L’AQUILA – Luci e alberi addobbati nelle città abruzzesi, per accendere la speranza in questo Natale 2020 segnato dalla pandemia Covid 19.
Le città d’Abruzzo, a dicembre, non hanno mancato l’appuntamento annuale di accensione delle luci e dell’albero di Natale nelle loro piazze e nelle loro strade. Tra luminarie nuove e giochi di luce sui monumenti cittadini, come nel caso di L’Aquila con “Le Luci d’Artista”, frasi di canzoni a Teramo, filodiffusione e palle di Natale appese tra i palazzi a Pescara e stelle luminose a Chieti, si resta tutti, grandi e piccini, con il naso all’insù coperto dalla ormai fedele mascherina anti-contagio, incantati ad ammirare come per la prima volta nella vita le installazioni luminose.
Mentre nelle case degli abruzzesi l’aria natalizia è entrata in anticipo. In molti già da novembre si sono tuffati, nelle proprie cantine e mansarde, tra gli scatoloni contenenti albero e addobbi di Natale, spezzando la tradizionale festa dell’Immacolata dell’8 dicembre dedita agli addobbi natalizi. Un chiaro segnale di speranza, la voglia di vivere l’atmosfera del Natale da subito e tornare al più presto alla normalità, quella normalità che probabilmente il Covid sta riuscendo a fare apprezzare e ancora a desiderare.
Per questo sarà, dicono gli esperti, un Natale diverso quest’anno: chi è più fortunato e non sta combattendo la terribile battaglia in ospedale, vedrà sostituire agli abbracci e alle tavole imbandite a festa brindisi online con parenti e amici, qualche posto a tavola vuoto rispetto agli anni precedenti, ma tanti addobbi e luci in casa e anche per strada, il tutto rispettando le regole per il cenone come previsto dal
Decreto Natale.
LUMINARIE A TERAMO
Luci e addobbi del 2020, dunque, sommergono le nostre città, come “simbolo di speranza” per il futuro, riprendendo le parole del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, ma soprattutto un segnale per cacciar via le preoccupazioni che il virus Sars-co-2 ha portato in ogni casa degli italiani. Proprio il capoluogo aprutino quest’anno ha risposto con grande entusiasmo all’accensione, tanto attesa, delle luminarie nel centro storico della città e come l’anno scorso ripropone il testo di una canzone del cantautore teramano Ivan Graziani, “Maledette Malelingue”, la frase del testo “Federica ha quindici anni, anche se una donna è, così la gente vede il male, anche dove non ce n’è…” illumina via Mario Capuani, una traversa di Corso San Giorgio interessato da luminarie dalle più svariate forme. Un “simbolo di speranza” per il primo cittadino che, durante l’accensione, aveva ricordato i medici, i sanitari, coloro che non ce l’hanno fatta e che non ci sono più, mandando un pensiero di solidarietà e voglia di rinascere. Così alla terza edizione di Natale Teramano si presenta la città che ospita, in piazza Martiri della Libertà, l’abete donato dal comune di Rocca Santa Maria.
Speranza, rinascita, ripartenza, insomma dimenticare una volta per tutte questo terribile 2020, attraverso le luci che si accendono all’imbrunire della sera. Così accade anche a Giulianova, terzo comune in provincia di Teramo per numero di residenti, dopo il capoluogo e Roseto degli Abruzzi. Nella cittadina marina, viene subito accolti dallo scintillio degli addobbi in strada. Da piazza Buozzi nel Paese Alto al Lido in piazza Fosse Ardeatine, la calda atmosfera natalizia affascina il passeggio nella città. Le principali strade sono interessate da fasci luminosi e fiocchi giganti, ogni quartiere quest’anno ha le sue luminarie ma è quello dell’Annunziata a far registrare il maggior numero di luci e sicuramente di persone intente ad ammirare il lavoro svolto dal Comitato di Quartiere Annunziata: case, balconi e attività si trasformano in un incredibile evento luminoso. Non solo, nella provincia teramana colpiscono le tante illuminazioni ed i più svariati addobbi delle abitazioni private. Per strada o nei quartieri, ogni 100mt è illuminata a giorno la zona che si percorre e per un attimo si torna alla normalità mentre l’incubo Covid sembra sparire.
LUMINARIE A L’AQUILA
La città capoluogo di Regione quest’anno stupisce con le “Luci d’Artista”: memoria, cultura, bellezza. Edizione dedicata alla candidatura a capitale italiana della cultura 2022, i maggiori monumenti della città sono protagonisti con tre elementi, tradizione cultura e tecnologia, che senza inquinarsi si incastrano tra loro in giochi di luce che valorizzano le bellezze cittadine, illuminando strade deserte a causa delle
restrizioni natalizie anti-contagio.
Un enorme albero natalizio di luci bianche al centro di Piazza Duomo, una città che ancora porta i segni evidenti del sisma 2009, ma un’amministrazione, quella di Biondi, che nell’emergenza pandemica vuole lanciare un messaggio di serenità e speranza in questi giorni di festa, seppur diversi dal passato. Si va dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio alla Chiesa delle Anime Sante a Piazza Duomo, dal Parco
del Castello alla Torre Civica a Piazza Palazzo, da Corso Federico II e Vittorio Emanuele, via Garibaldi, via Chiarino e via Verdi a Palazzo del Convitto Nazionale e da Arischia nella Piazza della Chiesa alla Chiesa di Onna, tutte le location interessate dalle proiezioni luminose.
LUMINARIE A CHIETI
Mentre la città del neo sindaco, Diego Ferrara, punta alla sobrietà e al solidale. Tra Piazza Vico, Piazzale Marconi e dintorni, fasci di luce e grandi stelle illuminate da una palazzina all’altra del centro storico di Chieti emanano senso di eleganza e speranza, un albero di Natale ricoperto di sole luci bianche ed una luminaria a terra a forma di pacco regalo dai tipici colori natalizi, rosso e oro, davanti il maestoso Palazzo della Camera di Commercio accendono questo Natale teatino. La scelta della nuova amministrazione è stata diretta al contenimento di costi delle luminarie e degli addobbi, istituendo un fondo a sostegno delle categorie commerciali più colpite dalla crisi a causa del
Coronavirus.
LUMINARIE A PESCARA
Luci, stelle, palle di Natale appese tra i palazzi, filodiffusione nella città adriatica che ha optato come la vicina Chieti per l’eleganza e la sobrietà, elementi che l’anno precedente erano stati poco considerati con il Titanic a piazza Salotto. Ma ancora una volta la città guidata dal sindaco Carlo Masci riesce a colpire e nella semplicità a farsi ammirare in un momento delicato come questo dell’emergenza sanitaria. Nel capoluogo di provincia l’aria di festa si respira seppur non a pieni polmoni, ma sembra quasi di essere tornati indietro di un anno, quando del virus non se ne vedeva neanche l’ombra e se ne sentiva parlare solo in tv come qualcosa di lontano e inarrivabile dalla Cina, e l’unica cosa che si aspettava, passeggiando tra le vie illuminate del commercio pescarese, era il Cenone della Vigilia. Ma la città, che al primo lockdown aveva fatto registrare il più alto numero di contagi, ad oggi è immersa in un clima di festa tale da riuscire a far dimenticare anche il
Covid.






