L’AQUILA – Dopo una lunga attesa, è legge il provvedimento approvato nell’ultimo consiglio regionale che che recupera, per gli affittuari delle case popolari, che dal post terremoto vivono nel cratere aquilano negli appartamenti del progetto Case e Map, l’obbligo dei canoni sociali.

Un emendamento a firma del vice presidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo prevede a questo scopo l’incremento del Fondo sociale per un importo pari a 200.000 euro da destinare all’abbattimento dei costi di locazione degli assegnatari a basso reddito.

“Il nostro territorio già provato in maniera così importante, i nostri cittadini privati del bene rifugio primario, necessitano assolutamente della vicinanza della politica; vicinanza che deve necessariamente concretizzarsi con iniziative significative, risolutorie, concrete”,
ha commentato Santangelo.

“Si tratta ora di stabilire – spiega l’assessore comunale dell’Aquila Francesco Bignotti – un equo canone per questi cittadini, che ormai da più di 10 anni sono negli stabili comunali a causa del perdurare dell’inagibilità dell’alloggio Ater dove vivevano prima del 6 aprile 2009. Dobbiamo ringraziare per questo il vice presidente del Consiglio Regionale Roberto Santangelo, che ha proposto un emendamento, approvato in Consiglio, con il quale sono stati stanziati 200mila euro per questo scopo”.

“Si è trattato di un proficuo lavoro politico di coordinamento che andava avanti da tempo – aggiunge l’assessore Bignotti –. La gestione economica da parte del Comune dell’Aquila di questa tipologia di utenza è infatti legata ad atti deliberativi specifici la cui variazione, nell’ottica di una rideterminazione dei canoni a ribasso, determinerebbe minori entrate per l’ente. Per questo era necessario stabilire lo stanziamento di somme regionali per coprire dette differenze, e ieri è stato fatto. Adesso si dovrà procedere con la stipula di una convenzione tra Ater e Comune dell’Aquila per concludere tutto l’iter”.

“È questo un esempio concreto – conclude l’assessore Bignotti – di come un raccordo tra i vari enti locali possa portare alla risoluzione di ataviche problematiche mai adeguatamente affrontate in precedenza, a vantaggio dei cittadini e del territorio.”

Esulta il Coordinamento ricostruzione case popolari, con il portavoce Antonio Perrotti.

“Abbiamo finalmente superato un’annosa ed assurda ingiustizia. Ora puntiamo alla ricostruzione immediata e contestuale di tutte le case popolari rimanenti con un vero shock economico e occupazionale per il Cratere”.

“Dopo 5 anni di vessazioni – prosegue lanota da parte della Giunta Cialente che ,in forza di una Delibera Comunale approvata in violazione della LR 96/96, ha applicato canoni fino a 5 volte superiori agli ex affittuari ospitati nei lontani nuclei del Piano Case aggravandone la già precaria situazione con ulteriori e più pesanti costi di trasporto. Nel silenzio omissivo e connivente della precedente elusiva Dirigenza Ater. Mentre, per tutte le altre ATER della Regione, la stessa Legge è stata prorogata per altri tre anni. Mentre (addirittura e a conferma della sostanziali illegittimità “aquilane”), per il sisma del 2016 a Teramo, Regione e Ater, sui nuovi alloggi acquistati, hanno continuato ad applicare i canoni sociali. Tra l’evanescenza della vecchia Giunta Regionale e in particolare del consigliere Pierpaolo Pietrucci, contrapposta al serio impegno e alla disponibilità del vicepresidente Domenico Pettinari. Ma soprattutto grazie alla pronta sensibilità dimostrata dal Vicepresidente Roberto Santangelo”.