L’AQUILA – È guerra aperta all’interno del Consiglio regionale dell’Abruzzo tra Partito democratico e Popolo della libertà, al centro della battaglia la legge elettorale.
In particolare il punto di sconto è sulle norme proposte dal Pdl che prevedono l’incompatibilità tra la carica di consigliere e quella di assessore.
“È una norma che aveva chiesto tutta la conferenza dei capigruppo, quindi era presente anche tutto il centrosinistra – spiega Lorenzo Sospiri, presidente della commissione speciale per la Legge elettorale e per le modifiche e l’attuazione dello statuto – per rendere incompatibile il ruolo del consigliere con quello di assessore. Com’è noto i numeri sono molto bassi, nella prossima legislatura si passerà da 45 consiglieri a 31, e la differenza tra maggioranza e opposizione è molto bassa, quindi se un assessore sarà in Comune o a svolgere le sue mansioni regolari difficilmente potrà essere in Consiglio regionale”.
Diametralmente opposta l’opinione del Pd, che nella persona del capogruppo Camillo D’Alessandro spiega, “Ciò significa una spesa di 640 mila euro in più, ogni anno, e crediamo sia un’offesa nei confronti degli abruzzesi, perché si è solo fatto credere di aver ridotto il numero dei consiglieri regionali”.
All’accusa del centrosinistra di voler alzare i costi della politica regionale, Sospiri, risponde, “l’applicazione del principio dell’incompatibilità sarà integralmente bilanciata con una corrispondente e l’ulteriore riduzione dei costi”.
E se la legge normativa dovesse passare in Consiglio, il centrodestra minaccia, “abbiamo preparato centinaia e centinaia di emendamenti, faremo ostruzionismo e ne chiederemo il ritiro”.
Questo pomeriggio si parlerà anche della doppia preferenza di genere, proposta dalla consigliera Nicoletta Verì, del gruppo misto.
“Noi consiglieri a livello bipartisan, io sono prima firmataria, ci auspichiamo di ricevere il maggior numero di consensi – spiega – Ci sono molti colleghi che ancora non sono d’accordo, ma noi continuiamo a chiedere partecipazione. Attualmente ci sono sei consiglieri donna, speriamo che nella prossima legislatura possano essere di più”.





