PESCARA – Complessivamente, oltre 350.000 persone in più di 75 città italiane hanno fatto sentire ieri la loro voce manifestando per esprimere il loro dissenso e indignazione davanti  ai massacri di civili perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza.

Mobilitazioni anche in Abruzzo, tra cui quelle di Pescara, L’Aquila, Castel di Sangro.

“Siamo tutti equipaggio di terra della Sumud Flotilla”, “Viva la Palestina dei bambini”, ‘Fermiamo Erode”, “Sangue di innocenti sulle mani di potenti”: questi alcuni degli slogan che campeggiano su striscioni e cartelli esposti in corteo a Pescara dove corca un migliaio di persone stanno partecipando alla manifestazione organizzata in concomitanza con lo sciopero nazionale indetto da Usb e sindacati di base (Cub, Adl, Sgb) per la Palestina.

Il corteo è partito da piazza Sacro Cuore diretto a piazza Unione, dove si fermerà davanti alla sede della Regione Abruzzo. “Siamo qui non solo per la Palestina, che abbiamo a cuore e che da 77 anni subisce un colonialismo spietato che ruba le terre – dice Teodoro Pace dell’Usb Abruzzo – ma anche per noi italiani, perché l’agire politico di Israele colpisce anche l’Italia.  Basta vedere la compressione degli stipendi e i servizi pubblici smantellati gradualmente. Dobbiamo comprendere che l’industria delle armi fa soldi, ma non è un’industria di sviluppo, i lavoratori di quel settore sono un’esigua minoranza”. Accanto a Usb Abruzzo sfilano le associazioni Mediterranea, i Cub, Oltre il Ponte, Forum H2O e ancora Rifondazione Comunista, Anpi Pescara, insieme a tanti studenti.

A L’Aquila la mobilitazione ha avuto come teatro, per tutta la giornata piazza Regina Margherita, con gli studenti universitari del Gssi, e delle scuole superiori, che hanno tenuto anche assemblee nella mattinata, artisti, musicisti e semplici cittadini che man mano sono stati coinvolti.
Al microfono aperto si sono alternati gli interventi interventi, proiezione sulle pareti di un palazzo dei manifesti palestinesi che hanno raccontato per immagini decenni di conflitto.

Dure parole di condanna anche per la posizione del governo di Giorgia Meloni e sul mancato riconoscimento dello stato di Palestina, e sulle recenti dichiarazioni del vicepremier leghista Matteo Salvini per il quale Israele ha diritto a difendersi, senza dire una parola su oltre 60.000 vittime palestinesi a causa dei bombardamenti e della distruzione sistematica della Striscia di Gaza quasi tutti in buona parte civili, donne anziane e bambini disarmati. Forte la richiesta di un embargo alla vendita delle armi ad Israele.

Sono stati realizzate barche di carta a sostegno della spedizione del Sumus flottilla. Flash mob sul corso stretto con una coppia che ha ballato il tango, senza musica, con le bandiere della Palestina a mo’ di mantello.

Dichiara Elisa Cardola, membro dell’esecutivo regionale UdS Abruzzo, “Siamo scesi in piazza come Unione degli Studenti insieme alla comunità studentesca abruzzese per protestare contro la complicità dello Stato italiano nel genocidio in Palestina. Riteniamo problematico come il Governo non sappia dare risposte concrete e coerenti alla richiesta costante della popolazione di interrompere qualsiasi rapporto con Israele, dimostrando per l’ennesima volta una scarsa volontà di ascoltare la voce degli italiani e di rispettare il Diritto Internazionale”.

A Roma hanno marciato più di 50.000 manifestanti; a Milano circa 30.000 e a Torino 15.000, con cortei imponenti che hanno coinvolto studenti, famiglie e comunità arabe e musulmane. A Bologna e Firenze la partecipazione complessiva è stata di oltre 25.000 persone, mentre al Sud, tra Napoli, Bari e Palermo, si sono radunate circa 50.000 persone.

Le isole non sono rimaste indietro: a Cagliari, Messina e Catania insieme oltre 20.000 cittadini hanno fatto sentire la loro vicinanza.