L’AQUILA – Oltre 500 gli infermieri di famiglia e comunità che mancano in Abruzzo, quasi 24mila in tutta Italia.
Il calcolo si basa sulle indicazioni fornite dalla bozza al 20 ottobre del documento “Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale”, elaborato dal Ministero della salute e da Agenas che stima almeno unnfermiere di Famiglia e Comunità ogni 2.000 – 3.000 abitanti.
La regione in cui si registra la carenza più significativa, anche in proporzione al numero dei cittadini, è la Lombardia, dove ne mancano oltre 4mila, mentre chiude la classifica il Molise, dove ne mancano 120.
È quanto emerge dal 72esimo Instant Report dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica (Altems) coordinato da Americo Cicchetti, ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia della Cattolica del Sacro Cuore con l’advisorship scientifica di Gianfranco Damiani e di Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene).

Nel report viene evidenziato che anche se venissero assunti tutti e 15 mila i neolaureati in scienze infermieristiche, “ne mancherebbero comunque all’appello 9000 mila, una carenza che con la pandemia ha un impatto ancora più rilevante sulla gestione sanitaria del Paese”.

A ciò si aggiunge il problema del disallineamento tra dotazioni tecnologiche e di posti letto e dotazioni di personale con specifiche professionalità “registrato durante la seconda ondata della pandemia, in cui il rapporto tra numero di anestesisti-rianimatori e posti letto di terapia intensiva è sceso da 2,5 a 1,9, con la conseguenza di una riduzione della capacità assistenziale in uno dei punti nevralgici del sistema”.
“In questo rapporto abbiamo stimato il fabbisogno dell’infermiere di comunità – spiega Cicchetti – questo fabbisogno viene calcolato sulla base della bozza al 20 ottobre scorso del documento ‘Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale’, elaborato dal ministero della salute e da Agenas. Se consideriamo le ultime stime – afferma ancora Cicchetti – possiamo ipotizzare che siano necessari quasi 24 mila nuovi infermieri da dedicare a questo ruolo”.






