L’AQUILA – A diciassette anni dal terremoto, il Tar dell’Abruzzo ha annullato l’aggiudicazione dell’appalto da oltre 9,3 milioni per il completamento della sede del Comando provinciale dei vigili del fuoco all’Aquila, danneggiata dalla scossa del 6 aprile 2009.
La procedura dovrà ora tornare indietro, fino alla valutazione delle offerte tecniche presentate dai primi tre concorrenti. A riesaminarle sarà una commissione completamente nuova, composta da membri diversi da quelli che avevano assegnato i voti finiti sotto la lente dei giudici amministrativi.
La sentenza, pubblicata ieri – riporta Il Centro -, accoglie il ricorso presentato dal Consorzio stabile Fedem contro il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e annulla la determina del 28 gennaio scorso con cui i lavori erano stati aggiudicati al raggruppamento temporaneo formato da Celletti Costruzioni Generali e Fumasoni Antonio e Figli.
Fedem si era classificata terza, a soli 0,43 punti dalla seconda e a 1,065 punti dall’aggiudicataria e aveva contestato soprattutto le modalità con cui la commissione aveva attribuito i punteggi alle offerte tecniche. Il nucleo della decisione risiede proprio nella mancanza di motivazione dei giudizi espressi per due criteri determinanti: il “B3”, relativo al pregio tecnico degli impianti, e il “B2.b”.
Secondo i giudici, la commissione si è limitata ad attribuire voti numerici, senza utilizzare una griglia graduata, sub-criteri o una motivazione discorsiva che consentisse di ricostruire il percorso seguito. La valutazione, osserva il Tar, deve spiegare il “perché” del voto, indicando gli elementi concretamente esaminati e le ragioni che hanno condotto all’assegnazione di un determinato punteggio.
Il Tar ha precisato che il bando non è illegittimo per il solo fatto di non aver previsto sub-punteggi o griglie di valutazione.
“La sentenza del Tar che annulla l’aggiudicazione dei lavori per il completamento della sede storica dei Vigili del Fuoco dell’Aquila rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che ormai ha assunto i contorni di uno scandalo nazionale. Diciassette anni dopo il terremoto del 6 aprile 2009, la ricostruzione delle infrastrutture dei Vigili del Fuoco aquilani continua ad essere sostanzialmente ferma”, commenta, in una nota, Elio D’Annibale, componente della Segreteria generale del Conapo, primo sindacato dei Vigili del Fuoco.
“Il Conapo – spiega – segue questa vicenda da anni e non può che denunciare il fallimento dell’intera filiera della ricostruzione e il totale disinteresse dimostrato dall’Amministrazione dei Vigili del Fuoco, palesemente incapace di occuparsi persino degli aspetti più prioritari per il Corpo, quali sono le sedi di servizio e le condizioni di lavoro del personale”.
“All’indomani del terremoto del 2009, i Vigili del Fuoco furono giustamente definiti dagli aquilani e dagli abruzzesi gli ‘angeli del terremoto’ e perfino insigniti della cittadinanza onoraria – sottolinea – Terminata l’emergenza, però, quegli stessi uomini e quelle stesse donne sono stati progressivamente dimenticati e costretti a lavorare per anni in condizioni che definire indegne è persino riduttivo”.
Secondo il Conapo, il problema non riguarda soltanto la sede centrale: “La sede storica di via Pescara versa nelle condizioni che tutti conoscono. La nuova caserma prevista all’interno dell’ex Caserma Rossi, che per il Conapo rappresenta l’unica soluzione realmente praticabile e definitiva per il Comando provinciale dell’Aquila, è sostanzialmente immobile. La Direzione Regionale Abruzzo a Coppito è da anni in condizioni di assoluto degrado, con lavori fermi da oltre un decennio e personale costretto ad operare nei container. Per non parlare della tanto annunciata Scuola Nazionale dei Vigili del Fuoco nell’area di Sassa, della quale ad oggi non esiste alcuna concreta realizzazione ma soltanto abbandono, degrado e incuria”.
“Di fronte a questo quadro, appare evidente come le infrastrutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in Abruzzo non abbiano mai rappresentato una reale priorità per nessuno”.
D’Annibale evidenzia poi un confronto che ritiene emblematico: “Nella stessa area dell’ex Caserma Rossi, il parcheggio comunale è riuscito a superare procedure, autorizzazioni e burocrazia in pochi mesi e sarà presto a disposizione della cittadinanza. Per la caserma dei Vigili del Fuoco, invece, ogni ostacolo diventa insormontabile, ogni procedura si blocca, ogni ricorso paralizza tutto e ogni scusa sembra buona per non andare avanti. È una situazione francamente incomprensibile”.
“A questo punto le ipotesi sono soltanto due: o vi è una gravissima incapacità amministrativa e gestionale oppure qualcuno non considera la realizzazione delle infrastrutture dei Vigili del Fuoco una priorità. In entrambi i casi si tratta di responsabilità enormi”.
Il Conapo continua con parole durissime: “Dopo diciassette anni non ci sono più alibi. Questa vicenda è una vergogna nazionale. Chiunque abbia avuto responsabilità decisionali, amministrative o politiche dovrebbe provare imbarazzo per quanto accaduto. L’Aquila non può continuare ad essere la città nella quale i Vigili del Fuoco, celebrati come eroi durante l’emergenza, vengono poi dimenticati quando si tratta di garantire loro sedi dignitose e adeguate per svolgere il proprio lavoro”.
“Ormai la situazione delle infrastrutture dei Vigili del Fuoco aquilani rischia di trasformarsi in una barzelletta infinita che dura da diciassette anni. Ma per i lavoratori che ogni giorno operano in queste condizioni e per i cittadini che hanno diritto ad un servizio efficiente non c’è proprio nulla da ridere”, conclude la nota.






