L’AQUILA – “Trent’anni fa una possibile guerra nucleare era la minaccia più grave per l’esistenza umana, ma dimostrammo che quando l’essere umano si mette insieme non c’è nessuna forza economica, politica, militare, che possa fermarlo. Oggi sono in confusione, oggi siamo di fronte a un altro tipo di violenza, quella esistenziale, l’uomo sta perdendo il senso della sua natura, le basi per la convivenza pacifica”.
A lanciare l’allarme è Francisco Gnisci Bruno, Premio Nobel per la pace nel 1985 come vice presidente dell’Associazione internazionale di medicina per la prevenzione della guerra nucleare, in questi giorni all’Aquila per partecipare all’evento “Sorgenti d’Aquila” organizzato dal Concentus Serafino Aquilano.
Ospite degli studi di AbruzzoWeb assieme al prof Vincenzo De Cicco, esperto di odontoiatria e cognizione con cui sta collaborando a un progetto, Bruno ha affrontato l’attuale crisi economica e politica a tutto tondo, sottolineando il ruolo dei “mercanti” che sono “l’un per cento” ma hanno in mano tutto, le privatizzazioni selvagge, la stagnazione che per alcuni analisti è simile a quella che ha preceduto le due guerre mondiali.
Un’occasione per parlare anche della sua Argentina, sconvolta nell’ultimo decennio da rivoluzioni politiche, finanziarie e sociali che oggi l’hanno portata a recuperare in parte la sua sovranità.
Dal prof anche un ammonimento, ricordando il terremoto dell’Aquila: “L’essere umano non è padrone di questa terra”. Alberto Orsini






