ROMA – “Oggi stiamo lavorando per ridurre questa dipendenza” dall’importazione di gas dalla Russia e “per metà anno, circa la metà del gas importato dalla Russia sarà sostituita da altre fonti”.
Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani al Tg1.
Il ministro Cingolani ha ricordato che l’Europa “importa il 45-46% di Gas dalla Russia” e che il Gas “serve non solo per il riscaldamento ma anche per l’elettricità, è centrale. Per ridurre la dipendenza di importazione russa abbiamo bisogno di differenziare i Paesi che esportano da noi, poi incrementare tutte le altre sorgenti energetiche rinnovabili, biogas, idrogeno”.
Bisogna “risparmiare energia migliorando l’efficienza di tutti i nostri sistemi”, ha aggiunto rilevando che “la differenziazione serve a garantire la sicurezza energetica, che ci sia continuità nelle forniture energetiche”.
Intanto, il piano d’emergenza per l’energia che sarà presentato domani dalla Commissione Ue punta a ridurre dell’80% già quest’anno la dipendenza dalle importazioni di Gas russo. Lo scrive Bloomberg citando fonti europee.
L’obiettivo, secondo queste fonti, potrà essere raggiunto soprattutto grazie a maggiori importazioni di Lng (come quelle di cui si è parlato per l’Italia in Qatar), forniture di Gas attraverso gasdotti alternativi a quelli russi, il potenziamento delle rinnovabili e altre misure. Questi interventi dovrebbero consentire di coprire gran parte dei 155 miliardi di metri cubi di Gas oggi provenienti dalla Russia.
A tal proposito, ha detto Cingolani: “Immaginiamo uno scenario in cui tutta l’Europa si ponga come unico compratore” di Gas, “ci aiuterebbe molto”. E ha aggiunto che “molti non sanno che il prezzo dell’elettricità è connesso al prezzo del Gas. Siamo all’assurdo che le energie rinnovabili che costano poco vengono prezzate al prezzo dell’energia che sarebbe prodotta col Gas. Questo è un aggravio inutile in bolletta e va risolto con una negoziazione di mercato a livello europeo che cambi le regole di questo gioco”.






