CHIETI – Ancora una tragica esplosione questa mattina, intorno alle 8, alla Arca Defence, ex Sabino Esplodenti, di Casalbordino (Chieti) fabbrica che opera nello smontaggio e disattivazione di munizioni militari, dove una persona è morta e un’altra è rimasta ferita.

La vittima è Carlo Piscopo, 59 anni, che lavorava come capo reparto nello stabilimento.

L’incidente è avvenuto mentre erano in corso le operazioni di bonifica del sito, dopo i tragici incidenti che negli ultimi anni hanno segnato la storia dell’azienda. Nell’esplosione è rimasto coinvolto anche un operaio di 54 anni originario di Ortona,

Panico tra i residenti dopo il boato.

Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso del 118, i vigili del fuoco con molti mezzi, i carabinieri e protezione civile.

Tre operai erano morti nell’esplosione verificatasi il 21 dicembre del 2020, altre tre vittime c’erano state in una esplosione avvenuta il 13 settembre del 2023.
“Quanto accaduto questa mattina nello stabilimento Arca Defence Italy di Casalbordino non può essere archiviato solo come un’ennesima tragica fatalità”, dice la Uil Abruzzo.
Il sindacato sottolinea che “saranno gli organi inquirenti ad accertare le cause dell’incidente e le eventuali responsabilità”, ma richiama l’attenzione sul bilancio degli infortuni mortali nel sito produttivo.
“In quello stabilimento, indipendentemente dalla ragione sociale – sottolinea il sindacato – si contano sette lavoratori deceduti in sei anni. Un numero che non ha eguali nel nostro Paese”.
La Uil ricorda che, dopo il passaggio dell’impianto ad Arca Defence Italy nell’ottobre 2025 e l’annuncio di investimenti per circa 100 milioni di euro, la sicurezza dei lavoratori avrebbe dovuto rappresentare “la priorità assoluta sin dal primo giorno”.
Per il sindacato, la prevenzione deve fondarsi su formazione di qualità, controlli efficaci, investimenti e organizzazione del lavoro, superando “una logica fatta di adempimenti formali”.
L’organizzazione ribadisce inoltre l’obiettivo di “zero morti sul lavoro”, chiedendo maggiore formazione certificata, il rafforzamento dell’attività ispettiva e un sistema di controlli e sanzioni con reale funzione di deterrenza.
“Quando una lunga scia di sangue continua a ripetersi senza che vengano accertate responsabilità – conclude – non si può più parlare soltanto di incidenti, ma di veri e propri omicidi sul lavoro”.
“Esprimo profondo cordoglio, a nome personale e dell’intera giunta regionale, per il tragico incidente avvenuto a Casalbordino, nello stabilimento della Sabino Esplodenti, durante le operazioni di bonifica del sito da parte della dell’Arca Defence Italy, società facente parte dell’Arca Defence Group di proprietà turca, che aveva acquisito il sito. In questo tragico momento sono vicino alla famiglia della vittima, ai feriti e a tutta la comunità, colpita da un’altra gravissima tragedia sul lavoro”, le parole del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.
Nel frattempo in segno di lutto il presidente della Provincia, Francesco Menna, ha annullato la cerimonia di inaugurazione della strada provinciale 236 che si sarebbe dovuta tenere questa mattina proprio a Casalbordino alla rotatoria della statale 16.
Negli ultimi mesi Arca Defense Italy, che possiede la Sabino, aveva avviato l’iter autorizzativo per nuove attività produttive nel sito, attualmente all’esame degli organismi regionali.

LE REAZIONI

“L’esplosione che questa mattina ha colpito l’ex stabilimento Esplodenti Sabino di Casalbordino ci lascia sgomenti e profondamente addolorati. Esprimo, a nome dell’Amministrazione provinciale e mio personale, il più sincero cordoglio e la più sentita vicinanza alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita, ai suoi colleghi, al ferito e a tutta la comunità di Casalbordino, duramente colpita da questa nuova tragedia”.

Così il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna.

