associazioni del territorio, messe in rete, avendo a disposizione più risorse”.
La Di Giovambattista punta molto a questo tipo di ‘movimento’ sul sociale.
“Se in Piano di Zona verrà prorogato, la somma a disposizione sarà questa, 200 mila euro, ma se dovesse essere riprogrammato dalla Regione Abruzzo, ci saranno dei finanziamenti sicuramente maggiori”, precisa l’assessore, che spiega ulteriormente: “Ci muoviamo su tre macroaree di ‘azione’: mobilità sociale, con un centro di coordinamento; interventi rivolti alla famiglia, con centri di ascolto, anche telefonici, con sostegno ai genitori, donne in difficoltà, bambini da zero a tre anni, e famiglie multiproblematiche, più un servizio di doposcuola per immigrati e ragazzi a rischio abbandono scolastico, più interventi diretti per chi ha problemi di reddito, attraverso interventi ‘indiretti’ con pagamenti di bollette e consegne di pacchi alimentari; e sostegno alla domiciliarità per anziani e disabili, anche attraverso una linea telefonica che dia informazioni, in connessione con la rete nazionale ‘Filo d’Argento’. Si tratta di servizi complessi che speriamo diano sollievo a chi è in difficoltà”.
“Quindi – sottolinea la Di Giovambattista – le cose devono cambiare. Stessa cosa per le politiche sociali, i Comuni sono sempre più in difficoltà, i tagli non si fermano e i servizi sociali da garantire aumentano, ma qui c’è bisogno anche del governo nazionale. Serve una riprogrammazione per L’Aquila terremotata, considerando che l’ultimo Piano di Zona, del 2011, non aveva una riga sul capoluogo abruzzese per permettere progetti speciali. Questo non è più possibile, le problematiche sociali nella nostra città e nei comuni del ‘cratere’ sono diverse rispetto ad altri territori”.
“Ma non si deve dimenticare che il lavoro è il punto fondamentale, va riportato il lavoro in questo territorio, le richieste di aiuto da parte di chi lo ha perduto sono enormi. Sono contenta che Pietrucci abbia incentrato su questo il suo programma elettorale”.
“Se vincerà D’Alfonso, persona di grande intelligenza che conosce bene le differenze tra le aree dell’Abruzzo interno e della costa, sarà comunque il presidente di una regione vasta e molto problematica, quindi la presenza di una persona ‘intermedia’ che rappresenti il nostro territorio è per noi molto importante”.





