L’AQUILA – Da qualche mese Mauro Marchetti lavora a stretto contatto con il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

Da quando, per essere precisi, ha preso il posto di un amico fraterno al di là dell’affiliazione comune al Partito democratico, quel Pierpaolo Pietrucci, pronto alle elezioni per un posto da consigliere regionali, che proprio Cialente ha allontanato dall’ufficio di Gabinetto perché ritenuto non più affidabile dopo anni di strettissima collaborazione, a causa di un mancato rispetto delle consegne nei rapporti, ritenuti inaccettabili dal primo cittadino, con un noto giornalista aquilano.

Marchetti in una lunga intervista video ad AbruzzoWeb parte proprio dal difficile ruolo che gli è stato assegnato e che non ha rifiutato, riuscendo a mantenere intatta l’amicizia con Pietrucci.

E poi tocca i punti più delicati della situazione politica aquilana, abruzzese e italiana, confermando la scelta di appoggiare Matteo Renzi e Luciano D’Alfonso nei calderoni Pd nazionale e locale. ribadendo, tra l’altro, le necessità ‘anagrafiche’, ossia il ricambio di una classe dirigente sempre auspicato ma poi nei fatti quasi mai messo in atto; e analizzando i capitoli più impellenti dell’enorme libro della ricostruzione dell’Aquila terremotata, “quella che i più giovani non hanno vissuto né conosciuto come toccato a noi più anziani”.

Il tutto condito da una ‘stortura’ che ha del sorprendente, se si pensa che Marchetti è convinto della dannosità dell’inviolabile 3 per cento del rapporto deficit/pil, quello che a livello Europeo, con l’aggravante dell’incapacità del governo italiano di far valere i propri diritti di spesa in caso di emergenze come un terremoto, sta frenando la ricostruzione dell’Aquila per mancanza di fondi certi.

Una ‘stortura’ dovuta al fatto che il trentaquatrenne aquilano Europa è laureato in Economia all’università ‘Bocconi’ di Milano, ‘fucina’ di professori, come l’ex premier, Mario Monti ossessionati dall’austerity e dal rispetto del pareggio di bilancio. (r.s.)