ROMA – Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso note alcune valutazioni – in anticipo rispetto alla conclusione dell’indagine attesa per l’11 marzo – in relazione ai dazi antidumping su alcuni marchi di Pasta italiani.

L’analisi post-preliminare infatti ridetermina in misura significativamente più bassa le aliquote fissate in via provvisoria lo scorso 4 settembre: dal 91,74%, i dazi passano al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri 11 produttori non campionati.

Lo riferisce il ministero degli Esteri in una nota.

“La rideterminazione dei dazi è segno del riconoscimento della fattiva volontà di collaborare delle nostre aziende da parte delle autorità statunitensi – aggiunge il ministero – È anche un segno dell’efficacia del sostegno assicurato dalla Farnesina e dal Governo sin dal principio e che intendiamo continuare ad assicurare in vista delle decisioni definitive”.

In una nota, Claudio Pica, presidente dell’Accademia Italiana della pasta, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio e vicepresidente nazionale della Fiepet-Confesercenti, commenta: “Come Accademia della pasta esprimiamo grande soddisfazione per la riduzione dei dazi antidumping statunitensi sulla pasta italiana, con la rideterminazione in misura significativamente più bassa delle aliquote fissate in via provvisoria lo scorso 4 settembre: dal 91,74%, i dazi passano al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri 11 produttori non campionati”.

“Una decisione che tutela le eccellenze italiane, le nostre imprese all’estero legate alla filiera pastaria e che riconosce il grande valore del Made in Italy nel mondo. Un risultato – prosegue – frutto del lavoro congiunto del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrogida, del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del commissario Europeo Sefkovic”.

“Nei prossimi mesi – fa sapere Pica – prenderanno avvio le attività curate dall’Accademia della pasta, in particolare sulla formazione e promozione di questo prodotto simbolo dell’agroalimentare italiano, al fine di diffondere e insegnare la vera cultura gastronomica italiana della pasta, valorizzando i prodotti tipici, le tecniche tradizionali, le ricette originali, la sua qualità e sostenibilità”.