L’AQUILA – “Immaginate un’invasione di giullari come fu con i clown nelle tendopoli nel post terremoto. Immaginate le stesse nostre paure, gli stessi pensieri e forse le stesse frasi dette più di 300 anni fa. Immaginate due aquilani del 1703 nei primi giorni dopo il sisma fare gli stessi discorsi fatti dopo il terremoto del 2009”.
Si torna indietro nel tempo, fino al ‘700 con il nuovo video di Francesco Paolucci e Mauro Montarsi, quelli di “Dice che”, diventato un tormentone grazie ai divertenti sketch sulle dicerie e le paure degli aquilani nel post terremoto.
Ormai era da un po’ di tempo che i due non regalavano qualche risata ai loro concittadini. Lo fanno grazie a un salto nel passato, immaginando i discorsi di due aquilani dopo il sisma di 300 anni fa.
“Immaginate – spiegano – che al posto dei contemporanei cantanti pop fossero venuti a suonare all’Aquila Bach e Vivaldi e che al posto di Renzo Piano, l’architetto della Fontana di Trevi Nicola Salvi avesse voluto realizzare un’opera in città. Immaginate che al posto del proverbiale ‘dice che’, il ‘si narra’ fosse la frase più usata. Immaginate di prendere il nostro primo video ‘Dice che ju terremoto’ e di riproporlo vestiti da antichi nobili aquilani”.
Qualche minuto per ridere, di gusto, per esorcizzare le proprie paure, “con la speranza di poter regalare, come allora, un sorriso. Perché? Come allora non sappiamo perché. Forse perché, come allora, ne abbiamo bisogno”, dicono.
Le riprese del video sono di Stefano Ianni. (e.m.)






