L’AQUILA – Il definitivo accordo, in un incontro che si terrà la prossima settimana, sulla ripartizione dei 110 milioni dei fondi Restart2 per cultura, sociale e turismo, fermi da mesi nelle casse della Struttura tecnica di missione della presidenza del Consiglio dei ministri, diretta da Mario Fiorentino, nella proporzione del 60% al Comune dell’Aquila e del 40% ai comuni del cratere sismico 2009. Sulla base di quello che dopo un duro scontro sulla consistenza delle fette della torta, ha confermato lo stesso sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi ad Abruzzoweb (Qui il link), tanto che i colleghi del cratere commentano ora, “se lo ha detto pubblicamente, se anche per lui l’equa ripartizione è 60 e 40, non potrà certo cambiare idea, ci fidiamo”.
È quanto emerso, come confermato a questa testata da più di un partecipante, al Tavolo di coordinamento che si è tenuto ieri pomeriggio a Fossa, nella sede dell’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), a cui hanno preso parte Gianni Anastasio, coordinatore e sindaco di Pizzoli, il vice coordinatore Massimiliano Giorgi, sindaco di Montereale, Giammario Fiori, sindaco di Tornimparte, Manuele Tiberli, sindaco di Colledara (Teramo), Matteo Pastorelli, sindaco di Castel Del Monte, Paolo Federico, sindaco di Navelli, Rodolfo Margarelli, sindaco di Goriano Sicoli e Domenico Nardis, sindaco di Villa Sant’Angelo, Lanfranco Chiola, vicesindaco di Cugnoli.. Nessuna presenza per l’Area omogenea dell’altipiano delle Rocche, che ancora non nomina il sindaco rappresentante al tavolo.
Per quello che riguarda il Restart2, il clima si è rasserenato dopo lo scontro che si è acceso tra Anastasio e Biondi, che è anche presidente Anci Abruzzo, sulla distribuzione di una ingente somma, equivalente al 4% dei fondi della ricostruzione edilizia post sisma 2009, utile a finanziare progetti di sviluppo economico, culturale, ambientale e sociale, di valorizzazione delle risorse locali per la crescita sostenibile.
I due sindaci, intervistati da Abruzzoweb separatamente e senza essere a conoscenza delle rispettive dichiarazioni, hanno dato ricostruzioni opposte circa la ripartizione.
Anastasio ha detto che Biondi continua a pretendere per L’Aquila l’80% della somma, ben 88 milioni, lasciando il resto, il 20%, pari a 22 milioni a tutti gli altri comuni del cratere e questo ha finora bloccato l’accordo. Biondi, che è anche responsabile Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo, ed ex sindaco di Villa Sant’Angelo, ha assicurato al contrario che non c’è “nessuna guerra, nessun caso sulla distribuzione dei fondi”, e ha confermato che la quota di ripartizione sarà del 60-40%.






