L’AQUILA – Giornata di festa a Santo Stefano di Sessanio, per l’inaugurazione ufficiale della torre medicea, simbolo del comune del Gran Sasso aquilano, e anche dell’intero Abruzzo, crollata a causa del  terremoto del 6 aprile 2009, e ricostruita pietra su pietra, com’era e dov’era

L’evento, denominato “Giornata della rinascita”, ha avuto inizio alle ore 10. Presenti per l’occasione, insieme al sindaco Fabio Santavicca, il Capo Dipartimento di Protezione Civile, Fabrizio Curcio, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il Capo Dipartimento di Casa Italia, Elisa Grande, Raffaello Fico, titolare dell’USRC, Giovanni Legnini, Commissario Straordinario per la Ricostruzione sisma Centro Italia, l’onorevole Gianni Letta, Carlo Presenti, Struttura di Missione Sisma 2009 e Bruno Gori, progettista e direttore dei lavori.

La notte del 6 aprile, la Torre medicea è quasi completamente crollata. ll materiale recuperato stato conservato accuratamente, sistemato in un sito comunale apposito. I lavori di ricostruzione, partiti nel luglio del 2018, sono durati 3 anni. Nel mezzo c’è stata qualche inevitabile sospensione e alcuni rallentamenti: in parte nei periodi invernali, in parte causa pandemia. Le operazioni sono state eseguite dall’impresa Fracassa, per un importo di 1,5 milioni di euro.

Ha commentato l’assessore regionale Guido Liris, “La riconsegna della torre medicea, simbolo di Santo Stefano di Sessanio, rappresenta una festa non solo per la comunità del paese, ma per l’intero comprensorio che oramai da anni, anche grazie all’intraprendenza e al coraggio di numerosi imprenditori e operatori turistici, si identifica in quel monumento e in quel borgo, capace di attirare turisti da ben oltre i confini nazionali”.

“Santo Stefano di Sessanio è stato capace di costruire un autentico brand territoriale, conosciuto sin dall’altro capo del mondo e grazie al quale è aumentata l’attrattività di un intero sistema locale”, ha aggiunto. “Potremmo parlare di un vero e proprio case history al quale altri comuni potrebbero e dovrebbero ispirarsi, anche per invertire la tendenza che vede le aree interne e svantaggiate spopolarsi e soffrire di carenze di servizi”.

Presente alla manifestazione, in rappresentanza del Consiglio regionale, il vice presidente vicario Roberto Santangelo., che ha dichiarato in una nota: “Giornata della Rinascita questo il nome dell’evento odierno che racchiude e rappresenta egregiamente lo spirito, la voglia e la necessità di lasciarsi alle spalle i ricordi del sisma devastante”.

“Quello di oggi è un altro tassello importante a testimonianza della ricostruzione che prosegue e che continua a restituire ai cittadini i simboli della nostra tradizione. La Torre Medicea rappresenta la storia di Santo Stefano di Sessanio, filo conduttore tra passato e presente e volano attrattivo per un turismo che si orienta sempre di più alla rivalutazione dei borghi e alla riscoperta di uno stile di vita a misura d’uomo”, ha aggiunto .

“Storia, arte e cultura, anche gastronomica con la sua famosa lenticchia, rappresentano un mix vincente. Santo Stefano di Sessanio oggi ha riconquistato un pezzo del suo patrimonio architettonico, ricchezza di questo borgo famoso nel mondo.
Un ringraziamento sentito a tutti i presenti e in particolare ai rappresentanti delle Istituzioni che a vario titolo hanno contribuito alla ricostruzione della Torre Medicea”, ha concluso Santangelo.