L’AQUILA – “Il primo atto della Palconanza 2026 si è concluso nel modo più scontato: come per il triennio 2023-2025 l’appalto per il palco di San Bernardino è stato assegnato alla Massimo Stage di Napoli per euro 521.852 euro. Con la piccola differenza di un aumento del 47% del prezzo rispetto all’anno scorso. Appena 31 volte il tasso di inflazione”.

A fare le pulci sulle iniziative della maggioranza di centrodestra del sindaco Pierluigi Biondi, di Fdi, è ancora una volta nella sua seguitissima pagina facebook l’avvocato Fausto Corti.

Corti prende di mira anche i lavori di demolizione iniziati nei giorni scorsi dell’ex Istituto d’Arte di via Filomusi Guelfi, edificio gravemente danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009 e da allora inutilizzato e rimasto per anni in stato di abbandono. Al suo posto un parcheggio a raso con circa cento posti auto a servizio del quartiere e della vicina sede comunale di via Filomusi Guelfi. Costo dell’intervento un milione di euro.

“Sorprende l’annuncio che l’Istituto d’Arte Muzi verrà eliminato per realizzare un parcheggio, poiché la Giunta Biondi ha già deliberato la sua ricostruzione per destinarlo a “polo culturale e polifunzionale”, riferendosi alla delibera comunale 491 dell’ottobre 2025 sulla destinazione d’uso dell’abbattimento e ricostruzione dell’ex istituto d’arte,

Tornando al palco: “Dall’avvio della gestione del sindaco Pierluigi Biondi e Leonardo De Amicis, la Massimo Stage ha ricevuto 14 affidamenti per palchi e service, di cui 7 senza gara, incassando circa 3.600.000 euro”.

E poi osserva: “Per avere la misura esatta della Palconanza della Giunta Biondi basta allontanarsi di qualche chilometro da Sassa Scalo. Il costo della struttura di San Bernardino sfiora i 700mila euro, dovendosi aggiungere ai 521.000 del palco il server, pagato lo scorso anno 146.000 euro. Nel 2025 il Festival dei Due Mondi di Spoleto ha speso in palchi e server euro 363.328, praticamente la metà. Però per 480 rappresentazioni in 15 luoghi diversi, incluse due arene da 1.100 e 2.200 posti (San Bernardino ne fa 1.400). Una manifestazione di livello mondiale con 100 giornalisti accreditati, che richiama quasi 100mila visitatori e dà lavoro a 153 persone solo nella Fondazione che la organizza. Ma vuoi mettere spendere 700.000 euro per il palco dei bellissimissimi Cantieri dell’Immaginario, che conoscono solo nel tinello di Biondi e De Amicis”.

Per quanto riguarda l’ex istituto d’arte, spiega ancora Corti, facendo un altro passo indietro: “nel 2025 la Giunta ha acquistato l’ex Catasto per destinarlo a uffici. Scelta oggettivamente bizzarra visto che confina proprio con l’Istituto Muzi, il quale poteva essere riparato e destinato, a sua volta, ad uffici. Ancora più bizzarro è che, sebbene la stessa Giunta avesse previsto tra i criteri di scelta la presenza di spazi di sosta interni e esterni, si scelse un edificio e una zona priva di parcheggi, come constata quotidianamente chiunque frequenti l’ex Catasto”.

Di qui la necessità di sacrificare l’Istituto Muzi per realizzare i parcheggi che mancano all’ex Catasto.

“Con il  risultato che il Comune, ossia noi, dopo aver buttato 5 milioni per l’inutilissimo ex Catasto, sostituiremo un edificio del valore di una ventina di milioni, riparabile a spese dello Stato, per avere in cambio un parcheggetto da 100 posti. Un vero affare. O no?”.