L’AQUILA – “Come spesso succede in tempi di seconda e terza Repubblica dopo morti si è santificati. Scatta un riflesso che tende a salvare la personalità in quanto membro di una purezza politica. Mai che si faccia una analisi del personaggio dentro il suo contesto storico politico. Una radiografia che metta in evidenza scelte e l’impatto di esse nella società e in coloro che si intende rappresentare. Facendo così non si rende giustizia né al personaggio, né in generale alla storia. E si manca di rispetto all’individuo stesso. Questo discorso vale anche per il compianto Guglielmo Epifani“.

Così in una nota Alfonso De Amicis, esponente aquilano del Movimento EuroStop, storico esponente della sinistra locale, sulla morte di Guglielmo Epifani, 71enne ex leader della Cgil ed ex segretario del Partito democratico.

“Epifani – è il pensiero di De Amicis, che della Cgil ha fatto parte per anni fino alla decisione di lasciarla non senza polemiche – ha ben rappresentato la svolta moderata e concertata del sindacato a partire dal protocollo del Welfare del 2007 che volle a tutti costi. Un protocollo che di fatto sancì una collaborazione con il governo Prodi e stabilì da quel momento una direttiva ben precisa: la subalternità alle politiche del centrosinistra sui temi del lavoro, sui temi internazionali, sulla sanità e sulle politiche redistributive”.

“Ma il ‘collaborazionismo’ con il nascente Pd portò la Cgil ad essere praticamente organica a questo partito – continua – La vecchia organizzazione sindacale mostrava maggiore autonomia di pensiero e di movimento rispetto ai partiti di riferimento, Pci e Psi in primis. Ecco, Guglielmo Epifani è stato un interprete di spessore di questa linea politica e non a caso ha aperto quella strada che ha portato diversi dirigenti sindacali verso il Pd, fino ad esserne i protagonisti più convinti delle politiche di austerità e di subalternità ai dettami europeisti e filo americani”.

“Un cambio di paradigma che la vecchia Cgil pur con tutte le sue contraddizioni non avrebbe mai intrapreso”, conclude De Amicis.