TERAMO “Dopo la pandemia stiamo assistendo ad un autentico assalto della montagna e anche di Laturo. Un assalto che ha solo in minima parte risvolti positivi e sicuramente giova a chi ha attività commerciali ma Laturo non ne ha! Abbiamo purtroppo visto aumentare un turismo e una fruizione che non ha minimamente capito a quale mondo si sta approcciando”.
E’ la protesta dell’associazione Amici di Laturo nata per dare nuova vita a Laturo, selvaggio borgo abbandonato immerso nei monti della Laga, in provincia di Teramo, e raggiungibile solo a piedi.
“La nostra associazione, da 10 anni impegnata nel recupero e promozione di Laturo e di tutta l’area adiacente, Pur avendo immobili e terreni di proprietà, tutti noi di Laturo ci consideriamo ospiti del luogo e più possibile cerchiamo di minimizzare il nostro impatto. Stiamo assistendo a gruppi e coppie che arrivano senza acqua, carta o GPS. Stremati, smarriti (molti non sanno neanche dove si trovano) e con necessità di bere. Ma a causa di un fontanile con contatore che paghiamo noi, in nostra assenza l’acqua a Laturo sta chiusa! Scrivere al Comune di Valle Castellana o alla ditta Ruzzo per migliorare in futuro questa mancanza”, spiega l’Associazione.
Chi viene deve riportarsi via ogni oggetto della propria visita. State riempiendo Laturo (fortunatamente non tutti) di mozziconi (con notevole rischio incendi), di fazzolettini post bisogni e anche di plastica. Non esiste un servizio di pulizia e raccolta. Ci sono solo gli associati a farsi carico del vostro lascito.
” Da anni stiamo promuovendo, seppur la mentalità non è matura un approccio a piedi, cavallo e mtb. L’Italia si è accorta di questa perla unica nel suo genere, mentre chi gli abita intorno no. Un mero territorio di conquista e sfruttamento delle sue risorse, un soddisfare il proprio ego e svago. In questo mi auguro in un futuro un sano dialogo con il Comune e l’Ente Parco per mettere su carta un’ idea di fruizione lenta tutelata e rispettata da tutti. Vedere gradassi in quad che dopo essersi scolati casse di birra si ficcano fin dentro il villaggio, sgommando e strombazzando, è ripugnante. Siamo giunti al tempo che dalla promozione si passa alla difesa. Non abbiamo la presunzione di educare le masse”.