“È particolarmente doloroso constatare che si tratta del terzo incidente mortale in appena sei anni nello stesso stabilimento -aggiunge Menna -. Un dato che impone una riflessione seria e profonda. Non possiamo continuare ad assistere a tragedie che trasformano il lavoro, fondamento della nostra Repubblica, in un luogo di morte. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve rappresentare una priorità assoluta per tutti: istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali e organismi di controllo. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo al termine della propria giornata. Nessuna esigenza produttiva, nessun interesse economico può mai prevalere sulla tutela della vita umana. Confidiamo che le autorità competenti accertino nel più breve tempo possibile le cause dell’esplosione e che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Alle famiglie coinvolte e all’intera comunità di Casalbordino rinnovo la vicinanza della Provincia di Chieti in questo momento di immenso dolore”.

“Per la terza volta un incidente alla ex Esplodenti Sabino di Casalbordino (Ch) provoca vittime. Per ora il bilancio è di un morto e un ferito grave. L’azienda è stata acquisita da una multinazionale turca dopo l’ultimo sequestro da parte della magistratura ma evidentemente non è migliorato il quadro relativo alla sicurezza”, commenta il segretario nazionale di Rifondazione comunista, il pescarese Maurizio Acerbo.

“Dopo il primo incidente costato tre vittime io e Augusto De Sanctis denunciammo le inadempienze di Prefettura e autorità competenti relative a uno stabilimento ad alto rischio che rientra nella Direttiva Seveso. Seguì una nuova esplosione con altre tre vittime.  La multinazionale turca ha chiesto al comitato VIA della Regione Abruzzo il nulla osta per produrre proiettili esplosivi. La Regione non rilasci questa autorizzazione e i poteri pubblici si attivino per la chiusura definitiva di questa fabbrica di morte legata al ciclo militare e che mi sembra sia stata protetta da servizi segreti e apparati dello stato. Ricordo che nel 1999 il proprietario e il direttore tecnico della Sabino patteggiarono per aver detenuto illegalmente dieci tonnellate di esplosivo T4. Negli anni ’90 Rifondazione Comunista con l’allora deputato Antonio Saia presentò un’interrogazione parlamentare su esplosivi partiti dai porti abruzzesi con destinazione Medio Oriente ed ex Jugoslavia. Sarebbe ora di liberare il territorio da una presenza così pericolosa e che si offrano alle maestranze alternative occupazionali”, conclude Acerbo.

Il Partito Democratico Abruzzo esprime “profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie della vittima e del ferito del drammatico incidente avvenuto a Casalbordino e a tutti i lavoratori coinvolti. Di fronte a tragedie come questa, che ancora una volta colpiscono il mondo del lavoro e quella realtà, il primo sentimento è quello del dolore e della solidarietà. Ogni vita spezzata sul lavoro rappresenta una sconfitta per l’intero Paese”, dichiarano il segretario regionale del PD Daniele Marinelli e la responsabile Lavoro della segreteria regionale Monia Pecorale.

“Proprio per questo, alla luce di quanto accaduto e considerando la particolare natura delle attività legate alla produzione, al trattamento e allo stoccaggio di materiali esplodenti, riteniamo indispensabile mantenere altissimo il livello di attenzione su tutti i siti produttivi che operano in questo settore, soprattutto su quello segnato da altri dolorosi lutti e perdite – ripetono i due esponenti PD – . La vicenda della Sabino Esplodenti di Casalbordino ha segnato profondamente l’Abruzzo negli ultimi anni, con incidenti gravissimi che hanno provocato vittime e aperto interrogativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Anche dopo il cambio di proprietà e il percorso di riavvio delle attività, accompagnato dalla Regione con tavoli istituzionali e impegni per il completamento delle autorizzazioni necessarie, il tema della sicurezza deve restare prioritario e prevalente rispetto a ogni altra considerazione”.

“Non è il momento delle polemiche, ma della responsabilità. Proprio perché parliamo di una realtà produttiva importante, che coinvolge lavoratori, famiglie e un intero territorio, è necessario che gli organismi competenti continuino a garantire controlli rigorosi, costanti e trasparenti. La sicurezza non può mai essere considerata un adempimento burocratico: deve essere una cultura quotidiana e un impegno permanente. La tutela del lavoro passa anzitutto dalla tutela della vita e dell’incolumità delle persone. Il bilancio di oggi è ancora un peso gravissimo per l’Abruzzo e per il mondo dei lavoratori”.