L’AQUILA – “L’auto l’avevo bloccata prima di scendere, è un gesto che faccio in automatico”. E’ quanto ha detto agli inquirenti, come rivela il quotidiano La Repubblica, la 38enne mamma di origini bulgare, B.R.Z., indagata per omicidio stradale, alla guida della Passat che sfrenandosi, davanti la porta di ingresso della scuola dell’infanzia di Pile, frazione del comune dell’Aquila, ha travolto la recinzione uccidendo un bimbo di 4 anni, Tommaso D’Agostino, ferendone cinque, che stavano giocando in giardino.
La Procura della Repubblica dell’Aquila ha già affidato la perizia tecnica ritenuta determinante per stabilire la dinamica del tragico incidente.
Nell’auto, mentre la madre, dopo aver parcheggiato in discesa, per andare a prendere le due figlie dall’asilo, due gemelline, c’era in figlio maggiore, di 12 anni.
Come riferisce il Corriere della Sera il figlio in auto ha detto di non aver toccato il freno a mano, ma di aver comunque tentato di evitare il drammatico impatto.
Per il pm Stefano Gallo titolare della inchiesta e per gli agenti della Squadra Mobile dell’Aquila guidati dal dirigente Danilo Di Laura, l’esame deve dimostrare il motivo per il quale la macchina si è sfrenata: se è stato il 12enne, o è stato un errore della mamma che per la fretta in una azione comunque abitudinaria perché giornaliera, non ha ingranato la marcia a motore spento lasciando il solo freno a mano attivato, oppure c’è stato un guasto tecnico.






