L’AQUILA – “Il nostro reparto di area medica all’Aquila è pieno nei suoi 22 posti covid, ad eccezione dei due che teniamo liberi per i trattamenti con i monoclonali, la cui richiesta cresce giorno per giorno. Il dato che può fa ben sperare è che però la variante omicron è meno aggressiva, il turnover dunque nel reparto è più elevata, e siamo lontani dagli scenari di drammatica emergenza delle precedenti ondate”.

Così nell’intervista ad Abruzzoweb, Alessandro Grimaldi, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila. Attualmente a L’Aquila sono 2.479 i positivi,  37 le persone ricoverate, 53.529 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale,  il 77% del totale assistiti

Alla domanda cruciale cominciamo a vedere la luce al termine dell’ennesimo tunnel che stiamo attraversando? Grimaldi risponde: “Fare previsioni non è mai facile, potrebbe uscire fuori una variante sfavorevole in qualche area del mondo e poi raggiungere l’Italia a cambiare nuovamente lo scenario in peggio. Per oggi possiamo dire che la pressione si sta allentando l’ospedale è molto meno sotto stress, e si vedono lentamente dei miglioramenti. Certo, come ho detto il nostro reparto è pieno ma in compenso sono meno le persone che poi finiscono in terapia intensiva, è quasi sempre sono persone non vaccinate o vaccinate con comorbilità”.

Aggiunge infine Grimaldi: “non avendo ad oggi alternative l’unica strada è quella di procedere con le vaccinazioni, e va anche considerato che omicron è molto più contagioso sta contribuendo ad aumentare la quota di popolazione che una volta risultata positiva è guarita si è immunizzata in modo naturale e questo rappresenta un ulteriore ragione di ottimismo”.

L’INTERVISTA