L’AQUILA – Un faccia a faccia senza rissone finale, l’ultimo dei tre organizzati da AbruzzoWeb tra gli sfidanti Massimo Cialente e Giorgio De Matteis, eppure condito da molte frecciate acide, satire corrosive e pungolature velenose, com’è giusto che sia a due giorni dal voto, al culmine di una campagna elettorale che è diventata via via più serrata e violenta.

Nel menu temi su cui discorrere caldissimi: due di cronaca, la “relazione fantasma” ministeriale sul piano di ricostruzione e l’accordo saltato sugli apparentamenti tra Pd e Fli, e poi c’è un tema tecnico caro agli aquilani come i manufatti temporanei più noti come “casette”.

Dopo aver rivisto più volte le baruffe che hanno immancabilmente condito i loro incontri-scontri, e quelle di AbruzzoWeb sono state riproposte anche da Sky, stavolta “Max e Gdm”, come ormai si definiscono anche loro, ci sono andati piano, almeno in apparenza.

Meno fiele ma cannonate potentissime l’uno contro l’altro, sui vari argomenti, in uno scontro senza vincitori né vinti che solo gli aquilani potranno concludere con i loro voti.

LA RELAZIONE SUL PIANO DI RICOSTRUZIONE

Si comincia sulla scia del secondo confronto, in cui Cialente aveva affermato di avere in macchina una relazione di tre esperti che davano il loro ok al piano di ricostruzione approvato dal Comune. Dopo un tira e molla polemico sul carteggio, questa settimana la doccia fredda, però, con  una nota del capo di gabinetto del ministro Fabrizio Barca che ne ha smentito l’esistenza.

“Il comunicato di Alfonso Celotto – precisa Cialente – dice che non c’è una relazione ma ci sono degli atti interni (la nota ministeriale esattamente dice ‘materiali interni’, ndr). Mantengo la parola data, il 22 la porterò ad AbruzzoWeb”.

De Matteis rumoreggia e il sindaco ci scherza su: “Ho sentito una voce, un disturbo in cuffia”.

Ma lo sfidante non molla. “Cialente – attacca – ha parlato di una relazione che aveva in macchina e avrebbe potuto esibire. Celotto dice esattamente il contrario, evidentemente il ministro è un bugiardo. Non è vietato inviare il piano al ministro, ma è molto singolare e molto irrituale”.

“I tre esperti li conosciamo, uno è lo zio di Barca, ci faremo spiegare perché sono accadute e stanno accadendo queste cose. Non sono rumori in cuffia, è che non rispondi!”.

Cialente in conclusione svela: “Possiamo discutere se chiamarla relazione, tomo o tesi ma sono 35 pagine”.

CASETTE e manufatti

Si passa al tema sempre caldissimo delle casette di legno e manufatti temporanei: all’Aquila ce ne sono un migliaio autorizzati, se fosse un partito sarebbe capace di raggiungere il 2,5%.

Per De Matteis, innanzitutto, “il Comune ha creato un vuoto normativo annullando la delibera numero 58 con la 145”.

Come procedere? “Per gli abusivi non c’è tema di smentita, là si procede d’ufficio. Per questi ci pensa la prefettura. Per gli altri bisogna distinguere: andare alla verifica per singolo caso, tenendo conto di dove e cosa è stato realizzato. Un manufatto temporaneo è una cosa, una villa a due piani un’altra”.

Come saranno fissati i criteri di valutazione? “Senz’altro una delibera che prenda atto di questa situazione di vuoto normativo – spiega il candidato di “L’Aquila città aperta” – Secondo, una verifica in sede regionale di come verificare caso per caso cosa può essere sanato, e non intendo una sanatoria dello Stato, se compatibile con le norme esistenti”.

Cialente snocciola i suoi correttivi e distingue le case costruite in zone a vincolo decaduto, “circa 250 che con la delibera sulle aree bianche acquisiranno un diritto edificatorio”, sulle casette da giardino, “rientrano negli standard”, quelle realizzate su terreno agricolo, “una legge regionale permette anche ai non coltivatori diretti che hanno fino a un ettaro di terreno la possibilità di avere fino a 100 metri quadrati”.

