L’AQUILA – Nessuna risposta nonostante i molteplici tentativi e così, ancora una volta, lo stimato docente Fabio Graziosi, 57 anni, professore di Telecomunicazioni, direttore del dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica (Disim), decide di non rilasciare dichiarazioni ad AbruzzoWeb in merito alle elezioni che lo vedono come favorito nella corsa al rettorato dell’Università dell’Aquila da domani, 12 giugno, al 23 giugno.

Nelle scorse settimane, questo giornale ha contatto tutti e 4 i candidati per offrire loro l’opportunità, attraverso un’intervista, di illustrare i programmi in vista dell’importante appuntamento elettorale che li vedrà impegnati a contendersi la successione di Edoardo Alesse, che proprio oggi ha convocato una conferenza stampa per fare il punto sull’edilizia universitaria e sulle tempistiche di ricostruzione.

Un’occasione di cui ha preferito non beneficiare Graziosi e che è stata invece colta dagli altri tre: Marco Valenti, del Dipartimento Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab), direttore del Centro regionale autismo, componente del Comitato Etico Regionale per gli studi clinici, consigliere dell’Ordine dei Medici dell’Aquila; Luca Lozzi, direttore del dipartimento di Scienze fisiche e chimiche (Dsfc) nonché ex direttore del centro di microscopie di Univaq, e dal 2019 responsabile anche della manifestazione Street science nell’ambito della notte Europea dei ricercatori; Roberto Carapellucci, ordinario del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia (DIIIE) e presidente della Advanced Energy Systems Division (AESD) della American Society of Mechanical Engineers (Asme).

Inarrivabile Graziosi che, già nei mesi scorsi, ha schivato diversi tentativi di contatto, soprattutto in merito alle prime polemiche divampate proprio sulla sua discesa in campo, come grande favorito e delfino del rettore uscente Alesse, e della ex rettrice, Paola Inverardi, ex docente di informatica, oggi a guida del Gran Sasso Science Institute.

Situazione paradossale viste le dichiarate intenzioni contenute nel programma “nato dall’ascolto e cresciuto nella condivisione”.

Di seguito, comunque, per non negare ai lettori la possibilità di conoscere la sua proposta, riportiamo il programma trovato sul sito dell’università dell’Aquila: Qui il link

Nella premessa si legge: “La redazione di questo programma nasce dalla consapevolezza che il prossimo sessennio rappresenterà per l’Università degli Studi dell’Aquila un’occasione per consolidare i risultati raggiunti, valorizzare le competenze interne e affrontare con lucidità, professionalità e responsabilità le nuove sfide. Il nostro Ateneo, pur conscio di dover migliorare la propria organizzazione e le proprie modalità operative, si presenta solido e in crescita e vi sono tutte le condizioni per proseguire con ambizione un percorso di sviluppo sostenibile e condiviso”.

“L’obiettivo è riaffermare la nostra missione ovvero generare e trasmettere conoscenza, formare cittadini consapevoli, promuovere la Ricerca e il dialogo interdisciplinare, consolidando il ruolo internazionale dell’Ateneo. Al centro ci sono le persone, l’inclusione, la valorizzazione dei talenti e il senso di appartenenza che costituiscono il fondamento di una comunità universitaria forte, coesa e aperta al futuro. Viviamo oggi un’epoca di profonde e rapide trasformazioni, dalla recente crisi pandemica alle tensioni globali, dalle sfide climatiche all’avanzare delle tecnologie emergenti, ogni ambito della società è chiamato a ripensarsi. In questo contesto, il programma Next Generation EU, e in particolare le Missione 4 e 6 del PNRR, ha assegnato al sistema universitario un ruolo determinante per il rilancio del Paese, investendo nella didattica, nella Ricerca e nelle infrastrutture. Il nostro Ateneo, che ha saputo già più volte rigenerarsi trasformando la complessità derivante da eventi critici in risorse per l’innovazione e la sostenibilità, sta giocando in questo campo un ruolo di primo piano. Sarà fondamentale consolidare le posizioni guadagnate e rilanciare l’azione sulla base dei risultati della Ricerca, delle dotazioni tecnologiche e dell’estensione delle reti di relazione scientifica e di trasferimento tecnologico”.

“In questo contesto, la mia candidatura nasce da un lungo percorso all’interno dell’Ateneo, che mi ha visto impegnato in ambito didattico, scientifico e istituzionale, insegnandomi il valore del confronto costruttivo, della competenza e della responsabilità condivisa. Mi candido per mettere a disposizione questa esperienza, con spirito di servizio, per una guida collegiale, trasparente, orientata all’ascolto e alla valorizzazione delle risorse umane e intellettuali che l’Ateneo esprime. Ogni componente della nostra Università, Corpo Studentesco, Personale Tecnico Amministrativo e Bibliotecario, Ricercatrici, Ricercatori e Docenti, svolge un ruolo essenziale nella costruzione del futuro. Il cambiamento si realizza nella quotidianità, attraverso l’impegno e una leadership capace di integrare visione e concretezza, apertura e integrità. Per questo sarà fondamentale rinsaldare legami efficaci a livello locale, nazionale e internazionale, rafforzando il ruolo strategico dell’Ateneo nei nuovi scenari globali”.

“L’Università degli Studi dell’Aquila deve continuare ad assumere un ruolo attivo nei processi di trasformazione culturale, digitale e ambientale. Le sfide globali, dall’intelligenza artificiale alla transizione ecologica, richiedono una comunità capace di affrontare il cambiamento con coraggio, curiosità e responsabilità, consapevole del proprio impatto sociale”.

“Abbiamo il dovere di formare giovani preparati ad affrontare un mondo in rapido mutamento, non solo professionisti competenti, ma cittadini dotati di senso critico, responsabilità civica e sensibilità verso le grandi questioni del nostro tempo. L’Università deve essere uno spazio vivo di crescita culturale, dialogo, partecipazione e benessere. Offrire strumenti adeguati, contrastare le disuguaglianze e favorire un ambiente inclusivo e stimolante sono obiettivi prioritari. Affrontare queste trasformazioni richiede visione strategica, passione e senso del dovere, valori che costituiscono le fondamenta di un programma articolato, costruito attorno ad aree strategiche e obiettivi concreti, nato dall’ascolto e cresciuto nella condivisione”.

“Per queste ragioni ho scelto di mettermi a disposizione, consapevole che l’Ateneo potrà seguire un percorso di crescita e innovazione che richiede metodo, visione e responsabilità condivisa”.