PESCARA – Il rinvio, l’ennesimo, della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore in un’unica città da oltre 190 mila abitanti, come previsto dal referendum del 2014, è ormai cosa certa, ma c’è scontro nella maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio sul fino a quando, rispetto alla scadenza del 1° gennaio prossimo.

E il tempo per trovare una quadra stringe, visto che il progetto di legge di rinvio è atteso in Consiglio regionale il 20 settembre.In una riunione che si è tenuta nei giorni scorsi, e di cui ha riferito il quotidiano Il Centro, sono emerse due posizioni: il capogruppo della Lega, il pescarese Vincenzo D’Incecco, ha proposto il 31 dicembre 2027, dunque una “mini proroga” di solo un anno.

Il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia, firmatario della legge del 2023 che aveva già prorogato a gennaio prossimo la fusione, punta invece al febbraio 2029, ovvero a ridosso delle prossime elezioni regionali. Pienamente d’accordo i deputati Guerino Testa di Fdi e Nazario Pagano di Forza Italia, segretario regionale.

Come pure del resto i tre sindaci in carica, che vogliono scongiurare il termine anticipato del loro mandato con l’azzeramento delle giunte e l’arrivo del commissario: il sindaco di Pescara, Carlo Masci, di Forza Italia; quello di Montesilvano, Ottavio De Martinis, di Fratelli d’Italia; e quello di Spoltore, Chiara Trulli, del Partito Democratico.

Il presidente della Regione Marsilio, sostiene il Centro, considera però eccessivo il rinvio al febbraio 2029 e va ricordato che sulla data della fusione si era già scontrato duramente con Masci in una infuocata riunione di luglio.

Come riferito da Abruzzoweb, Marsilio avrebbe l’intenzione di accelerare la fusione, con un rinvio tecnico il più breve possibile, e anche di avocare a Fdi l’indicazione del candidato sindaco della città metropolitana, dando di fatto il benservito a Masci e lanciando nell’agone il deputato Fdi pescarese Testa, ex presidente della Provincia ed ex consigliere regionale.