Quanto alle realizzazioni in zone a rischio di alluvione, per Max “non si scappa. La prefettura, il prefetto e tutto il comitato per la sicurezza sono stati determinati e pressanti per procedere alla demolizione. Se però il progetto delle casse di espansione sarà realizzato potrebbe portare in sicurezza entro 18 mesi anche gran parte di queste strutture realizzabili”.

De Matteis salta sulla sedia: “Non abbiamo il Rio delle Amazzoni, magari sistemando gli argini e rifacendo il letto del fiume con qualche decina di milioni in meno il problema si risolve”.

APPARENTAMENTI E LISTE DELLA SPESA

Si torna all’attualità politica con l’accordo saltato e svelato tra il Partito democratico e Futuro e libertà per l’apparentamento, firmato dai segretari regionali Silvio Paolucci (che però ha smentito che quella sia la sua firma) e Daniele Toto, che, in cambio dell’intesa, offriva posti e presidenze, e sulla email dello stesso Cialente che ha rifiutato il papello e proponeva un’altra “mini lista”.

“Mi sono rifiutato di firmarlo”, ribadisce Cialente. Ma se tutto fosse andato liscio l’avrebbe subìto? “Assolutamente no, Enrico Verini (candidato sindaco di Fli, tacciato di aver svelato i documenti, ndr) più volte mi chiamò dicendo di mettere la firma, ma mi sembrava un mercanteggiamento”.

Il sindaco poi ammette che “non è una cosa né bella né elegante soprattutto perché prima di questa cosa ci voleva un incontro con  il sottoscritto, e avrei risposto che queste cose non le faccio”.

“La mia idea – spiega ancora Cialente – è di allargare il più possibile la coalizione con le persone che stimo. Anch’io un minestrone (così ha definito le sette liste di Gdm, ndr)? No! Esistono alcune competenze e affinità politiche reali con le quali puoi dialogare”.

Alla domanda secca, le porterà voti in meno?, Cialente risponde: “No, l’ho fatta alla luce del sole”.

De Matteis prova a scatenarsi: “L’ho detto dall’inizio – rivendica – che altre forze erano da responsabilizzare con deleghe operative da parte del sindaco, non c’era bisogno di prebende o della bancarella”.

Poi arriva il siluro, lo sfidante si scaglia contro “i signori Paolucci e Toto, uno di Chieti e uno di Pescara, così come Mascitelli e Costantini (Alfonso e Carlo, senatore e capogruppo all’Emiciclo dell’Idv, ndr) che hanno imposto l’apparentamento con l’Idv. Attraverso la connivenza dei signori del Pd che vivono in questa città, sindaco compreso – tuona – questi quattro signori hanno svenduto L’Aquila”.

L’obiezione è che proprio Gdm ha trovato l’accordo con il Pdl regionale imponendo la scelta a quello locale, che come gli altri partiti perde sempre contro il livello più alto.

“Non c’è dubbio – accetta De Matteis – però io non faccio apparentamenti e non mi vado a vendere la città. Possono dire al signor Magliocco e al signor Giuliante (Alfonso e Gianfranco, coordinatore ed ex coordinatore provinciali pidiellini, ndr) di fare l’accordo però non possono imporre a me”.

“O il sindaco vive una realtà parallela o dice una cosa non vera, l’accordo è tra ‘i rappresentanti dei partiti e i rispettivi candidati sindaci’. Se ne era consapevole il suo segretario regionale doveva cancellare quest’accordo”, chiude De Matteis.

“Si tratta di ingenuità mie perché mi fido, scrivo senza pensare”, ammette Cialente che si attira gli strali del suo rivale, ma all’uscente spetta l’ultima parola: “Non ti sei apparentato perché la Mannetti (Carla, tra i presentatori della lista ‘Tutti per L’Aquila’, ndr) te l’ha impedito”.