PESCARA – L’Associazione nazionale per la tutela dei diritti del minore e della famiglia ‘Papi Gump’ denuncia la “sottrazione ingiustificata” dei tre minori della famiglia che viveva in un casolare nel bosco in Abruzzo.

Secondo l’associazione, rappresentata dal presidente Antonio Borromeo, l’allontanamento sarebbe avvenuto in assenza di elementi di violenza, abuso o grave trascuratezza e sulla base di motivazioni ritenute “superficiali e pretestuose”, contenute nelle relazioni degli assistenti sociali.

Una vicenda che, sottolinea ‘Papi Gump’, evidenzierebbe criticità diffuse nel sistema dei servizi sociali e non riconducibili a un singolo caso.

Le relazioni sul caso specifico, sostiene l’associazione, farebbero riferimento a dettagli considerati irrilevanti, come le abitudini igieniche o la dotazione dell’abitazione, senza dimostrare condizioni tali da giustificare la separazione dei minori dai genitori.

“Siamo sconcertati – afferma Borromeo in una nota – nel constatare come, ancora oggi, si ricorra a motivazioni marginali per giustificare l’allontanamento di bambini da famiglie amorevoli e responsabili. In alcuni casi sembra prevalere il pregiudizio, anziché l’interesse superiore del minore. Esistono numerosi rapporti che sollevano dubbi sull’imparzialità e sull’approfondimento delle valutazioni effettuate, con conseguenze gravi per le famiglie coinvolte”.

L’associazione denuncia come, in alcuni casi, la gestione dei minori possa essere influenzata da interessi economici piuttosto che dal reale benessere dei bambini.

“L’allontanamento dei minori comporta ingenti risorse pubbliche – spiega il presidente – che finiscono nelle mani di strutture che, purtroppo, spesso sono più interessate agli aspetti economici che al benessere effettivo dei minori”.

Nella nota viene inoltre richiamato l’articolo 333 del Codice civile, che prevede l’allontanamento del minore come extrema ratio, dopo aver valutato ogni soluzione alternativa, compreso l’affidamento a parenti.

L’associazione chiede una revisione della vicenda della famiglia nel bosco e un accertamento sul rispetto delle norme da parte degli operatori coinvolti.

L’associazione invita istituzioni e magistratura ad avviare una riflessione pubblica sul sistema di tutela dei minori, affinché – conclude – “la protezione dei bambini non si trasformi in separazioni ingiustificate e dannose per le famiglie”.